Futuro incerto per Palazzo Corvaja a Taormina, sospeso tra sogno e realtà. L’ex sede del parlamento siciliano potrebbe presto riaprire le sue porte dopo la ristrutturazione a cui il bene storico è stato sottoposto con interventi finanziati dalla Regione Siciliana nel 2019 ma la destinazione definitiva del palazzo rimane al momento un rebus. Palazzo Corvaja era stato destinato a suo tempo, dall’ex Amministrazione a sede del museo di Taormina, con una convenzione stipulata dall’allora sindaco Mario Bolognari con il Parco archeologico di Naxos-Taormina. Quell’iniziativa è stata poi stoppata dall’Amministrazione subentrata alla guida della città dopo le elezioni di fine maggio del 2023, tornata che ha visto il trionfo del sindaco in carica Cateno De Luca.
La casa municipale ha seguito le fasi che hanno portato al completamento del risanamento conservativo di Palazzo Corvaja ed ha integrato, inoltre, i fondi stanziati nel 2019 dalla Regione Siciliana (che ammontavano a poco più di Un milione di euro) con ulteriori somme necessarie a poter completare in termini ottimali il piano di rifunzionalizzazione del bene. Il cantiere è ormai in dirittura d’arrivo, le opere in agenda sono praticamente concluse.
Il Parco di Naxos-Taormina di recente ha, informalmente, sondato quello che potrebbe essere l’orientamento del Comune, una volta pronto alla riapertura di Palazzo Corvaja. I lavori, d’altronde, sono prossimi al traguardo e a breve l’edificio storico potrà finalmente riaccogliere l’utenza. Da Palazzo dei Giurati, tuttavia, l’Amministrazione del sindaco De Luca ed il primo cittadino in particolare ha confermato la volontà sulla destinazione d’uso prevista per Palazzo Corvaja con una risposta significativa: “Sarà sede del casinò di Taormina”. Così proprio De Luca ha confermato di voler portare avanti la battaglia sulla riapertura del casinò, nonostante sia opinione diffusa che la questione sia diventata una sorta di “missione impossibile“.
“Vogliamo la riapertura del Casinò a Taormina e vogliamo che questa cosa sia chiara a tutti – ha detto De Luca -. C’è un disegno di legge presentato dall’on. Francesco Gallo. Bisogna restituire alla Città di Taormina e ai taorminesi quello che è stato portato via con il furto, il torto, che la nostra città ha subito. E’ una ferita ancora impressa nell’anima della comunità e Taormina rivuole ciò che le spetta. E’ una battaglia che non riguarda solo Taormina ma la Sicilia e il Meridione, è una battaglia che va fatta. Diranno i soliti benpensanti che i casinò sono tutti in perdita ma è ovvio che una casa da gioco fallisce se lì si assume il figlio, il nipote dì, il consulente di o l’amante di. E’ ovvio che si fallisce, invece il casinò va gestito come un’azienda e ci sono le condizioni per prendersi questa responsabilità. Come avvenuto per la legge sullo sbaraccamento di Messina lavoreremo ai rapporti che sono necessari per questa proposta di legge e cercheremo le sponde per creare le condizioni necessarie per questa proposta di legge. La strategia di destagionalizzazione deve essere di alto respiro e passa anche da qui”.
E’ storia ormai ampiamente nota che in Italia esistono oggi solo quattro casinò legittimati ad operare, tutti al Nord Italia. All’estero, già a partire dai paesi confinanti come Slovenia, Croazia e Malta, il gioco è legalizzato e mentre si alza un muro contro la riapertura del casinò di Taormina, a pochi passi dall’Italia va in scena l’afflusso libero di giocatori che possono raggiungere facilmente le mete estere e giocare lì. A Taormina in tanti si sono rassegnati all’idea che il casinò non tornerà più e che ogni tentativo sia destinato a non sortire l’effetto sperato. La questione, d’altronde, torna periodicamente d’attualità ma la svolta era e resta lontana, anche perchè il governo Meloni vuole fare la lotta alla ludopatia e sbarra la strada all’ipotesi di nuove case da gioco. C’è poi il Nord che fa le barricate contro lo scenario di avviare altri casinò nel territorio nazionale.
De Luca, ad ogni modo, non molla e non rinuncia a questo obiettivo, una suggestione forse, di sicuro un Everest da scalare a mani nude, non solo per Taormina ma per qualsiasi altra località italiana che coltiva ambizioni in questo contesto. “Se ci fosse un gioco delle percentuali si potrebbe dire che rimane un 1% di possibilità o magari neanche quella. Ma Taormina ha subito uno scippo e quel torto va riparato”, ha rincarato la dose De Luca che prova a tenere accesa la fiammella della speranza che qualcosa possa cambiare.
Nel frattempo, aspettando il casinò, nell’immediato Palazzo Corvaja riaprirà con quale destinazione? E’ possibile che venga utilizzato magari per delle mostre di alto livello, che potrebbero essere previste a Taormina. Ma ad oggi non ci sono certezze in tal senso. Anzi un’altra cosa certa già c’è: è stato escluso anche lo scenario di un ritorno in questo palazzo del Servizio Turistico Regionale (l’ex Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo), che per tantissimi anni e sino all’ottobre 2019 aveva sede qui e che poi è stato trasferito nella sede provvisoria a Giardini Naxos, presso i locali uffici del Str di Naxos.