Salvatore Calvaruso, il 19enne accusato di aver ucciso tre ventenni durante una sparatoria a Monreale, si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti al gip chiamato a convalidarne il fermo ma ha voluto render dichiarazioni spontanee raccontando la sua versione dei fatti in cui ha rivelato di essere stato coinvolto in una rissa con le vittime e di essersi difeso da una aggressione.
Il ragazzo ha detto di essere stato aggredito con caschi e bottiglie dopo una animata discussione con dei ragazzi che lo accusavano di guidare in modo spericolato e di essere stato buttato giù dalla moto. Calvaruso ha aggiunto di aver cercato di scappare, di essere stato raggiunto e colpito e solo allora di aver preso la pistola e sparato.
“E’ stata una udienza drammatica interrotta più volte. Il ragazzo ha pianto ed è distrutto. Sa benissimo cosa ha fatto”, dice il legale Corrado Sinatra che precisa che il cliente è incensurato, ha un lavoro e la sera della rissa prima di andare a Monreale aveva lavorato come tutti i giorni.
Il gip non ha ancora deciso sulla convalida.
L’autopsia di Miceli
È stato raggiunto da un colpo di pistola al torace Andrea Miceli, il ventiseienne coinvolto nella sparatoria di sabato a Monreale costata la vita a due suoi amici. Miceli è deceduto qualche ora dopo il ricovero all’ospedale. Lo ha accertato l’autopsia eseguita, su disposizione della procura di Palermo, dal medico legale Stefania Zerbo.
Saranno celebrati il 2 maggio nella Cattedrale di Monreale, alle 10.30, i funerali dei tre giovani monrealesi uccisi nel corso di una sparatoria il 27 aprile. Il Comune di Monreale si è fatto carico dei funerali di Massimo Pirozzo, Salvo Turdo e Andrea Miceli, “un gesto di vicinanza alle famiglie coinvolte da un così grave e inaspettato lutto”.




