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La dichiarazione

Romano (Noi Moderati): “Siamo la forza tranquilla della maggioranza. L’Italia ha bisogno di responsabilità”

domenica 30 Novembre 2025
Saverio Romano

“Oggi non siamo qui perché crediamo che ogni generazione, ogni comunità, ogni forza politica debba avere il coraggio di accendere un futuro. Siamo qui perché crediamo che la politica, quella vera, sia ancora il luogo del servizio, dell’ascolto e della competenza, e perché siamo convinti che esista un’Italia che non ha smesso di credere nella serietà, nella responsabilità e nella forza della moderazione. Rappresentiamo quella parte del Paese che non si lascia sedurre dalle scorciatoie populiste, da conflitti inutili”. Cosi l’onorevole Saverio Romano coordinatore politico di Noi Moderati durante l’Assemblea nazionale del partito tenutasi stamane al Marriott Park Hotel di Roma.

“Rappresentiamo un’Italia che non urla per farsi sentire, ma che lavora per farsi rispettare; un’Italia che non cerca il protagonismo, ma i risultati; un’Italia che non si lascia trascinare dall’odio o dalla rabbia, ma che sceglie la disciplina, il dialogo e il buon senso.
Governare non significa alzare la voce ma assumersi il peso delle decisioni.
Molti associano la moderazione alla debolezza, quasi fosse un segno di rinuncia o di timidezza. Eppure, ogni giorno, dimostriamo il contrario. Essere moderati significa scegliere la strada più difficile: quella della verità invece di quella, molto piu’ facile del mero consenso. Significa tenere l’Italia lontana dagli estremismi che dividono, che spaventano, che allontanano. Significa parlare a tutto il Paese, non a una tifoseria. Significa unire invece di dividere, costruire invece di demolire. Quando gli slogan si spengono e gli applausi finiscono, ciò che rimane è la responsabilità di governare. E noi, Noi Moderati, questa responsabilità la conosciamo, la abbiamo praticata, la sappiamo portare sulle spalle. Siamo la forza tranquilla, la forza solida, la forza affidabile di questa maggioranza”.

“Negli ultimi due anni siamo cresciuti. Abbiamo portato riforme concrete e serietà nel dibattito parlamentare, abbiamo portato soluzioni reali per cittadini e imprese. E questi non sono slogan: sono fatti.
Con l’approvazione unanime della nostra legge sul conto corrente di base, abbiamo scritto una pagina importante di giustizia sociale. Abbiamo affermato un principio potente: nessuno deve essere escluso dal sistema bancario. Non è un favore, non è un privilegio: è un diritto. Con quella legge abbiamo dato una risposta concreta alle famiglie che si sentivano escluse, alle imprese che chiedevano strumenti semplici, a chi troppo spesso ha dovuto combattere contro ostacoli che non avrebbero dovuto esistere. Questo è Noi Moderati. Questo è cambiare davvero.”

 

“Come presidente della Commissione parlamentare per la semplificazione abbiamo avviato un percorso che tocca uno dei nodi storici del nostro Paese: la complessità amministrativa. Abbiamo iniziato un’indagine per rendere più trasparenti i contratti pubblici e più chiaro e semplice il rapporto tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione. Vogliamo uno Stato che non sia un peso sulle spalle di chi produce, ma un partner che sostiene; uno Stato che non crea barriere, ma apre possibilità; uno Stato capace di trasformare la burocrazia da muro in ponte. È così che si genera fiducia. È così che si crea sviluppo.
E sappiamo bene che non c’è democrazia forte senza una giustizia giusta. La democrazia non si difende con la paura, non si difende con i pregiudizi, non si difende con i processi mediatici. Si difende con la legge, con le garanzie, con il rispetto istituzionale. Noi Moderati difendiamo la dignità delle istituzioni, la libertà di rappresentanza, i diritti di tutti, senza eccezioni. La giustizia deve essere un servizio al cittadino, non un’arma contro la politica. Lo diciamo con fermezza: il diritto non può diventare strumento di intimidazione, ma deve essere il fondamento della fiducia.
Non siamo solo amministratori del presente: vogliamo costruire un progetto di Paese che guardi lontano. Viviamo in un’Italia in cui qualcuno prova ad alimentare il conflitto generazionale: giovani contro anziani, produttivi contro fragili. A questa narrazione divisiva noi diciamo no. La nostra risposta si chiama TransAge, una società in cui il valore di una persona non è determinato dall’anagrafe ma dalla capacità di contribuire, di crescere, di essere parte della comunità in ogni stagione della vita. TransAge significa longevità attiva, formazione continua, tecnologia al servizio dell’uomo, un welfare che accompagna e non abbandona. È una nuova alleanza tra le generazioni, ed è la nostra firma sul futuro dell’Italia.

“Difendiamo chi lavora e chi dà lavoro. Difendiamo i giovani che non vogliono fuggire dal loro Paese. Difendiamo le famiglie che chiedono stabilità, sicurezza, opportunità. Difendiamo le comunità che non si arrendono e che ogni giorno combattono per migliorare ciò che hanno. Noi siamo la casa della maggioranza silenziosa: di chi non cerca applausi nelle piazze, ma che ogni giorno fa andare avanti l’Italia con dignità e con impegno.
Ma non possiamo limitarci a proteggere ciò che siamo: dobbiamo crescere, dobbiamo espanderci, dobbiamo allargare i confini della nostra forza politica. Per questo vi chiedo, con determinazione e con fiducia: mettetevi in marcia. Andate nelle città, nei quartieri, nelle imprese, nelle scuole, nelle famiglie, tra i giovani. Raccontate chi siamo. Raccontate cosa abbiamo fatto. Raccontate cosa faremo.
E oggi, davanti a voi, prendo tre impegni chiari: non smetteremo mai di cercare la verità. Non arretreremo davanti a nessuna intimidazione. Non tradiremo mai la fiducia del Paese. Noi Moderati non siamo nati per essere comprimari: siamo nati per contare, per guidare, per durare.
L’Italia non ha bisogno di rumore: ha bisogno di forza morale. Ha bisogno di persone che credano che la politica sia ancora una missione, che servire lo Stato sia un onore e non un calcolo. Questo siamo noi. Questa è la nostra identità. Questa è la nostra battaglia. E da questa battaglia non arretreremo di un passo”, conclude.

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