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I lavori

Schifani a Sala d’Ercole, le reazioni in aula di maggioranza e opposizione

martedì 21 Luglio 2026

Dopo mesi di assenza il presidente della Regione Renato Schifani torna a Sala d’Ercole. Il governatore ha esposto la relazione dell’attività di governo tra gli attacchi delle opposizioni e una maggioranza in balia dei malumori, reduce, in mattinata, dagli scivoloni in I e in IV Commissione in materia di Defr 2027-2029, che ha incassato il parere negativo. Seppur non vincolante, quest’ultimo, rappresenta un chiaro segnale contro il governo regionale. Rapporti ormai da mesi in affanno.

LE REAZIONI

Salvo Geraci

“La relazione sull’attività del governo Schifani ci dà la possibilità di esprimere valutazioni sull’operato del governo e della coalizione con la quale lo sosteniamo. Sotto gli occhi di tutti ci sono i dati macroeconomici: in 4 anni la Sicilia ha registrato incrementi del Pil che hanno raggiunto cifre vicine al 19%, con un trend che conferma che la regione è tra quelle che più crescono nell’intera nazione. E’ cambiato in questi anni il paradigma che vedeva l’austerità fine a se stessa, con azioni precise che hanno portato alla sicurezza nei conti pubblici della Regione ed alla possibilità di utilizzare le risorse degli avanzi, sempre più crescenti, per sostenere l’economia, le imprese e l’occupazione. Oggi siamo una regione che viaggia a velocità sostenuta, con tendenza vicina alle aree del continente europee che crescono di più in termini di Pil. La Sicilia è diventata l’isola più attrattiva d’Europa. Lo dimostrano gli investimenti commerciali e il turismo. Oggi si guarda alla Sicilia come meta per realizzare un progetto e per accrescere la competitività. Siamo sulla strada giusta e questo processo non va interrotto. I nostri figli presto potranno avere parole di orgoglio per la terra in cui vivono”. Lo afferma Salvo Geraci, capogruppo della Lega all’Assemblea regionale siciliana.

 

Stefano Pellegrino

“La lunga relazione del presidente Schifani, che ha restituito all’Assemblea Regionale Siciliana numeri e fatti concreti, evidentemente ha messo in difficoltà chi vive solo di proclami e ricerca di like compulsivi. Forse per questo i deputati di Controcorrente, invece di confrontarsi sul merito dei dati, preferiscono ricorrere a metafore da baraccone. Ma i numeri non sono opinioni: la Sicilia cresce più del resto d’Italia, il PIL aumenta, l’occupazione sale, i conti sono risanati, il rating migliorato, gli investimenti tornano. Questa è la realtà del qui ed ora, non un multiverso”. Lo dice Stefano Pellegrino, capogruppo di Forza Italia all’Assemblea regionale siciliana. “Tanto costoro non hanno argomenti, che è emblematico il gioco di parole sulla raccolta differenziata. Controcorrente dice che non se ne parla nella relazione, dimenticando che vi è una ampia parte dedicata al ciclo dei rifiuti, al nuovo Piano regionale e alla realizzazione dei termovalorizzatori di Palermo e Catania. Forse non hanno letto o forse sperano che i siciliani non leggano. Ma la verità è un’altra: farebbero meglio a tacere invece di arrampicarsi sugli specchi.- prosegue – Se per loro la soluzione è ignorare gli investimenti su sanità, acqua, infrastrutture e occupazione, allora il problema non è la lucidità del presidente Schifani, ma la loro capacità di leggere un documento di programmazione”.

 

Cateno De Luca

Quella illustrata oggi dal presidente Schifani non è la fotografia di una Sicilia che cresce, ma il tentativo di raccontare una realtà che i siciliani smentiscono ogni giorno con la loro vita vissuta. Dopo quattro anni di permanenza allo stato vegetativo ci saremmo aspettati una relazione verità fondata sull’elencazione dei fallimenti. Abbiamo ascoltato invece un lungo elenco di dati che nel vano tentativo di autocelebrarsi hanno invece mostrato Schifani reo confesso”. Lo dichiara il leader di Sud chiama Nord, Cateno De Luca, intervenendo all’Assemblea Regionale Siciliana dopo la relazione del presidente della Regione. “Schifani ha evitato – aggiunge –  di affrontare i temi più scomodi: dalla non attuazione della maggior parte delle leggi approvate dall’Ars alla mancata attuazione della Super ZES siciliana, nata grazie a un nostro intervento nell’ ultima legge di stabilità. Nessun riferimento alle numerose norme rimaste nei cassetti del suo governo, così come nessuna risposta agli atti di indirizzo votati dal Parlamento. Ha persino ignorato il dovere istituzionale di chiedere scusa per aver violato per quattro anni l’obbligo di presentare annualmente questa relazione”. De Luca punta poi il dito contro i dati economici esibiti dal presidente della Regione. “Schifani si vanta di un avanzo di amministrazione di oltre 5 miliardi di euro, di cui buona parte accumulato in gestione corrente durante la sua presidenza, quando qualsiasi amministratore sa che un avanzo così elevato soprattutto nella gestione corrente certifica una sola cosa: l’incapacità di spendere le entrate annuali. Lo stesso vale per il rating. Se non si investe e non si spendono i fondi, gli indicatori finanziari migliorano sulla carta, ma la Sicilia resta paralizzata. E infatti continuiamo a essere tra le regioni europee con i più bassi livelli di crescita, nonostante le ingenti risorse comunitarie a disposizione: tra le 250 regioni d’Europa la Sicilia rimane nelle ultime 20 in termini di crescita”. Il leader di Sud chiama Nord critica anche la gestione della programmazione europea e del Fondo Sviluppo e Coesione. “Avete sottoscritto accordi senza progetti concreti, continuando a modificare la programmazione 2021-2027 proprio perché mancavano gli interventi da finanziare. Parlare oggi di capacità di spesa è semplicemente fuori dalla realtà. Così come è fuori dalla realtà rivendicare opere che derivano da scelte legislative e da emendamenti approvati da questo Parlamento, senza che il governo sia stato poi capace di attuarli. È quanto accaduto ad esempio con i fondi destinati a Messina. I circa 110 milioni di euro destinati a Messina che oggi rivendica come finanziamenti complementari per il Ponte sullo Stretto di Messina non sono il frutto dell’azione del suo governo, ma dei primi emendamenti che ho presentato e del recupero del famoso articolo 99 della finanziaria del  2018. Nei sei mesi in cui ho ricoperto il ruolo di deputato regionale, grazie a un accordo d’Aula, furono destinati circa 500 milioni di euro agli interventi territoriali, dei quali quasi 90 milioni assegnati alla città di Messina. È giusto riconoscere i meriti del Parlamento, ma è altrettanto doveroso ricordare che molte di quelle risorse attendono ancora di essere pienamente attuate. Emblematico è il caso della ex Sanderson: nonostante da tre anni siano state approvate le norme per il trasferimento dell’area al Comune di Messina e siano stati stanziati 25 milioni di euro per il risanamento ambientale tutto è ancora fermo. Questa è la differenza tra approvare una legge e saper amministrare: amministrare significa accompagnare ogni scelta fino alla sua concreta realizzazione, trasformando gli stanziamenti in opere e risultati per i cittadini”. De Luca richiama infine le emergenze che, a suo giudizio, il governo regionale ha completamente trascurato. “Nella relazione non c’è traccia della crisi del comparto cerealicolo, delle difficoltà del sistema produttivo, del progressivo definanziamento delle autonomie locali, di una sanità che, anziché migliorare, continua a peggiorare, né delle gravi criticità del ciclo dei rifiuti. Dopo quattro anni ci saremmo aspettati la relazione di una rivoluzione amministrativa, ma quella rivoluzione non c’è mai stata. Al contrario, gli indicatori sulla qualità della vita urbana raccontano una Sicilia che arretra e, sul fronte della sanità, gli unici dati che hanno segnato questi anni sono troppo spesso quelli delle inchieste giudiziarie. La Sicilia continua a perdere competitività, i giovani continuano a lasciare la propria terra perché non intravedono prospettive e il governo continua a raccontare una realtà che esiste soltanto nelle proprie relazioni. I siciliani, invece, giudicano ogni giorno sulla base della vita che vivono. Ed è proprio questa realtà, fatta di servizi che non funzionano, occasioni mancate e opportunità perdute, a rappresentare la più severa bocciatura dei quattro anni del non governo Schifani.

 

Antonio De Luca

“Nessuna riforma, sanità al collasso e infrastrutture in crisi: la Sicilia funziona solo nella relazione di Schifani, in realtà è un disastro”. Lo dice il capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, Antonio De Luca, dopo la relazione presentata oggi dal presidente della Regione all’Assemblea regionale siciliana.

“Quella ascoltata oggi in Aula – ha detto De Luca – non è stata la relazione sullo stato di attuazione del programma di governo, ma il racconto di una Sicilia che esiste soltanto nella narrazione del presidente Schifani. La realtà che vivono ogni giorno i siciliani è ben diversa, con un governo incapace di dare risposte concrete”. “Se davvero il quadro descritto dal presidente corrispondesse alla realtà – ha aggiunto De Luca – il centrodestra dovrebbe ricandidarlo senza esitazioni per un secondo mandato. Saranno poi i siciliani a decidere se questa è davvero l’isola che vivono ogni giorno e si regoleranno di conseguenza”. “In quasi quattro anni – ha affermato il capogruppo M5S – il governo non ha saputo varare una sola riforma strutturale. Non per mancanza di tempo, ma per colpa di una maggioranza tenuta insieme dalla somma dei voti e non da una visione condivisa della Sicilia. Lo dimostra anche il rinvio delle variazioni di bilancio, deciso perché il governo temeva di non reggere il confronto in Aula”.

 

Nuccio Di Paola

“Dopo la relazione di oggi questa maggioranza ha l’obbligo di ricandidarla, senza accettare alcun ruolo al Csm e ci auguriamo che porti a termine questa legislatura”. Lo ha dichiarato il coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle Nuccio Di Paola intervenendo a Sala d’Ercole dopo la relazione del presidente della Regione Renato Schifani sull’operato del Governo. “Schifani è il peggior presidente di sempre anche in tema di sanità – ha detto Di Paola – sta facendo peggio di Crocetta e Musumeci. Ha messo in piedi un sistema sanitario regionale che segue il collegio elettorale anziché gli interessi dei cittadini. A proposito, – ha detto Di Paola – rivolgendosi al presidente della Regione – perché non ha rimosso i manager che non hanno tagliato le liste d’attesa? Anche sul fronte dei rifiuti, il presidente Schifani ha fatto peggio di chi lo ha preceduto, congestionando il sistema e sovraccaricando le discariche, come ha fatto con Timpazzo. A proposito, non ha battuto un ciglio sull’ennesimo scandalo che ha travolto la gestione dell’impianto”. A conclusione del suo intervento, il coordinatore regionale del M5S lancia un monito alla coalizione alternativa. “Le forze alternative al centrodestra – ha detto Di Paola – devono essere compatte per dare un futuro ai siciliani. In caso contrario, saremo complici del centrodestra, facendo il gioco di un presidente della regione come Schifani” – ha concluso.

Ismaele La Vardera

“Abbiamo sentito una relazione di Schifani lunga e che parla di una Sicilia che non esiste. Oggi abbiamo avuto l’impressione che Schifani è un Peter Pan, uno che vive in un’Isola che appunto non c’è. Ha toccato punti critici e ci ha trattato proprio come i bimbi sperduti, gente pronta a credere ad ogni sua parola. Ma la verità è un’altra, per questo abbiamo portato in aula non parole come ha fatto lui ma dati e fatti che hanno smontato punto per punto. Chiaramente il presidente non è lucido, perché uno che dice che la Sicilia va a gonfie vele vuol dire solo che non ha più il giusto distacco tra la sua poltrona e la realtà che vivono tutti i siciliani quotidianamente. Una relazione che non guarda alla sanità e che Agenas ci dà come fanalino di coda per le liste d’attesa. Che non parla di differenziata, nonostante le due città principali sono maglia nera per la differenziata. Non ha neanche ricordato a questo Parlamento che un’altro dei suoi si è dimesso perché agli arresti domiciliari e non ha neanche detto che il Sole24Ore dice che la Sicilia è in fondo per qualità di vita. Ma per lui va tutto benissimo e questo è il dato veramente preoccupante e che ci fa capire che il suo governo è al capolinea. Uno che non è lucido non può fare altro che dimettersi perché qui c’è di mezzo il futuro di tutti i siciliani, che non meritano di essere presi in giro da un presidente così”. Lo affermano i deputati regionali Ismaele La Vardera, Josè Marano, Alessandro De Leo e Carlo Gilistro del gruppo Controcorrente.

 

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