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I lavori

Sala d’Ercole riparte dal ddl Enti locali, via alla discussione generale

mercoledì 14 Gennaio 2026
Seduta a Sala d'Ercole
Seduta a Sala d'Ercole

Sala d’Ercole è pronta a riaccendere i motori e alzare ufficialmente il sipario. Dopo le “prove tecniche” di ieri pomeriggio, con la conferenza dei capigruppo che ha permesso di stilare il fitto calendario di attività che si dovranno svolgere tra le mura di Palazzo dei Normanni fino a metà febbraio, i lavori d’aula ripartono oggi con l’avvio della discussione generale del ddl Enti locali (CLICCA QUI).

Il disegno di legge proviene dalla stesura del disegno di legge 738, riguardante norme ordinamentali della Finanziaria 2025, assegnate poi alla I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate, relatore e promotore del testo. Redatto nel mese di aprile, fu inviato tempestivamente dal presidente Abbate a Sala d’Ercole e messo all’ordine del giorno per la presentazione dei relativi emendamenti da parte dei gruppi parlamentari. Il tutto si è poi arenato al momento dell’esame degli emendamenti e dell’articolato per le evidenti divisioni all’interno del centrodestra che hanno caratterizzato l’attività tra le mura dell’Ars per tutto il 2025.

La seduta è stata chiusa dopo circa un’ora e mezza e rinviata a martedì 20 alle ore 11:00 con il seguito della discussione generale e a ruota l’avvio della votazione. 

Abbate presenta la relazione

Il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, relatore del testo, ha presentato la relazione.

Il deputato della DC  ha illustrato così il disegno di legge 738 “gli articoli che riguardano gli Enti locali sono stati assemblati in un disegno di legge condiviso in Commissione, approvati in Commissione, e che provengono anche dal frutto di sollecitazione, anche dai contributi dei singoli deputati della Commissione e anche altri di tutto lo schieramento di politici, destra e sinistra, quindi maggioranza e opposizione. Il disegno di legge nasce dall’esame degli emendamenti aggiuntivi presentati al disegno di legge 738. La Commissione, dopo una rapida fase istruttoria, ha votato gli articoli e gli emendamenti presentati al testo. Ha successivamente richiesto il parere alla Commissione Bilancio, che l’ha reso subordinato all’approvazione di talune modifiche. La Commissione ha infine esitato il disegno di legge per l’esame dell’aula. I commi 1 e 2 dell’articolo 1 sono finalizzati a garantire, rispettivamente, la migliore funzionalità del Servizio ispettivo del dipartimento regionale delle autonomie locali e l’espletamento degli interventi sostitutivi prevedendo, a tal fine, la possibilità di avvalersi per l’incarico di commissario ad acta anche di dipendenti regionali in possesso di specifici requisiti di professionalità in servizio presso altri dipartimenti regionali e inseriti in un apposito elenco. Il comma 3 prevedere la clausola di invarianza finanziaria mentre il comma 4 la possibilità di concedere il contributo di cui all’articolo 2 della legge regionale 12 agosto 2024, n. 25 anche a determinati comuni che abbiano maturato il requisito ivi previsto riferito alla chiusura del conto di tesoreria acceso dall’organo straordinario di liquidazione“.

L’articolo 2 “modifica la normativa regionale in materia di permessi e licenze degli amministratori comunali. Nello specifico, é estesa la fattispecie dei permessi retribuiti spettanti ai consiglieri per la partecipazione ai consigli comunali anche ai componenti delle giunte comunali. È altresì esteso il diritto di assentarsi dal lavoro per l’intera giornata lavorativa ai componenti dei vari organi del Consiglio. Il comma 4 estende l’orario previsto per i permessi da 36 a 60 ore per i componenti degli organi esecutivi e i presidenti degli organi consiliari e da 48 a 72 ore per i sindaci, per i presidenti dei liberi consorzi comunali e per i sindaci metropolitani, nonché dei presidenti dei consigli comunali dei comuni con popolazione superiore a trentamila abitanti“.

L’articolo 3 “è finalizzato ad adeguare la misura del gettone di presenza dei consiglieri comunali dei comuni capoluogo di provincia con popolazione fino a 50 mila abitanti a quelle dei comuni aventi una popolazione compresa tra 200 mila e 500 mila abitanti, e l’indennità del presidente del consiglio del comunale del medesimo comune capoluogo al 60 per cento dell’indennità prevista per il sindaco“.

L’articolo 4 “prevede la possibilità di corrispondere l’indennità di funzione al secondo vicepresidente del Consiglio comunale, prevedendo altresì la possibilità che la stessa, su richiesta dell’interessato, non venga corrisposta e venga pertanto mantenuta la corresponsione dei gettoni di presenza previsti in qualità di consiglieri comunali“.

L’articolo 5 “prevede l’adeguamento delle indennità negli organi elettivi delle amministrazioni locali a seguito della pubblicazione di nuovi dati del censimento da parte dell’ISTAT“.

L’articolo 6 “sancisce che Presidente del Consiglio comunale rappresenta l’intero Consiglio e prevede che nelle occasioni istituzionali possa indossare, quale segno distintivo, una fascia recante gli stemmi della Regione e del Comune“.

L’articolo 7 “al comma 1 introduce l’incompatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere comunale nei comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti prevedendo, nel caso di nomina ad assessore di un consigliere comunale, l’istituto del consigliere supplente. Il comma 2 introduce nell’ordinamento regionale l’esenzione dalla causa di incompatibilità nelle ipotesi di lite per fatto connesso all’esercizio del mandato. Il comma 3 prevede la data di entrata in vigore del comma 1 il giorno stesso della sua pubblicazione“.

L’articolo 8 “prevede che nelle giunte comunali nessun genere possa essere rappresentato in misura inferiore al 40% con arrotondamento aritmetico. Il comma 2 disciplina una diversificata disciplina di entrata in vigore del comma precedente in ragione della fascia demografica di appartenenza del comune“.

L’articolo 9 “reca una disciplina relativa al trasferimento del contributo regionale previsto dall’articolo 10 della legge regionale n. 1 del 2024, con riferimento all’erogazione in un’unica soluzione previo invio degli elenchi dei soggetti stabilizzati“.

L’articolo 10 “reca norme relative all’attuazione, per i comuni, del Codice dell’amministrazione digitale con la specifica previsione per la digitalizzazione e dematerializzazione degli archivi documentali degli uffici tecnici urbanistici“.

L’articolo 11 “prevede di posticipare, da parte degli enti locali, il rimborso delle somme del fondo di rotazione da cinque a otto anni“.

L’articolo 12 “aggiunge la possibilità di finanziare attività culturali al fondo destinato a finanziare interventi di manutenzioni straordinarie, di restauri e di risanamenti conservativi“.

L’articolo 13 “introduce nell’elezione dei consigli comunali il cosiddetto “tagliando antifrode”, già previsto a livello di elezioni politiche nazionali. Tale tagliando viene collocato sulle schede elettorali e provvisto di bollino con codice alfanumerico. Il comma 3 prevede la copertura finanziaria ed il comma 4 l’entrata in vigore dalla prima tornata elettorale a partire dal 2026“.

L’articolo 14 “in linea con le modifiche già introdotte dalla normativa nazionale, prevede l’assenza di qualsiasi limite per i mandati consecutivi dei sindaci dei comuni con popolazione inferiore a 5 mila abitanti, il limite di tre mandati consecutivi per i sindaci dei comuni con popolazione compresa tra 5 mila e 15 mila abitanti ed il limite di due mandati consecutivi per i sindaci dei comuni con popolazione superiore a 15 mila abitanti“.

L’articolo 15 “introduce specifiche disposizioni sui quorum necessari per l’elezione del sindaco al secondo turno di votazione nelle ipotesi in cui per rinunzia o qualsiasi altra causa permanga una sola valida candidatura“.

L’articolo 16 “dispone la modifica dei termini entro cui il sindaco deve presentare la relazione sullo stato di attuazione del programma“.

L’articolo 17 “disciplina il trasferimento di competenze gestionali di areali di reticolo idrografico fluviale urbanizzati ai comuni da parte dell’Autorità di bacino“.

L’articolo 18 “prevede che l’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro spossa ricorrere a professionisti esterni per la nomina a commissario straordinario e commissario liquidatore delle II.PP.A.B“.

L’articolo 19 “reca l’abrogazione dell’articolo 61 della legge regionale 15 gennaio 2025, n. 3 in materia di proroga delle funzioni da parte della giunta comunale del collegio dei revisori dei conti nei comuni in dissesto. L’articolo 20 prevede la norma finale“.

Via alla discussione generale: stallo in aula

A dare il via alle danze, dopo la relazione presentata dal presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate, relatore del testo, è stato il capogruppo di Sud chiama Nord Cateno De Luca: “Già ieri, durante la conferenza dei capigruppo, avevo posto la questione politica. Ci troviamo in una condizione di schizofrenia politica, basta fare un’attenta analisi delle parole del presidente della Regione verso i deputati della Democrazia Cristiana“. Il sindaco di Taormina ha così ribadito i concetti già espressi in mattinata, nel corso della conferenza stampa (CLICCA QUI): dagli screzi con il presidente Schifani al voto alla Finanziaria, fino ai dubbi legati al rimpasto della giunta regionale. “Il presidente ha deciso di violare ancora le leggi di questo Parlamento. Il governo è ostaggio dei capitribù“.

La discussione generale ha subito una brusca frenata con l’intervento del deputato pentastellato Carlo Gilistro, che ha portato in aula le problematiche segnalate da diverse scuole nel Siracusano, e in tutta la Sicilia. Oggetto del dibattito l’assenza di riscaldamenti nelle strutture, argomento estraneo dai punti all’ordine del giorno. Una posizione ferma, quella dell’esponente del Movimento 5 Stelle, che ha bloccato i lavori, chiedendo l’intervento dell’assessore all’istruzione Mimmo Turano. La seduta è stata così sospesa per un paio di minuti nonostante le sollecitazioni della vicepresidente dell’Ars Luisa Lantieri. 

La discussione è proseguita con la pentastellata Stefania Campo e i dem Dario Safina e Valentina Chinnici. Tra i temi più gettonati il terzo mandato, il consigliere supplente e la rappresentanza di genere al 40%.

Schifani assente in aula. De Luca: “Ci mandi il vicepresidente”

I lavori sono stati aperti dalla vicepresidente dell’Ars Luisa Lantieri. Su richiesta del deputato del M5S Carlo Gilistro è stato osservato un minuto di silenzio per le vittime di Crans-Montana. 

La seduta è stata sospesa poco dopo l’intervento del capogruppo di Sud chiama Nord Cateno De Luca: “Non si può trattare l’argomento sulle autonomie locali senza l’assessore. Chiedo di avere notizie sul presidente della Regione che ha le deleghe ad interim. Se è impegnato ci mandi il vicepresidente, ma oltre non possiamo accettare. C’è la discussione generale su un ddl che è stato ammazzato più volte ed è importante che ci sia il presidente della Regione o il vicepresidente“.

C’è anche il parere della Commissione Bilancio

Questa mattina, il testo è stato nuovamente posto al vaglio della II Commissione Bilancio, presieduta da Dario Daidone. Necessario è stato il parere sugli unici due articoli che prevedevano una copertura di spesa: il contributo a determinati Comuni che abbiano maturato il requisito ivi previsto riferito alla chiusura del conto di tesoreria acceso dall’organo straordinario di liquidazione; il tagliando antifrode. Semplici passaggi tecnici per trasportare la copertura dal 2025 al 2026 e garantirla per gli anni 2027 e 2028.

I lavori proseguono anche in vista dell’imminente futuro. Oggi, infatti, è stato depositato in II Commissione anche il ddl con tutti gli articoli di spesa esclusi dalla Finanziaria. Un ulteriore piccolo passo, con la scadenza per la presentazione degli emendamenti fissata per sabato 24. L’esame potrebbe così già cominciare a partire da martedì 27 gennaio. Come stabilito dalla conferenza dei capigruppo, entro venerdì 13 febbraio la Commissione Bilancio dovrà esitare il disegno di legge.

I retroscena sul ddl

Il ddl Enti locali ha un ruolo chiave in vista delle prossime amministrative. A catturare maggiormente l’attenzione è l’articolo 14 e l’introduzione del terzo mandato. La norma prevede l’assenza di qualsiasi limite per i mandati consecutivi dei sindaci dei Comuni con popolazione inferiore a 5mila abitanti, un limite di tre mandati consecutivi per i sindaci dei Comuni con popolazione compresa tra 5mila e 15mila abitanti ed un massimo di due mandati consecutivi per i sindaci dei Comuni con popolazione superiore a 15mila abitanti (CLICCA QUI).

Argomento cardine, secondo voci di Palazzo, sul quale si anniderebbero malumori che potrebbero mettere in salita la strada del disegno di legge. Mal di pancia che avrebbero anche origini diverse e collegate ad altre dinamiche. Ad influire sul clima sarebbero soprattutto le persistenti spaccature all’interno della coalizione di centrodestra e le incognite sul rimpasto della giunta Schifani. 

A rincarare la dose, questa mattina, è stato anche il capogruppo all’Ars di Sud chiama Nord Cateno De Luca: “Oggi pomeriggio inizia la discussione generale. Ma con chi dobbiamo discutere? L’assessore non è stato nominato. Spera venga Schifani, che detiene la delega ad interim da due mesi. Se non viene in aula vedo un amaro destino per questo ddl(CLICCA QUI).

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