Le comunità locali sono sotto attacco. Quello che dovrebbe essere un supporto alla gestione della cosa pubblica si è trasformato, in molti comuni dell’isola, in un “lato oscuro” fatto di debiti insostenibili e procedure che rasentano la ferocia burocratica. È la denuncia di Guglielmo Monello e del Coordinatore Provinciale Giuseppe Cannazza (Udc), che puntano il dito contro il sistema di riscossione delegato a società esterne.
Il sistema del “vortice”: quando il debito diventa condanna
Secondo Monello e Cannazza, la delega a società come SORGET e realtà analoghe ha generato pratiche vessatorie che colpiscono duramente le fasce più deboli. “Fioccano pignoramenti e fermi amministrativi con estrema facilità, anche per poche decine di euro e con preavviso nullo,” spiegano i dirigenti.
Il risultato è paralizzante: conti correnti bloccati all’improvviso, cittadini privati della liquidità necessaria persino per cibo e farmaci essenziali. Un metodo definito come un “colpo d’ascia alla dignità delle famiglie”, alimentato da interessi di mora elevati che trasformano piccole pendenze in condanne a morte finanziarie.
La “menzogna dell’impotenza”
L’attacco è rivolto anche ai primi cittadini che giustificano lo status quo definendolo un obbligo di legge. “È una menzogna,” incalza il gruppo tecnico di lavoro. La Legge n. 160/2019 conferisce infatti ai Comuni un’ampia potestà regolamentare: l’ente locale è il mandante, non il suddito dei concessionari privati.
Il piano: verso una “riscossione sociale”
Il gruppo guidato da Monello ha elaborato una strategia basata su tre pilastri fondamentali per riportare equilibrio tra la cassa dell’Ente e i diritti del contribuente:
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Comunicazione preventiva e dialogo: Basta azioni a sorpresa. Si propone un’informazione chiara e incisiva che permetta al cittadino di conoscere la propria situazione e le modalità di risoluzione prima di qualsiasi blocco.
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Rateizzazione sociale personalizzata: Piani di rientro fino a 72 o 120 rate, legati non all’entità del debito ma all’ISEE. Se una famiglia non ha i mezzi, il debito non deve diventare oppressione.
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Stop ai pignoramenti “erosivi”: Divieto assoluto di pignorare somme vitali per la sussistenza, rispettando le norme vigenti che dovrebbero tutelare il minimo vitale per la sopravvivenza.
“Sempre in cammino, tra la squadra e il compasso”, afferma Monello citando il suo motto personale. “Oggi l’equilibrio è spezzato. La politica deve smettere di essere un compasso che traccia cerchi chiusi intorno ai propri interessi e deve diventare lo strumento per costruire una società migliore. Chi tace è complice.”
La sfida è lanciata: i Comuni hanno ora gli strumenti normativi per scegliere se continuare a stringere il “cappio” o adottare un modello di riscossione che garantisca le entrate senza calpestare l’umanità.





