Dieci miliardi in dieci anni per mettere a disposizione “100mila” case popolari o a prezzi calmierati.
Giorgia Meloni si presenta per la seconda volta in una settimana in conferenza stampa per illustrare il nuovo Piano casa – che aveva preannunciato la scorsa estate al Meeting di Rimini – per dare risposte all’emergenza abitativa, non solo delle fasce “più fragili” ma anche di quella fascia di cittadini, soprattutto nelle grandi città, che ora sono troppo “ricchi” per accedere alle graduatorie per gli alloggi popolari, ma troppo “poveri” per far fronte alle richieste del mercato.
È quello che deve fare uno “Stato giusto”, rivendica, ringraziando anche con delle evidenti pacche sulla spalla Matteo Salvini, seduto al suo fianco insieme a Tommaso Foti. Il Piano, che è accompagnato da misure che consentiranno sfratti più veloci, arriva al via libera in un Consiglio dei ministri che dura più del previsto perché si discute, a lungo e aspramente, del ruolo delle sovrintendenze (“Vanno ridimensionate o, per quanto mi riguarda, anche rase al suolo”, l’affondo di Salvini), in particolare per la riqualificazione di “circa 60mila case popolari”, come dice Meloni in conferenza stampa.




