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Il punto

Sanità, emendamenti all’Ars: 4,5 milioni alle Asp per i turni nei Pronto soccorso, fondi per Patti e disabilità

martedì 15 Settembre 2026

Più risorse per coprire i turni nei Pronto soccorso, un confronto per aumentare i corrispettivi alle strutture sanitarie e sociosanitarie, interventi per l’autismo e 5 milioni di euro per l’ospedale di Modica.

Le proposte hanno ottenuto il via libera della Commissione Salute dell’Assemblea regionale siciliana, presieduta da Giuseppe Laccoto, nell’ambito dell’esame del disegno di legge n. 1200 sulle variazioni al bilancio regionale. Alla seduta era presente anche l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso.

Gli emendamenti portano la firma di Ignazio Abbate, presidente della Commissione Affari istituzionali dell’Ars, insieme, a seconda delle proposte, a Giuseppe Laccoto, Carmelo Pace, Carlo Auteri, Serafina Marchetta e Andrea Messina. Il pacchetto comprende misure che riguardano tutte le Aziende sanitarie provinciali siciliane e un intervento specifico per il presidio ospedaliero di Modica.

Pronto soccorso

È soprattutto sulla copertura dei turni nei Pronto soccorso che uno degli emendamenti prova a intervenire. La difficoltà nel reperire medici rende sempre più complessa la costruzione delle turnazioni e aumenta la pressione sui professionisti già in servizio. Una criticità che pesa sull’organizzazione dei reparti di emergenza, dove le aziende devono garantire ogni giorno la presenza del personale necessario e affrontare le difficoltà legate agli organici disponibili.

Per dare alle aziende un margine maggiore nella gestione di queste criticità, la proposta mette a disposizione 4,5 milioni di euro per il 2026, da ripartire in parti uguali tra le nove Aziende sanitarie provinciali siciliane. Le risorse serviranno a finanziare prestazioni aggiuntive di medici ospedalieri, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, dipendenti delle Asp. L’obiettivo è ampliare la platea dei professionisti che possono contribuire alla copertura dei turni nei momenti di maggiore difficoltà, senza limitare l’intervento ai soli dirigenti medici ospedalieri. Per questi ultimi l’emendamento riconosce inoltre una priorità nell’accesso alle prestazioni aggiuntive a chi opera in regime di esclusività intramuraria rispetto a chi svolge attività extramuraria.

“Il problema che vogliamo affrontare è molto concreto. Ci sono aziende che ogni giorno devono costruire turni difficili da coprire nei Pronto soccorso. E questo finisce per aumentare il carico su chi è già in servizio. Non possiamo pensare di risolvere la carenza di medici in poche settimane. Ma possiamo mettere le Asp nelle condizioni di utilizzare meglio le professionalità disponibili e intervenire quando emergono le criticità maggiori. I 4,5 milioni vanno in questa direzione e consentono di coinvolgere più professionisti nelle prestazioni aggiuntive. L’obiettivo è evitare che la mancanza di personale si traduca in una difficoltà ancora maggiore nel garantire i servizi ai cittadini”, spiega Abbate.

Strutture sociosanitarie

Un altro emendamento propone un ulteriore adeguamento del 5% dal 2026 per le strutture riabilitative dedicate alle persone con disabilità psico fisico sensoriali, per le Comunità terapeutiche assistite, per le residenze sanitarie assistenziali e per i centri diurni destinati alle persone con autismo che applicano i contratti collettivi nazionali di categoria. La misura avrebbe carattere regionale e si aggiungerebbe agli incrementi già previsti dalla normativa siciliana.

“Queste realtà lavorano ogni giorno con persone fragili e in molti casi devono sostenere costi che sono cresciuti molto più delle risorse riconosciute. Per le Comunità terapeutiche assistite, per esempio, l’ultimo aggiornamento risale al 2014. Da allora l’indice FOI è aumentato del 21,3% e i rinnovi dei contratti collettivi hanno prodotto un incremento medio di circa 19%. Il personale da solo assorbe oltre il 70% dei costi aziendali. Il precedente aumento del 7%, distribuito su tre anni, non riesce più a compensare questa crescita. Se vogliamo difendere la qualità dell’assistenza dobbiamo mettere le strutture nelle condizioni di continuare a lavorare senza scaricare le difficoltà sui servizi”, afferma Abbate.

Autismo

Sul fronte dell’autismo, una delle proposte punta a sostenere i centri individuati dal decreto assessoriale 1151 del 2019 e a sviluppare il modello di residenzialità previsto dal programma regionale unitario.

L’attenzione si concentra soprattutto sull’età adulta, quando molte famiglie incontrano maggiori difficoltà nel mantenere percorsi assistenziali continuativi e nel trovare soluzioni adeguate ai bisogni della persona. L’obiettivo è rafforzare una rete capace di accompagnare nel tempo chi necessita di un contesto protetto, senza limitarsi alla sola assistenza.

“Dobbiamo occuparci anche di quello che succede quando i ragazzi diventano adulti. Il passaggio dall’età evolutiva all’età adulta continua a rappresentare uno dei punti più fragili della rete. La residenzialità deve offrire protezione, ma anche la possibilità di costruire autonomie, vivere esperienze quotidiane e mantenere nel tempo un progetto assistenziale. Non possiamo lasciare sole le famiglie proprio quando il bisogno diventa più complesso”, sottolinea Abbate.

Modica

Accanto alle misure regionali, il pacchetto comprende 5 milioni di euro per il 2026 destinati all’Asp di Ragusa per completare alcuni interventi all’ospedale “Nino Baglieri” di Modica. Le risorse riguardano il nuovo edificio destinato al Dipartimento di salute mentale e al Servizio psichiatrico di diagnosi e cura, il completamento dell’ala B, il parcheggio antistante e l’illuminazione. L’intervento punta inoltre a rendere più funzionale l’organizzazione dei servizi e ad avvicinare l’area psichiatrica al Pronto soccorso.

A Modica c’è un percorso già avviato che va portato a compimento. Parliamo di spazi destinati alla salute mentale, degli ambulatori dell’ala B e di opere necessarie per rendere il presidio più funzionale. L’obiettivo è anche riunire servizi che oggi risultano distribuiti tra Modica e Scicli e migliorare il collegamento con il Pronto soccorso. I 5 milioni servono a trasformare progetti già definiti in interventi concreti”, conclude Abbate.

Gli altri emendamenti

Accanto agli emendamenti firmati da Abbate, la Commissione Salute ha dato il via libera anche ad altre misure collegate al disegno di legge n. 1200, con interventi che spaziano dalla sanità alla disabilità, fino al sostegno alle famiglie e ai servizi scolastici. Tra quelli approvati c’è anche lo stanziamento di 7 milioni di euro per il Pronto soccorso dell’ospedale “Barone Ignazio Romeo” di Patti, proposto dal presidente della Commissione Laccoto.

Il finanziamento destinato all’Asp di Messina servirà alla messa in sicurezza e all’ampliamento dei locali del Pronto soccorso. L’obiettivo è migliorare la risposta sanitaria nel territorio servito dal presidio. L’intervento punta anche ad adeguare gli spazi alle esigenze dell’attività quotidiana e a rendere più funzionale l’organizzazione dell’area di emergenza. Il Pronto soccorso rappresenta infatti uno dei punti di accesso più delicati dell’intera rete ospedaliera. Lo stanziamento riguarda il 2026 e rientra negli interventi previsti dal disegno di legge sulle variazioni al bilancio regionale.

Una parte rilevante degli altri emendamenti riguarda invece disabilità e assistenza scolastica. La Commissione ha approvato un incremento di 33 milioni di euro per il Fondo per la disabilità e la non autosufficienza, che parte da uno stanziamento di 205 milioni. La richiesta nasce anche dall’aumento delle persone con necessità di sostegno molto elevato censite dalle Aziende sanitarie provinciali. Al 31 maggio 2026 risultavano 15.931 beneficiari, contro i 15.814 registrati alla fine del 2025.

A questo si aggiungono 10 milioni di euro per le comunità alloggio che ospitano persone con disabilità psichica dimesse dagli ex ospedali psichiatrici, con esclusione dei soggetti ricoverati nelle Comunità terapeutiche assistite. Sul fronte scolastico arrivano inoltre 5 milioni in più per i servizi di assistenza agli studenti con disabilità delle scuole secondarie di secondo grado. Altri 2 milioni andranno ai servizi integrativi, migliorativi e aggiuntivi rivolti agli stessi studenti. Previsti infine 5 milioni di euro per l’assistenza igienico personale e alla comunicazione degli alunni con disabilità delle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado.

Tra le misure approvate trovano spazio anche 2 milioni di euro per sostenere i Comuni nella gestione degli asili nido e dei servizi educativi per la prima infanzia. L’obiettivo è aiutare soprattutto gli enti locali che hanno realizzato o potenziato nuove strutture anche grazie ai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e che devono ora affrontare i costi legati al personale, alla gestione ordinaria e all’effettiva apertura dei servizi.

Un altro intervento riguarda il sostegno alla natalità. Per il contributo destinato alle famiglie meno abbienti alla nascita di un figlio vengono previsti 2 milioni di euro aggiuntivi per ciascuna annualità dal 2026 al 2028, portando lo stanziamento da 1,5 a 3,5 milioni di euro l’anno. Il contributo previsto è di 1.000 euro e nel documento si fa riferimento a circa 7 mila nuclei familiari richiedenti.

La Commissione ha dato il via libera anche a 1 milione di euro per la progettazione dei Piani per l’eliminazione delle barriere architettoniche. Le risorse riguardano in particolare i Comuni tra 20.001 e 50.000 abitanti e gli interventi legati alla mobilità delle persone con disabilità. Completano il quadro 172.619 euro per specifiche misure di protezione sociale. Le somme sono suddivise su due capitoli di bilancio e serviranno anche a garantire la piena attuazione degli interventi nel Libero consorzio comunale di Agrigento.

Dopo il via libera della Commissione Salute, gli emendamenti seguiranno ora l’iter parlamentare del disegno di legge n. 1200 prima dell’esame definitivo dell’Assemblea regionale siciliana.

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