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Rifiuti, “Decreto regionale incompleto”: camion stoppati davanti alla discarica

venerdì 27 Novembre 2020

Continua senza sosta la ricerca di una soluzione per risolvere l’emergenza rifiuti che affligge i comuni della provincia di Palermo.

L’obiettivo è quello di risolvere i problemi burocratici che hanno impedito, nei giorni scorsi, lo scarico del materiale da conferire nell’impianto di Trapani, lasciando i Comuni senza una soluzione.

L’argomento è stato oggetto ieri di una riunione della IV commissione ARS alla presidente Giusy Savarino alla presenza dell’assessore Alberto Pierobon. Presente come rappresentante dei Comuni il sindaco di Bagheria Filippo Maria Tripoli.

Filippo Maria Tripoli in audizione in IV Commissione Ars

Da 19 giorni per scarsa programmazione della Regione la città di Bagheria non può conferire in discarica i rifiuti indifferenziati – ha dichiarato Tripoli -. Al momento è stato emanato un decreto che è praticamente nullo – dice il sindaco -. E’ senza valore dal momento che la discarica di Trapani non fa entrare i compattatori“.

Devo ringraziare la straordinaria collaborazione dei cittadini per queste percentuali che sono certo aumenteranno grazie alla collaborazione dei bagheresi e alla campagna di sensibilizzazione che stiamo portando avanti – conclude il primo cittadino di Bagheria -. Per questo è assolutamente opportuno, oggi più che mai, che si possano premiare i Comuni virtuosi. Al momento ci sono comuni che hanno addirittura tre impianti a cui poter fare riferimento ed altri come Bagheria, una città di oltre 55 mila abitanti,  che non ne hanno neanche uno”.

Un confronto prolungato fino a tarda sera, quando la Regione ha garantito ai Comuni coinvolti la possibilità di conferire presso la discarica di Trapani le quantità stabilite nel decreto dirigenziale del 24 novembre.

Una vicenda che però rimane aperta anche e soprattutto sul tema dei rifiuti accumulati nel frattempo. Solo nel caso di Bagheria si parlerebbe di circa 200 tonnellate di immondizia accumulate in 20 giorni di mancato conferimento. I sindaci chiedono la possibilità di un nuovo trasporto speciale per potere diminuire il pregresso e potere così iniziare a porre una pezza alla situazione di emergenza scoppiata dopo la chiusura dell’impianto di Alcamo.

MONTELEONE, SINDACO DI CARINI: “Paghiamo 18.000 euro ad un impianto pubblico per 80 tonnellate di rifiuti”

Al contempo è in corso un confronto con l’assessorato Territorio ed Ambiente con i primi cittadini di Capaci e Terrasini, con i quali si è aperto un tavolo. Una tavola rotonda a cui parteciperà anche il sindaco di Carini, Giovì Monteleone.

Giovì Monteleone in audizione all’Ars

Il problema del mancato conferimento a Trapani, secondo Monteleone, sarebbe da rintracciare “nel fatto che il decreto dirigenziale dell’assessorato era incompleto. Ciò in quanto l’impianto di Trapani era impossibilitato a ricevere rifiuti per insufficiente capacità ricettiva. Inoltre perché non è stato disposto un sito dove trasferire i sovvalli (materiale di scarto)”.

Bisogna dare una soluzione perchè c’è da capire che vi è un’emergenza sanitaria – sottolinea Monteleone –. Ad una simile situazione bisogna dare risposte adeguate. Relativamente all’accusa che facciamo troppa indifferenziata, voglio ricordare che in pochi anni abbiamo ottenuto risultati. Solo chi vive nei territori può capire lo sforzo che si fa per sensibilizzare le persone e per effettuare i controlli nonostante la carenza di mezzi e risorse. Io ho appena 16 vigili urbani. Abbiamo fatto un sistema di videosorveglianza con il sostegno dei privati, ridimensionando il problema degli abbandoni”.

Piuttosto per l’approvazione dei progetti i tempi sono geologici, e questa non è colpa dei Comuni. Ci scontriamo con le difficoltà di progettazione, con la mancanza di finanziamenti e con le vicissitudini burocratiche con tempi lunghi, inadeguati ai bisogni immediati della gente”.

Ricordo che stiamo pagando 18.000 euro per un conferimento da ottanta tonnellate – conclude il sindaco di Carini -, più i 213 euro a tonnellata di IVA. Ricordiamo che dove stiamo andando a scaricare è un impianto pubblico. Con un quadro simile, mantenere la TARI ad un livello accettabile diventa difficile“.

LA RISPOSTA DELL’ASSESSORATO

Dall’Assessorato regionale all’Energia e ai Rifiuti fanno sapere che “si sta lavorando alacremente per concretizzare una soluzione nelle prossime ore. Per i dieci comuni del Palermitano coinvolti, l’Assessorato spiega che il problema nasce a seguito della chiusura dell’impianto di Alcamo, a causa di un problema amministrativo per irregolarità delle procedure autorizzative. Questo ha causato una ridistribuzione delle quote, sostenendo gli impianti circolari e gli impianti pubblici. A seguito di ciò, sono sorti dei problemi finali comunque in fase di risoluzione. Inoltre, è stata istituita una Commissione d’inchiesta per capire se le autorizzazioni rilasciate in passato sono tutte regolari”.

Sull’emergenza degli ultimi, dagli uffici fanno sapere che “è stato autorizzato un conferimento straordinario per dare un po’ di ossigeno ad una situazione altrimenti insostenibile (nell’impianto di Gela, ndr)”. Per quanto riguarda l’impianto di Alcamo, dall’assessorato spiegano che il problema era di natura autorizzativa e riguardava vari rami dell’Amministrazione. Arrivati i pareri, “è stato emesso il decreto di conferimento, ma è nato il problema dalla gestione degli scarti, che l’impianto trapanese sosteneva di non potersi accollare”.

Infine, dopo l’incontro svoltosi in quarta commissione, l’Assessorato fa sapere che “è emersa la volontà di risolvere nel più breve tempo possibile il problema”.

Aggiornamento di venerdì 27 novembre – ore 16:00: Tutti i comuni hanno conferito regolarmente

A seguito degli incontri svoltosi nella giornata di ieri fra i vertici dell’Assessorato all’Ambiente e i Comuni del Palermitano coinvolti nell’emergenza rifiuti, oggi tutte le città interessate dall’emergenza hanno potuto conferire le quantità pattuite nella discarica di Trapani. Un importante passo verso il ritorno alla normalità.

 

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