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Treni Sicilia- Roma, Trenitalia smentisce tagli ma si riaffaccia l’incubo dell’isolamento

giovedì 7 Settembre 2017
ferrovie
Il treno dei desideri

Non ci sarà nessuna cancellazione, i treni verranno solo rimodulati“. Così Trenitalia replica alle voci che hanno gettato nello sconforto gli utenti per la paventata soppressione dei treni Intercity notte che collegano la Sicilia con Roma. Il chiarimento è arrivato anche se, sullo sfondo, non tramonta la paura di nuove soppressioni alle corse notturne e più in generale di un ulteriore dimezzamento ai collegamenti tra l’isola e la capitale.

Nei giorni scorsi i sindacati avevano evidenziato due possibili gravi conseguenze della soppressione dei treni: la prima in termini di continuità territoriale e la seconda sul fronte della ricaduta occupazione, sia del personale dei treni che degli addetti alla navigazione. Non si tratta non solo di una questione di mobilità, secondo i sindacati, ma anche di dignità del popolo siciliano.

L’incubo dell’isolamento è un tarlo che racchiude al proprio l’inaccettabile vergogna di un Mezzogiorno e di un’area dello Stretto, quindi non solo la Sicilia ma anche la Calabria, che non può continuare ad essere penalizzato e vessato da tagli e limitazioni dei servizi pubblici. A quanto pare, la principale società che gestisce il trasporto ferroviario in Italia starebbe pensando, con il Ministero dei Trasporti, a una rimodulazione dei convogli che collegano la Sicilia con il resto della Penisola, di fatto cancellando due linee: dalle quattro corse attuali (due Intercity notte Roma-Sicilia e due Sicilia-Roma) a due corse giornaliere. A motivare la scelta, ancora al vaglio del Ministero, l’utilizzo più razionale delle risorse pubbliche: i treni non sarebbero mai pieni, eccetto che in alcuni giorni particolari, anzi, talvolta viaggerebbero con più della metà dei posti vuoti.

La rimodulazione prevederebbe l’accorpamento di due treni in un unico convoglio con più vetture, che raggiungerebbe, quindi, la capienza di 792 posti sufficienti a soddisfare la domanda. Nei periodi di maggiore affluenza, come le festività natalizie, in accordo con il Ministero dei Trasporti, Trenitalia garantirebbe “un’offerta straordinaria ad hoc”.

La questione intanto, oltre le rassicurazioni che arrivano, preoccupa l’intera Area dello Stretto, dal versante di Messina a quello della Calabria. “Se confermate le soppressioni previste da Trenitalia per alcune coppie di treni, da Roma per la Sicilia e viceversa, a far data dal 1 Ottobre 2017, saremmo nuovamente alla politica del disinteresse e dell’isolamento, non solo della Sicilia ma bensì anche della Calabria“, afferma in una nota il Segretario Generale FastConfsal Calabria,Vincenzo Rogolino.

Infatti i treni in questione sarebbero Treni IC Notte, più segnatamente due coppie di treni pari e dispari (1954/56/57/55 tratta Sicilia) (1956/1959 tratta Calabria) con grave nocumento per la ricaduta occupazionale e per il conseguente isolamento delle due regioni meridionali. Il Governo nazionale e regionale devono cambiare rotta e, con i Contratti di servizio, rivedere l’eventuale programmazione di soppressione. Trenitalia, quale SpA, fa i conti con il mercato regolandosi di conseguenza, è la classe politica a dover assumere le iniziative idonee acchè il territorio meridionale non rimanga isolato dal resto dell’Italia. Bene hanno fatto le Segreterie regionali Sicilia della Fast/Confsal, dell’Ugl e dell’Orsa a proclamare le procedure di raffreddamento finalizzate a promuovere azioni di lotta a difesa del territorio e delle maestranze, che inevitabilmente sarebbero coinvolte dal punto di vista occupazionale, infatti ad essere interessati non sarebbero i soli ferrovieri ma anche il settore dell’indotto ferroviario quali i lavoratori degli Appalti FS”.

Nel caso di conferme, auspichiamo che la categoria dia una immediata risposta, promuovendo al pari Sicilia e Calabria, azioni di dura lotta sindacale mirata a fare cambiare atteggiamento al Governo nazionale. Alla classe politica un invito a non disinteressarsi ulteriormente e a rispondere con un colpo di reni a tali iniqui provvedimenti, che si vanno ad aggiungere a quanto già accaduto al mondo del trasporto aereo“.

La continuità territoriale agita, insomma, una battaglia che unisce le due sponde dello Stretto per difendere l’orgoglio e la dignità di una popolazione che si oppone all’ennesimo, eventuale, scippo.

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