Undicenne aggredisce professore a San Vito Lo Capo. Valditara: “Serve una grande alleanza con i genitori”
Redazione
sabato 30 Maggio 2026
Giuseppe Valditara
“Le prime testimonianze ci lasciano pensare che anche questo ragazzino sia stato spinto ad aggredire. E quello che ho letto nei commenti sulle chat che questo ragazzo frequentava, lo invitavano proprio a uccidere”. Così il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, a ‘Diario del giorno’ su Rete 4.
“E’ importante che i genitori ci aiutino – aggiunge – Non regalate il cellulare ai bambini. Spesso e volentieri capita a bambini di 6-7-8 anni che hanno il cellulare in mano e che vengono lasciati soli. C’è bisogno di questa grande alleanza, la scuola che sta facendo la sua parte”.
Valditara ha poi sottolineato che nell’anno scolastico 2023-24 ci sono state “72 aggressioni ai docenti, quest’anno scolastico sono state 52. Quindi c’è comunque il dato positivo di una diminuzione, però ci sono tanti episodi che preoccupano e questa alleanza è fondamentale”.
Il preside della scuola: “Grande freddezza dell’insegnante”
“E’ un alunno diciamo un po’ taciturno ma socializzava coi suoi compagni ,non c’erano segnali, assolutamente. Il ragazzo è arrivato, penso con qualche minuto di ritardo. È andato in bagno. Si è cambiato, ha preso un caschetto dove si può montare una piccola telecamera sulla fronte. E’ andato in classe, ha aggredito il docente, che ha mostrato molta freddezza nell’affrontare il ragazzo e a bloccarlo”.Lo ha detto, in una intervista su una rete televisiva siciliana, Alberto Ruggirello preside dell’istituto Enrico Fermi di San Vito Lo Capo, la scuola dove un undicenne ha provato ad accoltellare il professore in diretta video su un canale Telegram.
Il professore aggredito: “Secondo me è stato adescato “
“Secondo me è stato adescato”.Ne è convinto il professore dell’istituto di San Vito Lo Capo che ieri è stato aggredito da un 11enne che ha tentato di accoltellarlo mentre era in diretta sui social, ribadendo di non voler esprimere giudizi ma di voler “capire prima il motivo del perché l’ha fatto”.
Il ragazzino, ha raccontato in un’intervista al Tg5, “è arrivato dieci minuti in ritardo ed è entrato direttamente per aggredirmi. Non so se sono io la vittima o se lui voleva aggredire un professore qualunque”. Dell’11enne, il docente dice che è un “ragazzo estremamente fragile, timido, che vive una situazione familiare estremamente particolare”.
Il professore, inoltre, non crede che dietro il gesto ci sia un brutto voto. “Risale a tanti mesi fa e tra l’altro lui l’aveva recuperato”.Per questo ritiene che possa essere stato adescato.
“All’inizio ho pensato a uno scherzo, poi quando l’ho visto venirmi incontro con due coltelli ho capito che faceva sul serio. L’ho bloccato e ho chiesto aiuto. I colleghi che erano in altre aule sono accorsi e l’hanno disarmato”.Così il professore racconta quanto è accaduto venerdì scorso.
“Non aveva mai mostrato un’indole violenta, era bravo a scuola, aveva rapporti buoni con i compagni. Credo che il problema sia la fragilità, anche determinata da situazioni familiari non facili, che certi ragazzi hanno. Non ce l’ho con lui – conclude – Piuttosto sono preoccupato per lui”.
Interrogato il ragazzino dalla procuratrice per i minorenni di Palermo
Claudia Caramanna
E’ stato sentito per ore dalla procuratrice dei minori di Palermo Claudia Caramannae da un’equipe di psicologi, in un luogo protetto, in una caserma dei carabinieri, il ragazzino di 12 anni già compiuti (e non 11, come si era appreso) che, ieri, ha tentato di accoltellare un professore di tecnologia prima che cominciassero le lezioni, in una scuola del Trapanese.
Davanti ai magistrati il ragazzino non avrebbe mostrato alcun pentimento per il suo gesto che era stato programmato nei particolari nei giorni precedenti e annunciato, seppure con post solo allusivi, sul suo profilo Tik Tok.
Gli investigatori sono convinti che si stata una “strage sfiorata” e hanno sequestrato tutti i dispositivi elettronici in possesso dello studente che, venerdì mattina, prima di entrare in classe si è cambiato in bagno, ha indossato un caschetto da bici su cui ha incastrato una telecamera go-pro con la quale ha fatto una diretta Telegram della tentata aggressione. Anche la diretta era stata annunciata su Tik Tok.
Smentita la tesi che dietro l’aggressione ci fosse una challenge social. E’ certo, però, che alcuni dei contatti del 12enne, che in 24 ore ha raddoppiato i follower, fossero al corrente delle sue azioni.
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