La strada ormai è segnata. La dirigenza regionale cambia volto e da tre fasce passerà a due. E’ questo il nuovo assetto previsto all’interno degli emendamenti governativi presentati questa mattina in I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate.
Ritornato tra i banchi della Commissione a fine marzo (CLICCA QUI), il testo è pronto a subire importanti mutamenti rispetto all’ultima apparizione a Sala d’Ercole. Settimane intense, che hanno visto il deputato in quota DC impegnato a ricucire il rapporto tra le parti e costruire una mediazione tra il governo regionale, sostenitore della fascia unica, e le sigle sindacali, che anche nel corso delle ultime audizioni hanno spinto affinché si concretizzasse la costituzione di due fasce. Un dibattito che ha così aperto alla necessità e alla possibilità di trovare una sintesi con Roma (CLICCA QUI). Una quadra, infatti, è giunta in questi giorni, e il nuovo inquadramento dovrebbe prendere vita senza troppi ostacoli sul piano nazionale.
Arriva in tal senso la volontà del presidente Abbate di accelerare dopo le ultime riunioni con i sindacati, aprendo, già oggi, alla presentazione degli emendamenti, il cui termine scadrà mercoledì 27 maggio alle ore 10:00. Nel corso della seduta odierna in Commissione sono stati depositati 5 emendamenti, tutti governativi.
Vediamo nel dettaglio.
Gli emendamenti presentati: si passa alla doppia fascia
I cinque emendamenti governativi modificano gli articoli 1, 3, 4, 5 e 6.
Il più consistente, certamente, è quello riguardante l’articolo 1, relativo all’ordinamento della dirigenza: non più dunque fascia unica, la strada è segnata verso le due fasce, la prima con una previsione organica di 33 dirigenti, la seconda con 627 dirigenti. E la vigente terza fascia? Verrà abolita per esaurimento. Un passaggio che, inevitabilmente, non potrà essere immediato, includendo dunque una fase transitoria. In prima battuta prevede l’inquadramento diretto dei dirigenti di terza fascia nella seconda fascia per una percentuale pari al 70% della dotazione organica secondo il servizio complessivamente svolto e gli incarichi dirigenziali ricoperti da determinarsi secondo i criteri adottati con decreto del Presidente della Regione Siciliana sentite le organizzazioni sindacali, entro il 30 giugno 2027. Poi la copertura tramite concorso pubblico per la rimanente parte della dotazione organica da svolgersi secondo la disciplina del prima citato art.28 per un numero corrispondente al 30 % della dotazione organica (195 circa) da assumersi fra il 2026, il 2027 e il 2028 secondo le capacità assunzionali previste (e da prevedere secondo i pensionamenti effettivi) nel Piao per gli anni 2026, 2027 e 2028 e secondo i tempi delle procedure concorsuali.
Per conformare tutto al resto del testo alla nuova previsione di assetto della dirigenza ne conseguono le modifiche relative: alle modalità di conferimento degli incarichi dirigenziali; al trattamento economico; alle strutture operative; l’adeguamento degli enti agli ordinamenti.
Numeri e previsioni della Regione
Al 31 dicembre 2025 la Regione Siciliana conta 558 dirigenti: nessuno di prima fascia, tre di seconda fascia e 555 di terza fascia. Di quest’ultimi, a marzo 2026, ne risultano in servizio 527.
Dati alla mano, al 31 dicembre 2028 è prevista la fuoriuscita di 185 dirigenti per raggiunti limiti di età: 10 al giugno 2026; 46 al 31 dicembre 2026; 39 al 30 giugno 2027; 5 al 31 dicembre 2027; 42 al 30 giugno 2027; 43 al 31 dicembre 2028. Un vero e proprio dimezzamento dell’organico che vedrebbe in servizio solo 342 dirigenti.
L’obiettivo del governo regionale è quello di poter approvare la riforma entro il 31 dicembre 2026, data per la quale è stata predisposta la tabella di marci. Secondo le stime, quindi, a dodici mesi dall’approvazione i dirigenti di terza fascia saranno quindi circa 432 unità che rappresentano meno del 70% della dotazione organica.
Al 31 dicembre 2025 le posizioni dirigenziali di livello generale ed equiparati sono 33, le posizioni di capo di gabinetto 13, mentre le posizioni sub apicali sono un po’ meno di un migliaio e con provvedimento in corso di adozione sono previsti tagli ed accorpamenti di strutture di conduzione dirigenziale in ragione, soprattutto, della richiamata carenza di dirigenti.
Le posizioni apicali sono in atto coperte, quasi esclusivamente, da dirigenti di terza fascia più uno di seconda e, dal marzo 2026, da un dirigente di prima fascia, più il ricorso alle percentuali di legge. Con l’applicazione delle misure previste, la loro qualifica dirigenziale, lo stipendio e le attribuzioni che ad oggi solo loro ascritte non cambieranno. A cambiare sarà solo la fascia di appartenenza all’interno del ruolo unico della dirigenza.





