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La decisione della Procura

Strage di Capaci: il pm di Caltanissetta ricorre in Cassazione sulla “pista nera”

lunedì 5 Gennaio 2026
Un ricorso in Cassazione per “l’abnormità del provvedimento” è stato presentato dalla Procura di Caltanissetta contro la decisione della gip Grazia Luparello che ha rigettato, per la seconda volta, la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla “pista nera” nella strage di Capaci in cui morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta del giudice. La notizia, riportata dalla trasmissione Rai “Report”, ha trovato conferme in ambienti giudiziari.
Tribunale di Caltanissetta

Il procuratore di Caltanissetta Salvatore De Luca, che indaga sulle stragi, durante la sua recente audizione in Commissione antimafia, ha definito la pista nera “zero tagliato”, spiegando che comunque restano aperti più filoni d’indagine.

La prima richiesta di archiviazione rigettata risale al maggio 2022 e riguardava il fascicolo senza indagati su possibili ‘mandanti esterni’ della strage di mafia del 1992. La gip Luparello dispose nuove indagini, indicando verifiche su 32 punti, compresa la ‘pista nera’ e su Stefano Delle Chiaie. Nel dicembre del 2024 la Procura di Caltanissetta ripresentò una nuova richiesta di archiviazione.
Corte di Cassazione

Ma la gip la rigettò nuovamente chiedendo nuove indagini sull’interesse che Paolo Borsellino avrebbe avuto sul collaboratore Alberto Lo Cicero che parla di un presunto ruolo di Delle Chiaie, mai indagato e deceduto nel 2019, nella strage di Capaci, in un colloquio, il 5 giugno del 2007, con il pm Gianfranco Donadio dopo che il magistrato trovò nell’archivio della Dna un’informativa del capitano dei carabinieri Antonio Cavallo. Il colloquio è stato trasmesso ieri da Report.

Lo Cicero dice nell’interrogatorio di aver visto Delle Chiaie a Palermo nel 1992 e racconta di un incontro, sempre quell’anno, tra il neofascista, fondatore di Avanguardia nazionale e il boss Mariano Tullio Troia, deceduto nel 2010.
 “Troia andava da Delle Chiaie?”, chiede il magistrato. “No, Delle Chiaie andava da Troia. Penso che direttamente la mano viene da lui”, dice Lo Cicero, che ricorda di aver “visto la macchina blu più di una volta” sul luogo della strage di Capaci, “con dentro Delle Chiaie. Erano in tre”. Alla domanda se “il discorso di Capaci fu portato da Delle Chiaie”, Lo Cicero risponde che “fu portato dalla politica” e che “l’ultimo pezzo l’ha fatto Delle Chiaie”. 
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