“Non c’è una questione morale in Sicilia. Se ci sono delle persone indagate che poi verranno condannate perché hanno commesso delle cose in contrasto con la legge ne subiranno le conseguenze. Per me comunque in democrazia vale sempre la presunzione di innocenza“. Così il vice premier e leader di Forza Italia Antonio Tajani rispondendo ai cronisti a margine di un incontro di Forza Italia, a Palermo, in merito alla richiesta di arresto della Procura di Caltanissetta del deputato regionale di Fi Michele Mancuso e sui tanti politici indagati per corruzione e altri reati.
“Dopo la richiesta di arresto del deputato regionale di FI Michele Mancuso si pone un problema di selezione di classe dirigente in Sicilia? “Ma vale in tutta Italia, per tutti i partiti, non vale solo per Forza Italia e poi le responsabilità penali sono personali. Però un conto è essere indagati, un conto è essere colpevoli. Io sono garantista per tutti, poi vedremo. La giustizia deve fare il suo corso. La giustizia a orologeria non mi piace tanto“, continua Tajani.
“Poi vedremo se saranno dimostrati i fatti – ha aggiunto – chi è responsabile dovrà trarne le conseguenze, ma per me vale la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Sono garantista con tutti e non a seconda della maglietta che indossa una persona indagata: lo sono per quelli di Forza Italia come lo sono per quelli del Pd”.
“Mi chiedono se in Sicilia ci sia una questione morale. Basta… Basta con questa storia che tutti i siciliani e tutti i meridionali sono mafiosi, camorristi e bande di imbroglioni. Basta con la cultura disfattista del sud e delle isole. Il 99,9% dèi siciliani è per bene”, ha sottolineato.
Su Schifani bis in Sicilia
“Schifani bis in Sicilia? Noi non abbiamo mai cambiato candidato, normalmente chi è uscente viene ricandidato. Ma adesso dobbiamo preoccuparci di governare la regione bene e i risultati economici sono positivi. Penso all’incremento del Pil che è superiore rispetto ad altre aree del Paese, quindi vuol dire che questa amministrazione regionale sta facendo il proprio dovere. Sta lavorando bene. Poi tutte le questioni che riguardano la presidenza saranno questioni di cui si parlerà al momento della campagna elettorale. Noi non abbiamo mai detto che per la Sicilia c’è un candidato diverso”, ha sottolineato Antonio Tajani.
Sulla riforma della giustizia e sicurezza
Sulla riforma della giustizia: “E’ la riforma delle riforme per garantire a ogni cittadino la possibilità di entrare in un’aula di tribunale non temendo di essere condannato perché c’è un giudice ostile, che può essere condizionato dalla pubblica accusa o perché c’è una politicizzazione. Non vogliamo magistrati politicizzati, i magistrati non possono aderire a correnti politiche, perché il magistrato è un servitore dello Stato e lo Stato deve essere imparziale. Non può esserci un magistrato di destra, uno di centro e uno di sinistra. Il magistrato è un magistrato”.
“Non abbiamo approvato una riforma che prevede magistrati sottomessi al potere politico – ha detto Tajani – È un sistema diverso da quello americano. Noi vogliamo l’indipendenza vera della magistratura E vogliamo la separazione dei poteri che il fondamento della democrazia occidentale. Non è vero quello che dicono i sostenitori del no, cioè che questa riforma punta a sottomettere la magistratura alla politica perché questo è falso”.
“Il referendum sulla giustizia non è un referendum sul governo. Qualunque sia il risultato, il governo rimarrà in carica fino alla fine della legislatura”, ha precisato il leader di Forza Italia.
In merito al problema sicurezza nelle città: “La sicurezza è una priorità per tutto il governo, non c’è qualcuno che ne vuole di più e qualcuno che ne vuole di meno. E’ incredibile che un ragazzo a scuola accoltelli un compagno per una foto di una ragazza postata sui social. Questo è inconcepibile. Dovrà essere proibito ai giovani che non hanno raggiunto la maggiore età di acquistare armi da taglio. Ma si tratta anche di formare i giovani nelle scuole sui valori fondanti della nostra società, far capire loro quanto sia preziosa la vita e che non può esserci una società dove tutto si regola con la violenza e con l’uso dei coltelli”.
Per Tajani, “c‘è una cultura della violenza che non può passare, non è soltanto una questione di normative, che servono, o di linee della fermezza, che serve, o di controllo del territorio. “Finché non ci saranno più poliziotti, più carabinieri e più finanzieri, strade sicure dovrà rimanere in vita. Dovranno esserci sempre i militari dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica che contribuiscono alla garanzia della sicurezza”.




