La Regione Siciliana si prepara ad allinearsi alle misure di definizione agevolata introdotte a livello centrale. Un emendamento al disegno di legge formale (n. 1047/A), presentato l’11 marzo 2026 dalla II Commissione Legislativa Bilancio introduce disposizioni specifiche per la sanatoria delle pendenze fiscali legate alle entrate regionali.
L’iniziativa normativa, che vede come primo firmatario l’onorevole Ignazio Abbate, approvata e condivisa da tutta la Commissione, mira a mitigare il carico sui contribuenti siciliani abbattendo gli oneri accessori sulle somme dovute all’amministrazione dell’isola.
Il quadro normativo regionale e l’oggetto della sanatoria.
L’intervento legislativo si focalizza sull’articolo 4 del testo, rubricato espressamente “Definizione agevolata della riscossione delle entrate proprie della Regione”. La disposizione stabilisce che per i tributi propri e per le entrate di natura patrimoniale della Regione siciliana si applica la definizione agevolata di cui all’articolo 1, commi da 102 a 110, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 e successive modificazioni.
L’agevolazione prevede la facoltà di estinguere le pendenze beneficiando del totale azzeramento delle sanzioni e degli interessi. Sotto il profilo temporale, la misura si applica ai versamenti e ai relativi adempimenti tributari che risultavano in tutto o in parte non adempiuti alla data del 31 dicembre 2025; la condizione essenziale fissata dal testo è che la regolarizzazione complessiva avvenga entro e non oltre il termine perentorio del 31 ottobre 2026.
L’attuazione pratica della misura viene infine demandata a un apposito decreto dell’Assessore regionale per l’economia, da emanarsi entro trenta giorni dall’entrata in vigore della legge.
L’intervento istituzionale: la posizione di Ignazio Abbate
Sull’importanza strategica di questa manovra per l’isola è intervenuto l’onorevole Ignazio Abbate, Presidente della Prima Commissione Affari Istituzionali all’Ars e componente della stessa Commissione Bilancio che ha licenziato il testo.
Intervistato da ilSicilia.it, Abbate dichiara: “È necessario intervenire urgentemente per adeguare la regione siciliana alla rottamazione nazionale. Il provvedimento, fermo già in aula e già stato approvato in commissione bilancio, era nelle condizioni di poter essere approvato con le prossime variazioni di bilancio, ma le variazioni di bilancio per motivi tecnici stanno andando avanti nel tempo e quindi è necessario intervenire subito”.
Che aggiunge: “I mesi che restano, che arrivano fino al 31 ottobre che è la data ultima dove uno può aderire alla rottamazione, stanno diminuendo sempre di più; il tempo necessario per poter preparare tutta la parte procedurale diventa sempre più breve, quindi è necessario intervenire subito e approvarla già nelle prossime sedute di aula. Il mio auspicio è che il governo e tutta la maggioranza e opposizione la faccia sua. È necessario intervenire subito perché ce lo chiedono tanto le imprese e i cittadini siciliani”.
“Restano a essere bloccate quelle cartelle dove all’interno, oltre ad esserci i tributi e le tasse regionali e nazionali, ci sono anche le tasse automobilistiche e per quanto riguarda le concessioni governative; essere bloccate significa non andare a chiudere le procedure e quindi ancora continuare ad avere quei blocchi e quelle procedure che sono iniziate nei mesi scorsi e negli anni passati andando a creare problemi reali ai nostri cittadini”. continua Abbate
“L’auspicio mio è quello che subito si approvi quell’emendamento, già c’è il parere e quindi già nei prossimi giorni”, conclude.
Il raccordo con la Legge Nazionale di Bilancio n. 199/2025
La spinta dell’Assemblea Regionale Siciliana si inserisce direttamente nella cornice tracciata dalla legislazione nazionale, in particolare dagli articoli da 102 a 110 della Legge 30 dicembre 2025, n. 199 (Bilancio di Previsione 2026). La norma statale, all’articolo 102, ha confermato la facoltà per le regioni e gli enti locali di introdurre autonomamente forme di definizione agevolata per i tributi di loro competenza, derogando parzialmente alle rigidità ordinarie per favorire il rientro della morosità e l’equilibrio dei bilanci. Il successivo articolo 103 estende tale potestà anche ai casi in cui siano già avviate procedure di accertamento o contenziosi davanti alla giurisdizione tributaria.
Per quanto concerne i carichi affidati all’Agente della Riscossione (l’omologo nazionale disciplinato dall’articolo 82 della medesima legge), la sanatoria statale copre un arco temporale molto ampio, includendo i ruoli consegnati dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. I contribuenti che scelgono di aderire a questa procedura estinguono il debito pagando esclusivamente il capitale e le spese di rimborso per le procedure esecutive e di notifica, ottenendo l’azzeramento di sanzioni, interessi di mora e aggio.
Il nodo del decreto assessoriale
Sebbene il disegno di legge della Commissione Bilancio individui con chiarezza la volontà di allineamento alle sanatorie nazionali, l’effettiva operatività della rottamazione siciliana per i tributi propri non sarà immediata. Il comma 2 dell’articolo 4 stabilisce infatti un rinvio tecnico: le modalità concrete, i termini di presentazione delle istanze e i dettagli relativi ai bollettini di pagamento dovranno essere definiti con un apposito decreto dell’Assessore regionale per l’economia.
Tale decreto ministeriale dovrà essere emanato entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge regionale stessa. Solo con la pubblicazione di questo provvedimento attuativo nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana verranno sciolti i nodi operativi sulle scadenze destinate ai tributi gestiti direttamente dall’isola, come la tassa automobilistica regionale (bollo auto) o le altre addizionali di competenza locale, definendo se il calendario ricalcherà fedelmente quello statale o se subirà variazioni specifiche.



