Nel 2025 l’Italia mostra segnali contrastanti sul fronte della prevenzione. Da un lato si registra un miglioramento, dall’altro emergono criticità ormai strutturali che continuano a incidere sulla salute della popolazione. La sedentarietà diminuisce e coinvolge il 30,8% delle persone, un dato in calo rispetto all’anno precedente che conferma un trend positivo già avviato. Tuttavia, quasi una persona su tre non pratica alcuna attività fisica nel tempo libero e questo basta a restituire la dimensione reale del problema.
È la fotografia che emerge dal report Istat “Fattori di rischio per la salute: peso, sedentarietà, fumo e alcol”, che restituisce un quadro articolato degli stili di vita degli italiani e del loro impatto sulla salute.
Accanto al calo della sedentarietà, riporta il report, gli altri indicatori restano sostanzialmente stabili e raccontano una situazione più complessa. Il 46,4% degli adulti è in eccesso di peso, una condizione che negli ultimi anni non mostra inversioni significative e che riguarda quasi la metà della popolazione. Il fumo interessa il 18,6% degli italiani, mentre il 15,1% presenta almeno un comportamento a rischio nel consumo di alcol.
A cambiare sono invece le modalità di consumo, con un aumento marcato negli ultimi anni dell’uso di sigarette elettroniche e dispositivi a tabacco riscaldato, soprattutto tra i più giovani. Nel loro insieme, questi fattori definiscono un quadro in cui gli stili di vita continuano a rappresentare uno dei principali determinanti di salute. Non a caso oltre la metà della popolazione adulta convive con almeno una patologia cronica o con condizioni correlate come l’obesità, segno evidente di quanto queste abitudini incidano nel tempo. Il fenomeno riguarda anche le fasce più giovani, con circa il 26% dei minori in eccesso di peso, a conferma di una criticità che si sviluppa già nelle prime fasi della vita.
Il divario territoriale
Nel Sud la quota di persone in eccesso di peso raggiunge il 49,3%, con valori più elevati rispetto al resto del Paese. La distanza si amplia ancora di più quando si guarda alla sedentarietà. Oltre il 41% della popolazione meridionale non pratica alcuna attività fisica, una percentuale nettamente superiore a quella registrata nelle regioni del Nord.
Il divario si riflette anche tra i più giovani. Le regioni meridionali registrano le percentuali più alte di bambini e adolescenti in eccesso di peso, con valori che superano il 30% e che in alcune realtà raggiungono livelli ancora più elevati.
Non si tratta solo di una differenza geografica, ma di un intreccio di fattori sociali, economici e ambientali. L’accesso agli spazi, ai servizi, alle opportunità di attività fisica e ai percorsi di prevenzione incide in modo diretto sugli stili di vita. In questo senso, il territorio diventa un elemento determinante nel definire le condizioni di salute.
In Sicilia
La Trinacria si colloca tra i contesti più critici, con una concentrazione elevata dei principali fattori di rischio, a partire dall’eccesso di peso che coinvolge il 50% degli adulti. Un valore tra i più alti a livello nazionale, che riflette una condizione ormai consolidata.
La sedentarietà raggiunge il 45,7% della popolazione e restituisce l’immagine di un territorio in cui quasi una persona su due non svolge alcuna attività fisica.
Anche tra i più giovani la situazione appare particolarmente delicata. Il 34,6% di bambini e adolescenti presenta un eccesso di peso, ben al di sopra della media nazionale, segnalando una criticità che si sviluppa fin dalle prime fasi della vita.




