Si è svolta questa mattina la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti, presso il Complesso Monumentale dello Steri, a Piazza Marina, a Palermo. Tra i presenti anche il presidente della Regione Renato Schifani.
Torna il sereno tra la Regione e la Corte dei Conti. Schifani: “Clima di collaborazione”
Il capo della Procura regionale presso la sezione giurisdizionale per la Regione siciliana, Pino Zingale ha evidenziato come “l’annosa vicenda dei rendiconti generali della Regione Siciliana sembra ormai avviarsi a definizione dopo vari gradi di giudizio e persino l’intervento della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale, con un sostanziale risanamento dei conti pubblici regionali, circostanza che sembra avere anche contribuito ad un rasserenamento nei rapporti talora eccessivamente e reciprocamente conflittuali tra amministrazione attiva e controllo“.
Una mano tesa in segno di collaborazione stretta e rilanciata anche dal presidente della Regione Renato Schifani: “La considerazione del procuratore Pino Zingale mi fa piacere perché mi trova d’accordo. Il clima di collaborazione da parte della Regione c’è sempre stato. Ci sono stati momenti di tensione, li consideriamo allo stato attuale archiviati. Noi siamo sempre disponibili e pronti a collaborare e a fornire tutte le delucidazioni alla Corte dei Conti, nel rispetto rigido dei conti. Si è avviato finalmente positivamente il periodo delle parifiche che erano bloccate sin dal 2020 Questo è un buon viatico nella logica di un contraddittorio naturalmente chiaro e trasparente. Questo ci consentirà, speriamo, nei tempi giusti previsti dalle procedure, di poter fruire operativamente di disponibilità finanziarie che sono all’interno delle casse della Regione, ma che necessitano naturalmente della, chiamiamola, vidimazione del controllo opportuno della Corte dei Conti. Oggi è un evento importante al quale non sono mai mancato Grande rispetto per la magistratura contabile, è un organo di rango costituzionale che esercita un controllo importante sui conti pubblici ed è una funzione di garanzia per i cittadini e per la correttezza della spesa pubblica”.
La relazione di Zingale: “Tanti illeciti in enti e società della Regione”
In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario è stata presentata la relazione del capo della Procura regionale presso la sezione giurisdizionale per la Regione Siciliana Pino Zingale.
Sono state 167 le persone citate a giudizio nel 2025 dalla Procura regionale della Corte dei Conti per la Regione siciliana per un danno complessivo di 16.986.397,68 di euro, contestato nelle 88 citazioni depositate. Il procuratore segnala tre casi “di particolare rilievo sul piano della giurisdizione, per le quali, al fine di sgombrare ogni dubbio sulla potesta iudicandi del giudice contabile, la stessa Procura ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione innanzi alla Corte di cassazione e si è in attesa delle relative pronunce“. Il primo riguarda il risarcimento del danno di 307.844,14 euro “relativo alla gestione arbitraria di immobili confiscati alla mafia, in assenza di titolo legittimante e con finalità del tutto estranee a quelle volute dalla legge“. Il secondo atto di citazione per 403.416,69 euro “riguarda la gestione dei fondi dell’otto per mille da parte di un vescovo di una Diocesi siciliana“, risorse “utilizzate per fini personali“.
La questione giuridica “più rilevante attiene senza dubbio alla sussistenza della giurisdizione contabile, avversata dalla controparte muovendo sostanzialmente dalla indipendenza e sovranità della Chiesa, che impedirebbero qualsivoglia forma di controllo ovvero ingerenza da parte di organi dello Stato – dice il procuratore Zingale – Inoltre, la controparte ha sostenuto che, in caso di sviamento di risorse, l’unico soggetto ad essere realmente danneggiato sarebbe proprio la Chiesa, destinataria di risorse attribuite secondo il peculiare schema procedurale dell’otto per mille. Si tratta, a ben vedere, di argomentazioni ritenute prive di fondamento dall’ufficio del pubblico ministero, attesa la provenienza statale dei fondi in questione“.
Infine, con atto di citazione, aggiunge il procuratore “si è chiesto il risarcimento di un danno di 122.799.553,62, di euro conseguente alla stipulazione di contratti cosiddetti derivati; la Procura, anche in questo caso, ha presentato ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione con riferimento alla posizione della banca che, nella prospettazione accusatoria, si era sostanzialmente sostituita nell’effettuazione delle scelte proprie dell’ente pubblico. Anche per questa fattispecie si è in attesa delle decisioni della Suprema Corte regolatrice“.
E’ nel “variegato mondo degli enti regionali, incluse le società partecipate” che si continua a verificare “un numero significativo” di illeciti, un trend che non si arresta. E tra l’altro enti e società, sia a livello regionale sia a livello di enti locali, “rappresentano una delle cause principali determinanti la criticità dell’intera gestione finanziaria del socio pubblico e della tenuta dei conti“. Ha evidenziato Zingale, che ha aggiunto come “la reiterata richiesta di questa Procura e, in passato, delle stesse Sezioni riunite regionali della Corte per l’istituzione di una sezione regionale di controllo sugli enti regionali continua a non trovare ingresso nelle sedi legislative competenti, con grave vulnus dello stesso statuto regionale siciliano, in un periodo nel quale il legislatore nazionale manifesta un chiaro orientamento verso una maggiore valorizzazione della funzione di controllo costituzionalmente intestata a questa Corte“, osserva il procuratore regionale.
Sono state 1.752 le istruttorie aperte dalla Procura nel 2025, a fronte delle 2.249 dell’anno precedente. “La contrazione è dovuta al fatto che, con un atto di indirizzo, ho ritenuto di allineare la Procura regionale della Corte alla posizione assunta da parecchie Procure della repubblica, e prima fra tutte quella di Palermo, in ordine agli anonimi, che in numero sempre maggiore pervenivano a questo ufficio, emanando una direttiva di coordinamento per la quale gli esposti in forma anonima, dei quali non sia possibile determinare gli specifici contenuti della fattispecie e, comunque, la provenienza, vengono immediatamente archiviati“, spiega Zingale. Depositati 103 inviti a dedurre, per un importo complessivo di presunto danno erariale per 20.795.184,24 di euro.
“Mai come in questo momento di palpabili tensioni istituzionali si avverte la necessità di una magistratura autorevole, qualificata, equilibrata, focalizzata sulla tutela dei diritti, rigorosa ma mai autoreferenziale se pur tesa alla difesa delle proprie prerogative costituzionalmente stabilite. Non deve sfuggire a chi è chiamato a far rispettare la legge che è proprio dalla legge che derivano le proprie funzioni, i propri poteri e, non disgiunti, i connessi doveri di terzietà e sobrietà, in perfetta aderenza alla cultura della giurisdizione che ha nel proprio dna la repulsione per sterili contrapposizioni con gli altri poteri dello Stato al cui esercizio è essa stessa funzionale e di supporto e garanzia“.
Zingale ha aggiunto: “Ciò vale, a maggior ragione, per la magistratura della Corte dei conti, giudice da sempre proiettato non solo a reprimere l’illecito ma anche a garantire l’attività dei tanti che all’interno della pubblica amministrazione si impegnano con senso del dovere, attraverso quel particolare disegno voluto dai padri costituenti che in capo ad un unico organismo hanno voluto intestare la funzione di controllo anche collaborativo e quella della giurisdizione in materia di contabilità pubblicai“.
Carra: “Vicini ai cittadini colpiti da frana Niscemi e ciclone Harry”
“Oggi, in questa terra di Sicilia, non possono lasciarci indifferenti i recenti incresciosi accadimenti dovuti a catastrofi naturali che hanno interessato i cittadini del Comune di Niscemi e tutti quelli travolti dal ciclone che ha flagellato la costa orientale dell’Isola; le immagini di un intero paese letteralmente sull’orlo del baratro ci stringono ai suoi abitanti, ai quali va il pensiero e la vicinanza nostra e di tutte le istituzioni che, invero, si sono mosse con apprezzabile celerità (sia a livello regionale, comunale e della protezione civile) per sopperire alle necessità immediate dei cittadini che hanno perso oltre ai beni materiali un pezzo della propria vita e dei ricordi“. Ha detto la presidente della sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione Siciliana, Anna Luisa Carra, nella sua relazione alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario della magistratura contabile.
“Non ho accennato a questi episodi per retorica o sentimentalismo, ma perchè in queste circostanze emerge plasticamente il ruolo che la Costituzione affida alla Corte dei conti e che deve orientare come una bussola ogni magistrato contabile, ovvero essere sempre il garante della sana gestione finanziaria delle risorse pubbliche e del buon andamento dell’azione amministrativa – ha aggiunto – sia a attraverso le funzioni di controllo, focalizzate sugli atti e sulle gestioni pubbliche nella loro dimensione oggettiva che con l’esercizio della giurisdizione, al fine di ripristinare le risorse pubbliche depauperate dalle condotte e dai comportamenti soggettivi di chi svolge l’attività di amministrazione e di gestione delle stesse“.
“La magistratura in generale, in tutte le sue articolazioni, subisce quasi quotidianamente pesanti ed inaccettabili attacchi al proprio operato – anche a livello di singoli magistrati – attacchi che non h anno risparmiato in tempi recenti neppure la Corte dei conti. Tengo a ribadire anche in questa sede quanta affermato dal presidente della Corte – ha detto – Se nei cittadini si insinua, quotidianamente, il sottile convincimento di non poter confidare in un sistema-giustizia che è presidio e tutela dei diritti dei più deboli si corre il rischio – specialmente in territori tradizionalmente intrisi da criminalità organizzata – che ci si rivolga ad altre, ritenute più efficienti compagini non istituzionali. Auspico, pertanto, che la stampa libera ed i social media avvertano con estrema responsabilità il peso dell’ineliminabile servizio di informazione che sono chiamati a svolgere in un paese democratico“.
Nella sua relazione di apertura dell’anno giudiziario in Sicilia, la presidente della Sezione giurisdizionale della Corte dei conti per la Regione, Anna Luisa Carra, ha criticato la riforma dell’istituto della responsabilità amministrativa per danno erariale e delle stesse funzioni della Corte. “Il vero scopo delle norme appare consistere non già in un effettivo potenziamento delle finalità del controllo preventivo o dell’apporto consultivo della Corte, per migliorare la qualità degli atti ed impedire che nell’ordinamento vengano immessi provvedimenti non conformi a legge o privi di copertura finanziaria, bensì quello di creare dei cosiddetti ‘lasciapassare’ per l’esonero della responsabilità amministrativa, il cui ridimensionamento, sotto tutti i profili, sostanziali ed organizzativi, si appalesa quale ‘fil rouge’ di tutta la riforma“. Inoltre per Carra “gli indici sintomatici della ‘colpa grave’ sono di difficile individuazione” e “si rischia di amplificare gli elementi di incertezza, anziché risolverli“.





