Premi Oscar come Jane Campion, star internazionali come Clive Owen e Can Yaman, artisti italiani come Marco D’Amore, Nino Frassica Anna Valle e Sergio Castellitto, oltre a personalità del calibro di Russell Crowe, Miriam Leone e Gore Verbinski, il regista che ha firmato la saga cinematografica dei “Pirati dei Caraibi“. Sono alcuni dei nomi che stanno animando la 72esima edizione del Taormina Film Festival, manifestazione che continua a rafforzare il proprio profilo internazionale. Una manifestazione che continua a crescere, capace di attirare ospiti internazionali, promuovere il territorio e coinvolgere le nuove generazioni. È questo il bilancio tracciato da Felice Panebianco, sovrintendente della Fondazione Taormina Arte Sicilia, a margine della 72esima edizione del Taormina Film Festival.
Per Panebianco, la risposta del pubblico conferma il lavoro svolto negli ultimi mesi. “Gli ospiti e tutti gli intervenuti, sia dai panel che gli artisti che si sono susseguiti sul palco, dimostrano che c’è un’attenzione da parte della direzione artistica e della Fondazione a cercare sempre di migliorare e di innalzare il livello del prodotto e il livello culturale della manifestazione”, ha spiegato.
Tra gli elementi che il sovrintendente considera particolarmente significativi c’è anche la presenza dell’Associazione dei Festival Europei, che ha svolto i propri lavori durante la manifestazione. “Dimostra l’attenzione e il rispetto che viene portato al festival anche dai vari componenti europei. Questo è un bel segnale”.
Il ruolo della Fondazione: cultura e sviluppo del territorio
Panebianco ha ricordato come la Fondazione Taormina Arte Sicilia operi come ente strumentale della Regione Siciliana sotto il controllo dell’assessorato regionale al Turismo. “Questo comporta due aspetti fondamentali. Da una parte il rispetto nell’utilizzo delle risorse pubbliche, che devono produrre un ritorno concreto sul territorio. Dall’altra il fatto che gli eventi che organizziamo devono essere manifestazioni di livello culturale che contribuiscano ad implementare i flussi turistici“. L’obiettivo è quindi duplice ovvero promuovere la cultura e allo stesso tempo generare sviluppo economico. “Qualità che porta poi a un aumento delle presenze e quindi a uno sviluppo ulteriore del nostro territorio”.
Un festival che guarda ai giovani

Tra i temi più cari al sovrintendente emerge quello delle nuove generazioni. “Eventi di questo genere permettono ai nostri ragazzi e ai nostri giovani, a coloro che un domani vorranno avvicinarsi al mondo dello spettacolo, di poter conoscere e interagire direttamente con artisti di fama internazionale“. Un’opportunità che non riguarda soltanto attori e registi. “Non parlo solo degli artisti, ma anche dei tecnici e di tutti coloro che possono ruotare attorno a questo ambito. Questo non può che dare una spinta in più e una vera e propria crescita del nostro territorio”.
In quest’ottica si inserisce anche la presenza delle giurie giovani, chiamate a valutare i film in concorso e le opere inserite nella sezione dedicata ai cortometraggi siciliani. “Quest’anno ci sono due giurie giovani che si esprimono sui film. C’è quindi un’attenzione al territorio anche attraverso il segmento dei corti siciliani”.
Ambiente, inclusione e attenzione al femminile
Panebianco ha inoltre sottolineato alcuni elementi distintivi dell’edizione 2026. “Il festival è assolutamente ecosostenibile. Gli stessi premi realizzati dal maestro Gerardo Sacco utilizzano materiali riciclati“. Una scelta che si affianca ad altre sensibilità che hanno caratterizzato la manifestazione.
“C’è sicuramente attenzione al mondo femminile, che ormai rappresenta qualcosa di palese e presente. E la dimostrazione è anche la direzione artistica affidata per il secondo anno consecutivo a Tiziana Rocca“. Un festival che, secondo il sovrintendente, riesce così a coniugare promozione culturale, sostenibilità e valorizzazione delle nuove energie creative.
La Sicilia è il cuore del festival
Alla domanda se Taormina possa aspirare a diventare una delle grandi capitali del cinema internazionale, Panebianco preferisce concentrarsi sull’identità della manifestazione. “Ogni festival ha le proprie peculiarità, i propri messaggi e la propria struttura”. Ma il filo conduttore resta uno. “Tutto questo può essere sintetizzato in un’attenzione alla Sicilia. La nostra Isola è tutto questo: è attenzione al futuro, attenzione al presente, con uno sguardo al passato”. Rimane chiara però una visione che guarda sempre avanti.
“Non dobbiamo avere il torcicollo guardando soltanto ai fasti del passato. Dobbiamo ragionare oggi per lanciare il festival nel futuro, un futuro che sicuramente è più radioso e che lo aspetta”.



