Sciopero dei medici di base in provincia di Ragusa. Il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate esprime la massima vicinanza ai professionisti che oggi si fermano per far sentire la propria voce e chiedere una sanità più vicina ai cittadini.
I medici lamentano la mancata applicazione delle norme contrattuali AIR 2025, il mancato coinvolgimento nella medicina generale nell’applicazione DM/77, la mancata attivazione della presa in carico dei pazienti cronici da parte della specialistica, l’assenza di un sistema informatico ASP efficiente che consenta la prescrizione delle ricette e l’esecuzione delle prenotazioni in modo rapido ed efficiente.
“Ormai è arrivata l’ora che si apra un dibattito serio – commenta il Presidente della I Commissione – sul rapporto dei medici di medicina generale e quelli del territorio e ospedalieri.
Con lo sciopero di oggi è arrivata al culmine l’insofferenza di una categoria di professionisti della salute che ogni giorno sono accanto a tutte le famiglie siciliane per garantire uno standard di salute efficiente. Condivido in pieno la piattaforma rivendicativa che ho ribaltato in toto nella mia richiesta di audizione in commissione sanità presso l’ARS.
Ho sentito personalmente questa mattina il presidente della Commissione, Giuseppe Laccoto, il quale ha condiviso con me la necessità di convocare i vertici dell’Assessorato alla Salute con i rappresentanti regionali e provinciali della provincia di Ragusa delle sigle FIMMG, FMT e SNAMI. In particolare chiederemo al Governo Regionale di farsi promotore verso il Governo Nazionale di apportare le modifiche alle loro norme che incidono negativamente verso la categoria.
Per quelli di competenza di poter recepire le istanze e intraprendere tutte le iniziative possibili affinchè le aziende sanitarie provinciali possano dare risposta alle legittime rivendicazioni. E’ necessario, in un momento di grande difficoltà nella disponibilità di medici specializzati, ottimizzare al massimo i servizi necessari per aumentare lo standard qualitativo dell’offerta sanitaria che non può non passare per una stretta collaborazione fra i medici di base, del territorio e degli ospedali”.




