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Svincoli di Brancaccio: l’Odissea della vergogna, nuovi ritardi a Palermo 

martedì 20 Aprile 2021
Svincoli di Brancaccio

L’incompiuta simbolo di Palermo, avviata nel 2002 e mai ultimata, sta per toccare il traguardo dei vent’anni. Non è un caso quindi se per gli Svincoli di Brancaccio, spesso immortalati anche dalle telecamere di Striscia la Notizia, si usi il termine “Odissea”. 

Dal 2019 a oggi il conteggio dei 25 mesi necessari per ultimare le bretelle autostradali non è ancora partito. Tra la pandemia e i ritardi cronici della burocrazia siciliana, il progetto è ancora praticamente fermo: i privati attendono le mosse del Suap e la Regione non risponde al Comune sui fondi residui dell’appalto. Ma andiamo con ordine.

NELLE PUNTATE PRECEDENTI

L’ultima volta (21 ottobre 2019) ci eravamo lasciati così: la Multi Veste Italy 4 srl – società che ha costruito il Centro commerciale Forum – aveva presentato al Comune di Palermo il progetto aggiornato dei due svincoli “lato mare” (quelli visibili già dall’autostrada) redatto dal progettista originario: lo studio Cangemi, che da più di 30 anni segue l’opera, dalle sue fasi embrionali fino ad oggi.

«Una volta approvato il progetto degli svincoli “lato mare” – spiegava nel 2019 a ilSicilia.it l’Ing. Antonio Cangemiserve l’ok alla nuova convenzione in variante tra Comune e Multi che dovrà scrivere il Suap. E poi infine, serve l’ok del Consiglio Comunale come “opera di urbanizzazione a scomputo”, ratificando l’accordo dello scorso agosto. Dopo l’approvazione del Consiglio partirà un iter lungo altri 25 mesi, cioè altri 2 anni».

Ecco, in esclusiva, il cronoprogramma:

LA SITUAZIONE OGGI

Peccato che dal 2019 a oggi il conteggio dei 25 mesi non sia ancora partito. Il progetto sembra impantanato.

Il Suap ha redatto una bozza di “modifica convenzione” che prevede l’ultimazione di alcune opere di urbanizzazione che rispettino gli “standard urbanistici”. Per cui, ad esempio, si chiede la realizzazione di un parcheggio a monte della fermata “Roccella” del Passante ferroviario al posto dell’allargamento di via Chiaravelli (con annessa pavimentazione e reti di scarico acque bianche e nere).

«Ho presentato a fine marzo il nuovo progetto preliminare al Suap – spiega oggi l’Ing. Cangemi a ilSicilia.it – aspetto il loro ok… So che ci sono in corso delle trattative per chiudere la convenzione tra Multi e il Comune di Palermo, ma non ho idea dei tempi. Dopo servirà l’ok di Sala delle Lapidi e infine partirà l’iter che stimo in 25 mesi, dalla progettazione esecutiva all’appalto e per ultimo la consegna delle opere al Comune». Tempi biblici, dunque, per un’opera che richiederebbe al massimo un anno di lavori.

Ancora non è stato nominato un RUP (Responsabile unico del procedimento) per questi due svincoli Nord (“lato mare”) a carico dei privati del Forum.

IL “GIALLO” DEI FONDI RESIDUI

Per quanto concerne invece i due svincoli Sud (“lato monte”, da progettare), il RUP è l’Architetto Fabio Cittati che per conto del Comune ha chiesto più volte alla Regione di sbloccare i fondi residui dell’appalto (circa 2,5 milioni). Ma dopo quasi due anni, a quanto pare, gli uffici regionali non avrebbero ancora dato una risposta. O meglio, l’ultima risalirebbe al 16 ottobre 2020, con la liquidazione al Comune di soli 139mila euro sui 500mila promessi per saldare vecchie fatture e il contenzioso con la ditta.

Gli Svincoli di Brancaccio, foto lavori 2003

Le bretelle autostradali furono progettate nel 1996, coi lavori partiti ufficialmente nel 2002, ma si bloccarono a causa di ritardi dell’impresa e “presunte infiltrazioni mafiose” segnalate dalla Prefettura di Messina. La ditta “Demoter” poi fallì nel 2013 e nel 2016 fece causa al Comune di Palermo. Il contenzioso si è concluso in appello: l’ultimo atto ufficiale dell’appalto pubblicato dal Comune è dello scorso 26 agosto 2020 e riguarda il pagamento della complessiva somma di € 748.944,74 in favore della “Curatela del fallimento Demoter in liquidazione”.

«A conti fatti – spiega il Rup – la Regione dovrebbe darci circa 1,5 milioni di euro di residuo. Ma ce lo darebbero solo a condizione di avere un progetto aggiornato delle bretelle “lato monte”. Per cui abbiamo pensato di velocizzare l’iter e fare economia affidando al progettista Cangemi il nuovo studio di fattibilità di questi svincoli. Il costo totale dei lavori sarebbe di circa 3 milioni. Quindi il Comune ora dovrebbe trovare altri 1,5 milioni o ratificare un nuovo accordo con la Multi e affidarli a loro con un’altra convenzione». 

PetyxCONCLUSIONI

Insomma, dopo un anno e mezzo dall’ultima volta, poco o nulla è stato fatto. Da una parte i privati aspettano l’ok del Suap per far partire il lungo iter dei 25 mesi per gli svincoli “lato mare”; dall’altro lato il Comune aspetta ancora una risposta dal Dipartimento Infrastrutture della Regione per i fondi residui necessari agli altri due svincoli “lato monte”.

Stefania Petyx può preparare il guinzaglio del suo bassotto per nuove puntate di questa vergognosa Odissea, tutta palermitana.

 

 

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