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La nota

Riforma dei medici di base, l’allarme Fimmg: “Un provvedimento che distrugge la professione”

venerdì 24 Aprile 2026
Dura reazione dei medici di medicina generale alla bozza di riforma della professione elaborata dal ministro della Salute. Un provvedimento “che distruggerà il medico di famiglia” “mai discusso con le categorie, inattuabile e pericoloso per i pazienti“, afferma in una nota la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg), che chiede l’intervento della presidente del Consiglio.
“È inaccettabile che una riforma di questa portata, che tocca il rapporto di cura di milioni di cittadini, venga elaborata nell’oscurità del mancato confronto istituzionale“, sostiene la Fimmg, che contesta almeno due “contraddizioni tecniche” contenute nello schema circolato nelle ultime ore. La prima è che “il decreto subordina l’accesso alla dipendenza alla specializzazione in medicina generale, ignorando che per decenni i due percorsi formativi erano incompatibili“: pertanto “l’intera generazione di medici di medicina generale attualmente in attività che non ha potuto conseguire la specialità si troverebbe così esclusa o penalizzata“.
La seconda riguarda i medici giovani ed esporrebbe al rischio di “un abbandono di massa della medicina territoriale proprio nelle aree già più fragili”. Infatti, spiega il sindacato, “in molte regioni del Nord, la medicina generale è oggi retta da medici ancora frequentanti il corso di formazione specifica o che lo hanno appena concluso. Questi professionisti, privi del titolo di specializzazione, si troverebbero di fronte a una scelta obbligata: restare in un sistema che non offre loro prospettive di carriera strutturata, oppure abbandonare la medicina generale già dalla prossima finestra di luglio per iscriversi a una scuola di specialità”.
Il risultato, secondo Fimmg, sarebbe una “grave carenza” che “produrrà accessi impropri al Pronto Soccorso, cronicità non gestita, peggioramento delle disuguaglianze territoriali”.
“Il Decreto del Ministro Schillaci avrà come risultato lo smantellamento della Medicina Generale ed è quindi un pericolo per la categoria e per i pazienti. Un provvedimento mai discusso con le categorie, inattuabile e pericoloso per i pazienti”.
“Con l’accordo integrativo regionale firmato in Sicilia il 18 Novembre, così come accaduto in questi mesi in altre 17 regioni, abbiamo dimostrato che con la normativa attuale abbiamo gli strumenti per fare evolvere la Medicina Generale in linea con il DM77 senza snaturarne la figura e mettendo a rischio l’assistenza della Medicina Generale ai pazienti. Serve continuare a lavorare su quanto già tracciato, dando strumenti volti ad una migliore presa in carico degli assistiti, sburocratizzando la Medicina Generale e quindi metterla nelle condizioni di continuare ad essere il punto di accesso al SSN che diversamente rischierebbe di essere smantellato!”.
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