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L'isolamento infrastrutturale e la solitudine emotiva

Povertà educativa e distacco relazionale, indagine di Fondazione Articolo 49: uno studente su tre vive in comuni senza scuole superiori e presidi culturali

venerdì 5 Giugno 2026
Un ragazzo su tre in Italia vive in comuni privi di scuole superiori, il 34,1% degli studenti tra 11 e 19 anni abita in aree senza cinema, teatri o luoghi per spettacoli dal vivo e il 13,7% dichiara di non avere amici con cui confidarsi. Questi i dati principali emersi dalla piattaforma InClasse e presentati durante la giornata dedicata ai progetti educativi di Fondazione Articolo 49 che ha coinvolto 40mila studenti.
L’analisi della piattaforma su dati Istat, è stata presentata ieri alla Camera durante un evento promosso dalla Fondazione in collaborazione con l’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e con il patrocinio della Commissione Ue, dedicato proprio ai giovani e alle scuole.

Al centro della giornata la premiazione dei progetti educativi sviluppati attraverso la piattaforma InClasse nell’anno scolastico 2025-2026.

 

I progetti educativi e i premi

 

È in questo contesto che si inseriscono i progetti educativi della Fondazione Articolo 49 che ieri sono stati al centro della giornata di premiazioni per 16 classi provenienti da tutta Italia e anche da una scuola italiana all’estero (Egitto). Le classi premiate hanno ricevuto in totale 8700 euro di cui 4200 euro in materiali didattici e 4500 in buoni viaggio d’istruzione.

I cinque percorsi educativi

I percorsi, ben cinque in totale, hanno toccato ambiti ritenuti fondamentali per la crescita dei ragazzi:

  • un focus sulla democrazia per la primaria, dal titolo “Viva la Costituzione, la Costituzione è viva!”, supportato attivamente da Bitron e Q8 Italia;
  • la sensibilizzazione verso l’alimentazione sana, pensata sempre per i più piccoli, attraverso “Mi piace un mondo”;
  • l’aiuto concreto per orientare le scelte future degli studenti delle scuole medie, denominato #NEXT STEP;
  • un programma per il rilascio del Patentino Digitale rivolto a medie e superiori, “Online Onlife”, promosso da numerosi Corecom regionali e sostenuto da Almaviva Group e Altroconsumo;
  • l’educazione all’economia circolare per gli istituti superiori, intitolata “GEA EDU – Idee per il futuro”, che ha goduto del supporto di Boeing, IN’s Mercato, Q8 Italia e Unirima.

I premi

Per VIVA LA COSTITUZIONE – Contest “Evviva la libertà!”, che ha invitato gli alunni delle classi quarte e quinte della scuola primaria a riflettere sui valori di pace, democrazia, libertà e uguaglianza, fondamentali per la convivenza civile e la cittadinanza attiva, sono stati premiati i progetti della classe 5B della scuola primaria I.C. Bozzano – Centro (Brindisi, Puglia), la classe 4A della scuola primaria di Masone (Genova, Liguria) e le classi 5A e 5B della scuola primaria Manta di Saluzzo (Cuneo, Piemonte).

Per GEA EDU – Contest “Idee per il futuro”, un programma di educazione alla sostenibilità e all’economia circolare dedicato alle scuole secondarie di II grado, hanno vinto le classi 5D del Liceo Laura Bassi di Sant’Antimo (Napoli, Campania), la 3H e 5H dell’IIS F. Patetta di Cairo Montenotte (Savona, Liguria) e la 2B, 2ME e 2A dell’Istituto Don Bosco di Alessandria d’Egitto (Egitto).

Per MI PIACE UN MONDO – contest “Buone abitudini”, che ha invitato i bambini e le bambine delle scuole primarie a concentrarsi sulle buone abitudini che rendono l’alimentazione un atto sano e sostenibile anche per il pianeta, hanno vinto la classe 5A della scuola primaria IC di Bozzano di Brindisi (Puglia), la classe 2B della scuola primaria P. Scuderi IC Santo Calì di Linguaglossa (Catania, Sicilia) e la classe 2A della scuola primaria Giovanni XXIII di San Fior (Treviso, Veneto).

I tre progetti vincitori del contest “#NEXT STEP”, che ha aiutato ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di I grado a scoprire sé stessi e i propri talenti e aspirazioni, accompagnandoli verso una scelta consapevole del percorso di studi e di vita, sono quelli della classe 3F dell’IC Michelangelo Augusto di Napoli (Campania), la classe 2A dell’ICS Diaz di Laterza (Taranto, Puglia) e la classe 1M dell’IC Cassola di Cecina (Livorno, Toscana).

Infine, per ONLINE, ONLIFE – contest “Pay AttentiON”, che ha invitato i ragazzi e le ragazze delle scuole secondarie di primo e secondo grado ad approfondire temi legati alla sicurezza e al benessere digitale attraverso elaborati creativi e originali, hanno vinto la classe 1A dell’IC Iacampo – Matese di Vinchiaturo (Campobasso, Molise), la 1A dell’IC Maria Montessori di Cardano al Campo (Varese, Lombardia), la 2B del Liceo Scientifico Galilei di Potenza (Basilicata) e la classe 1E dell’IC G. Cardano di Gallarate (Varese, Lombardia).

I partecipanti alla presentazione a Montecitorio

 

I partecipanti all’iniziativa:  Ad aprire i lavori Andrea Poli, presidente della Fondazione Articolo 49, Luca Nitiffi, dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia e Cristina Monti, della Rappresentanza in Italia della Commissione europea.

Nel corso della mattinata, sono intervenuti, tra gli altri, Maria Teresa Bellucci, vice ministra del Lavoro e delle Politiche sociali, Massimiliano Capitanio, Commissario dell’Agcom, Mario Nava, Direttore generale DG EMPL della Commissione Ue, il Direttore delle Politiche Sindacali e del Lavoro di Confartigianato, Riccardo Giovani, Alberto Rabbachin, Vice Capo Unità DG Connect della Commissione Ue, Stefano Selli, Direttore della Relazioni Istituzionali Italia di Mediaset e Vice Presidente di Confindustria Radio Tv, Nicoletta Pannuzi, Direttrice della Direzione centrale per le statistiche sociali e il welfare di Istat e Clara Vélez Fraga, Chief Outreach and Promotions della FAO.

 

L’indagine: i dati elaborati dalla piattaforma InClasse

 

Non solo premiazioni, però. L’iniziativa è stata anche l’occasione per accendere i riflettori sulla povertà educativa e relazionale che colpisce bambini e adolescenti italiani. Durante la giornata infatti  sono state presentate tre analisi elaborate dalla piattaforma InClasse.

Una di queste era dedicata sulla situazione dei presìdi culturali dedicati ai più giovani nelle varie zone d’Italia; un’altra sulla socialità e sulla partecipazione civica dei giovani e l’ultima sull’offerta dei servizi educativi.

È in questo contesto che si inseriscono i progetti educativi della Fondazione Articolo 49, pensati per offrire agli studenti strumenti concreti di partecipazione, consapevolezza e orientamento. Attraverso la piattaforma InClasse, la Fondazione porta gratuitamente nelle scuole percorsi dedicati alla cittadinanza attiva, alla cultura digitale, alla sostenibilità, alla corretta alimentazione e all’orientamento scolastico e professionale, con l’obiettivo di contrastare le disuguaglianze educative e rafforzare il protagonismo delle nuove generazioni.

 

In Italia, in media, uno studente su tre vive in comuni senza scuole superiori.

In Veneto questo dato sale al 56,7%, con punte del 93% nelle aree rurali e in Valle d’Aosta la percentuale arriva al 63%, con il 91,5% nelle zone scarsamente popolate. A questo dato si aggiunge che il 26,4% delle scuole statali non è raggiungibile con i mezzi pubblici (con picchi che sfiorano il 50% in Campania e Calabria) e il 22,5% delle scuole statali (primaria e secondarie di I grado) è privo di collegamenti tramite scuolabus.

Non solo. Anche per quanto riguarda gli “Indicatori di povertà educativa” (contesto territoriale, sociale e culturale) le cose non vanno meglio. Il 34,1% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni vive in zone prive di cinema, teatri e luoghi per spettacoli dal vivo. Una percentuale che sale a oltre il 50% in Molise e Basilicata e al 45,1% in Sardegna. Stando ai dati, inoltre, 1 under 17 su 2 abita in comuni senza musei con spazi e/o attività organizzati per bambini e ragazzi.

Tra le regioni peggiori anche la Lombardia (62,9%) e il Veneto (62,2%). Sono invece solo il 15,1% gli under 17 che vivono in comuni senza biblioteche con spazi e/o attività organizzati per bambini e ragazzi, ma questo dato presenta forti disparità territoriali, visto che arriva al 53,9% in Basilicata, al 53,3% in Molise e al 51,6% in Calabria.

Preoccupano anche gli indicatori legati alla socialità e alla partecipazione civica dei giovani: il 13,7% dei ragazzi tra gli 11 e i 19 anni dichiara di non avere amici con cui confidarsi, mentre 1 giovane su 10 frequenta gli amici meno di una volta a settimana. Sulla solitudine dei ragazzi pesa anche la distanza dalla politica: il 50% non svolge attività di partecipazione civica o politica, 9 su 10 nella fascia 14-19 anni non svolgono attività di volontariato.

Sono dati importanti e negativi: oltre alla scarsità di frequentazioni fisiche, emerge in modo lampante una profonda solitudine emotiva, dal momento una quota importante degli adolescenti italiani confessa di non avere alcuna persona fidata con cui potersi sfogare. A questo distacco relazionale si unisce, inesorabilmente, un allontanamento progressivo dalla vita civica del Paese che si astengono da qualsiasi forma di volontariato.

 

L’Italia dei destini diseguali: un modello di sviluppo che isola le periferie geografiche e sociali

 

I dati emersi dall’indagine della Fondazione Articolo 49 non fotografano semplicemente delle carenze logistiche o strutturali ma rivelano che la povertà educativa e il distacco relazionale degli adolescenti non sono fenomeni passeggeri o puramente psicologici, ma la diretta conseguenza di un modello di sviluppo che tende a isolare le periferie geografiche e sociali, trasformando il luogo di nascita nel principale fattore di disuguaglianza.

L’impatto economico: il costo dell’isolamento infrastrutturale

scuolaIl dato secondo cui uno studente su tre vive in comuni privi di scuole superiori — con picchi drammatici in regioni produttive come il Veneto o geograficamente complesse come la Valle d’Aosta  — evidenzia un cortocircuito economico. La mancanza di istituti di istruzione secondaria sul territorio, aggravata dal fatto che oltre un quarto delle scuole statali non è raggiungibile con i mezzi pubblici, si traduce in un immediato “tributo” economico per le famiglie.

Spostarsi quotidianamente per studiare comporta costi elevati di trasporto e una dilatazione dei tempi di vita che penalizza soprattutto i nuclei familiari a basso reddito.

Questo deficit infrastrutturale genera un meccanismo di auto-selezione forzata: laddove mancano i collegamenti e le scuole, aumenta il rischio di abbandono scolastico precoce. Per un Paese con una produttività stagnante e una cronica carenza di competenze specializzate, la dispersione scolastica derivante dall’isolamento geografico rappresenta un enorme spreco di capitale umano e un freno alla crescita economica complessiva.

La desertificazione culturale e la trappola della vulnerabilità

Accanto alla povertà materiale e infrastrutturale, l’analisi mette a nudo una vera e propria desertificazione culturale. Se più di un terzo dei giovani tra gli 11 e i 19 anni abita in aree prive di cinema e teatri, e oltre la metà dei minori risiede in comuni senza musei attrezzati, significa che l’accesso alla bellezza, all’approfondimento e alla stimolazione intellettuale è diventato un privilegio.

Dal punto di vista sociale, i presìdi culturali non sono beni di lusso, ma infrastrutture sociali fondamentali. La loro assenza priva i ragazzi di spazi neutri di aggregazione e di crescita critica, lasciando il consumo digitale come unica alternativa.

Nel lungo periodo, i territori privati di cultura tendono a impoverirsi anche economicamente, diventando meno attrattivi per gli investimenti e alimentando un circolo vizioso di spopolamento e marginalizzazione.

Il distacco relazionale: la solitudine come emergenza sociale

L’aspetto forse più allarmante dello studio riguarda la dimensione emotiva e civica. Il fatto che il 13,7% degli intervistati non abbia un amico con cui confidarsi e che la metà dei ragazzi non svolga alcuna attività di partecipazione civica o politica delinea il profilo di una generazione fragile e atomizzata.

Questo distacco relazionale è il riflesso speculare della povertà educativa: quando un territorio non offre scuole, trasporti, cinema, biblioteche o centri sportivi, i giovani perdono i luoghi fisici in cui esercitare la socialità, costruire legami di fiducia reciproca e sviluppare l’empatia.

La solitudine emotiva si trasforma così in cinismo o apatia nei confronti della sfera pubblica. Il crollo del volontariato indica una crisi del capitale sociale, ossia di quella rete di fiducia e cooperazione che tiene insieme una comunità. Senza partecipazione civica, si indebolisce la tenuta democratica del Paese e si perde il senso di appartenenza a un destino comune, lasciando i giovani soli davanti a un futuro sempre più incerto.

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