La scrivente Organizzazione Sindacale Snals è costretta, ancora una volta, a richiamare l’attenzione delle SS.LL. su una vicenda che, per la sua natura e per le implicazioni che comporta sotto il profilo della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, non avrebbe mai dovuto protrarsi oltre il tempo strettamente necessario alla distribuzione delle divise aziendali.
Con la nota prot. n. 40/GMF/2026 del 28 maggio 2026 questa Organizzazione Sindacale aveva già rappresentato l’inaccettabile situazione determinatasi a seguito della mancata consegna delle divise al personale sanitario e di supporto, evidenziando come tale carenza costituisse non soltanto un disservizio organizzativo, ma una criticità direttamente incidente sulla tutela dei lavoratori.
A distanza di mesi, è doveroso prendere atto che nulla è cambiato. Le rilevazioni effettuate sul personale, le richieste formulate dagli uffici competenti, le rassicurazioni fornite nel tempo e la stessa precedente segnalazione sindacale non hanno prodotto alcun risultato concreto. Le divise continuano a non essere distribuite e il personale continua a svolgere quotidianamente la propria attività in condizioni che non possono più essere considerate né normali né accettabili. Ciò che inizialmente poteva essere interpretato come un ritardo organizzativo ha ormai assunto i contorni di un persistente mancato adempimento di un preciso obbligo datoriale, che investe direttamente la responsabilità dell’Amministrazione nella tutela della salute e della sicurezza dei propri dipendenti. La questione, infatti, trascende ormai il semplice profilo logistico. È ormai intollerabile che operatori sanitari e personale di supporto, quotidianamente esposti a rischio biologico nello svolgimento delle proprie mansioni, siano costretti a trasportare presso le proprie abitazioni indumenti potenzialmente contaminati e a provvedere personalmente al loro lavaggio. Tale prassi determina un’evidente alterazione delle corrette misure di contenimento del rischio biologico, trasferendo all’esterno dell’ambiente ospedaliero un rischio che dovrebbe, invece, essere integralmente gestito all’interno della struttura sanitaria. Non può essere considerato normale che il lavoratore, terminato il proprio turno, debba introdurre nella propria abitazione indumenti utilizzati in ambienti assistenziali e sottoporli a lavaggio domestico, esponendo inconsapevolmente anche i propri familiari al possibile contatto con agenti biologici, contaminanti o altri materiali potenzialmente infetti. Una simile situazione appare incompatibile con i più elementari principi di prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza e con gli obblighi posti a carico del datore di lavoro, che impongono l’adozione di tutte le misure necessarie affinché il rischio professionale non venga trasferito al di fuori dell’ambiente di lavoro.
Ancora più grave appare constatare che, nonostante il considerevole lasso di tempo trascorso dalla precedente nota sindacale, non risulti essere stata posta in essere alcuna efficace iniziativa finalizzata alla concreta distribuzione delle divise. Chi era chiamato a provvedere non ha adempiuto. Chi era tenuto a vigilare affinché tale obbligo fosse tempestivamente assolto non risulta avere adottato alcuna misura idonea a ricondurre la situazione entro i limiti della normalità amministrativa.
Non si tratta più di un semplice ritardo. Si tratta della persistente inosservanza di un obbligo che incide direttamente sulla sicurezza dei lavoratori e sul corretto funzionamento dell’organizzazione sanitaria. È difficile comprendere come una questione tanto elementare, che investe l’igiene, la prevenzione del rischio biologico, il decoro professionale, la sicurezza degli operatori e la tutela dell’utenza, possa rimanere irrisolta per un periodo così lungo senza che sia stata individuata una soluzione definitiva. Per tali ragioni la scrivente Organizzazione Sindacale ritiene non più differibile portare formalmente la presente situazione all’attenzione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Palermo e del Servizio Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (S.Pre.S.A.L.) dell’ASP di Palermo, affinché, nell’ambito delle rispettive competenze istituzionali, possano valutare i profili connessi alla tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori derivanti dalla perdurante mancata fornitura delle divise aziendali. La presente iniziativa non vuole rappresentare un atto di mera denuncia, bensì il doveroso tentativo di richiamare l’attenzione su una problematica che, sebbene facilmente risolvibile, continua incomprensibilmente a essere ignorata. Una situazione che non può più essere giustificata, che mortifica quotidianamente il personale sanitario e di supporto e che finisce inevitabilmente per riflettersi sull’immagine stessa dell’Azienda.
Si rappresenta, inoltre, che la sicurezza sul lavoro risulta essere un diritto costituzionalmente garantito, ai sensi degli artt. 32 e 35, che impongono al datore di lavoro di adottare una serie di misure di prevenzione e protezione tecniche, organizzative e procedurali, al fine di garantire ai lavoratori un ambiente di lavoro sicuro e salubre; la violazione di tali obblighi costituisce non soltanto un illecito di tipo civile, ai sensi del D.lgs. 81/2008, ma anche penale.
Alla luce delle criticità evidenziate, pertanto, nonché dei principi di diritto sopra enunciati, con la presente si diffida Codesta Amministrazione a provvedere tempestivamente a sanare le criticità evidenziate, riservandosi, in caso contrario, di denunciare presso tutte le autorità giudiziarie competenti il perdurare di questa inaccettabile inerzia.




