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La nota dei consiglieri comunali

Porto di Catania, Bonaccorsi e Ciancio (M5s): “Il Parlamento sospenda la votazione sul nuovo Prg. Serve chiarezza sulle criticità del progetto di ampliamento”

mercoledì 22 Aprile 2026
Ciancio e Bonaccorsi

“Alla vigilia del voto in Commissione alla Camera sul nuovo Piano Regolatore del Porto di Catania, emergono elementi poco chiari che mettono in discussione il progetto”, dichiarano in una nota Graziano Bonaccorsi e Gianina Ciancio, consiglieri comunali del M5s.

Che aggiungono: “Sono già stati presentati diversi ricorsi al Tar, che evidenziano serie criticità: violazioni della normativa europea sulla VAS (Valutazione Ambientale Strategica), assenza di un corretto Documento di Pianificazione Strategica (DPSS) aggiornato all’intero sistema portuale, difetto di competenza territoriale, con estensione illegittima delle aree pianificate e mancata tutela di zone di altissimo pregio naturalistico, come la Scogliera dell’Armisi e la Foce dell’Acquicella”.

Porto di Catania

Secondo i due consiglieri del Movimento 5 Stelle ci sono due elementi, in particolare, dimostrano la fragilità dell’intero procedimento: Il primo riguarda i dati tecnici su cui si fonda l’istruttoria. Nel parere del Consiglio di Stato si fa riferimento a una variazione dei limiti della circoscrizione portuale pari a circa 150 metri lato nord. Dalle verifiche effettuate sulla base dei decreti ministeriali vigenti emerge invece che l’estensione reale dell’ampliamento lungo la costa è di circa 600 metri, a partire dalla radice del molo di levante, cioè quattro volte in più rispetto a quanto rappresentato nella relazione tecnica trasmessa al Ministero. Non si tratta di una imprecisione, ma di un errore sostanziale che rischia di aver condizionato l’intero iter, incluso il parere stesso”.

“Il secondo elemento riguarda l’assenza di una adeguata valutazione degli impatti – dichiarano i consiglieri M5s – Il provvedimento, infatti, è stato esentato dalla procedura di Analisi di Impatto della Regolazione (AIR) senza una motivazione adeguata, nonostante la rilevanza economica e territoriale dell’intervento e gli effetti diretti su città, operatori e assetto urbano. Una scelta che appare ancora più grave alla luce del fatto che non risultano valutati in modo completo gli impatti su equilibrio socio-economico, infrastrutture e contesto urbano, né adeguatamente considerati i destinatari reali degli effetti del piano, che non sono solo l’Autorità portuale ma l’intera città. Particolarmente grave è il rischio di trasformazione irreversibile di due aree simbolo della costa catanese: la Scogliera dell’Armisi, interessata da interventi turistico-ricettivi e cantieristici e la Foce del Torrente Acquicella, destinata a funzioni logistiche e commerciali con forte impatto ambientale”.

“Alla luce di tutto questo, appare incomprensibile prendere decisioni politiche senza prima chiarire i numerosi punti critici sollevati anche in sede giudiziaria. Chiediamo che il Parlamento si fermi per approfondire le criticità evidenziate e fare chiarezza. Non si può votare su un piano fondato su dati incongruenti e senza una adeguata valutazione degli impatti. Il rischio è compromettere definitivamente il rapporto tra porto e città”, concludono.

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