Sulla candidatura delle Saline di Trapani, Paceco e Marsala a Riserva della Biosfera del programma MaB dell’Unesco interviene il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica (Mase) con una nota formale indirizzata a organizzazioni portuali, comitato promotore ed enti locali, con “l’obiettivo di ridurre le tensioni emerse nelle ultime settimane”.
Il documento chiarisce che “il riconoscimento MaB non comporta l’introduzione automatica di vincoli assimilabili a quelli delle aree naturali protette, ribadendo che si tratta di uno strumento fondato sull’equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo locale. In questo quadro, il porto non sarebbe soggetto a limitazioni dirette e potrebbe continuare a operare”.
La nota entra nel dettaglio della perimetrazione, spiegando che il modello prevede tre aree – core, buffer e transition – e che porto e infrastrutture ricadrebbero in quest’ultima, destinata alle attività produttive. Qui non sono previsti divieti, ma indirizzi per promuovere sostenibilità, efficienza e innovazione nella gestione delle attività economiche.
Il ministero precisa tuttavia che le attività portuali sono “potenzialmente compatibili” con il programma MaB, ma richiedono ulteriori valutazioni sugli impatti concreti e sulla coerenza con gli obiettivi di sostenibilità, lasciando aperto il tema degli effetti indiretti nel medio-lungo periodo. Particolare rilievo viene dato al metodo, invitando a promuovere momenti di confronto strutturati e continui. In questo contesto è stato convocato un tavolo istituzionale il 15 maggio a Palermo per affrontare il nodo del perimetro e valutare possibili soluzioni condivise, inclusa una eventuale riperimetrazione dell’area.
Il ministero conferma, infine, il proprio sostegno alla candidatura, che punta a valorizzare il territorio attraverso turismo sostenibile e sviluppo imprenditoriale, ma evidenzia che eventuali criticità amministrative e procedurali saranno oggetto di ulteriori verifiche.




