“In ragione dell’assoluta specificità dell’oggetto della concessione, nonché della unicità e complessità tecnica, economica e finanziaria dell’opera da costruire, il Piano esaminato, pur potendosi considerare adeguato nell’attuale fase di impostazione e avvio del progetto, richiede l’introduzione e il rafforzamento di alcuni presidi, come sopra illustrato, sia nel Pef/Pfr sia nella Convenzione”. Così l’Autorità dei trasporti nel suo parere, emesso nei giorni scorsi sul Piano economico del Ponte sullo stretto.
L’Autorità rileva che “il piano non può essere considerato uno strumento statico, dovendo piuttosto essere accompagnato da un sistema di monitoraggio strutturato, idoneo a verificare nel tempo la coerenza tra avanzamento dell’Opera, costi effettivi, previsioni di traffico, assetto delle componenti stradale e ferroviaria e allocazione dei rischi”, ed evidenzia l’esigenza che il monitoraggio dell’attuazione “consenta di verificare nel tempo la sostenibilità economico-finanziaria del progetto nel suo complesso, la corretta allocazione dei rischi tra i soggetti coinvolti e la congruità delle tariffe di pedaggio rispetto ai costi effettivamente sostenuti e ai livelli di servizio che saranno resi all’utenza”.
L’Autorità ritiene, pertanto, necessario che “sia assicurato un monitoraggio strutturato ed adeguatamente periodico del Piano, strettamente correlato allo stato di avanzamento dell’opera e al successivo esercizio della stessa. Tale monitoraggio dovrà riguardare non solo la fase di progettazione e costruzione, ma anche il periodo di gestione in esercizio”.
L’Autorità evidenzia, infine, che “l’eventuale definizione di un sistema tariffario specifico per la fase di esercizio potrà essere valutata in prossimità dell’entrata in operatività dell’Opera, quando risulteranno maggiormente definite le grandezze di costo, i volumi di traffico, l’assetto delle componenti stradale e ferroviaria, gli investimenti complementari e il quadro dei rischi effettivamente rilevanti ai fini della determinazione tariffaria”.
Nota della Società Stretto di Messina: “Prive di fondamento le affermazioni su relazione Art, il cui parere è positivo”
La Società Stretto di Messina, in una nota ufficiale dichiara che “Ai sensi del decreto-legge n. 32/2026, convertito nella legge 71/2026, l’ART – Autorità di Regolazione dei Trasporti ha definito il Piano Economico Finanziario “adeguato nell’attuale fase di impostazione e avvio del progetto” evidenziando che dovrà essere accompagnato da un monitoraggio strutturato e periodico, già previsto nella Convenzione di concessione tra la Stretto di Messina e il concedente Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”.
“Appaiono quindi destituite di fondamento alcune dichiarazioni sulle politiche tariffarie, riportate dai media nella giornata odierna. La tariffa di 27,43 euro per i veicoli, indicata nel PEF e richiamata nel parere positivo dell’ART, è una media ponderata annuale tra i volumi di traffico e le tariffe per ciascuna tipologia di veicolo e non il costo di un singolo passaggio per le autovetture che, come detto più volte, sarà compreso tra circa 4 e 7 euro per tratta”, continua la nota.
“Non risponde al vero, inoltre, che vengano “caricati prezzi più alti ai TIR”, per i quali sono previste tariffe di attraversamento sul ponte anche in questo caso sensibilmente inferiori a quelle attuali. Le tariffe per il traffico veicolare garantiscono nel periodo di esercizio dell’Opera l’equilibrio economico-finanziario della concessione e la copertura integrale dei costi operativi e della manutenzione ordinaria e straordinaria, promuovendo al contempo la continuità territoriale tra Sicilia e Calabria con costi sensibilmente inferiori alle attuali tariffe di attraversamento”, conclude la nota.