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L'esponente di FI chiama in causa il sindaco

Caos nella V Circoscrizione di Palermo, mozione di sfiducia contro Aiello: firma anche la Lega 

lunedì 13 Aprile 2026
V Circoscrizione di Palermo

Il mare della politica palermitana si fa sempre più mosso. E’ stata presentata questa mattina una mozione di sfiducia nei confronti del presidente della V Circoscrizione di Palermo Andrea Aiello. Un atto firmato da cinque consiglieri. Tre del PD (Salvo Altadonna, Concetta Di Prima e Davide Grasso), uno del M5S (Simona Di Gesù) ma soprattutto uno della Lega, ovvero Marco Figuccia. Fratello della capogruppo del Carroccio al Comune di Palermo. Fatto che conferma l’esistenza di alcune frizioni all’interno del centrodestra locale. Pronta la replica dello stesso Andrea Aiello: “Chiedo al sindaco di chiarire la posizione della Lega su questa vicenda. Tuttavia, se i cinque consiglieri si dimettono dal loro incarico, allora lo farò anche io. Altrimenti è demagogia“.

Mozione di sfiducia contro Andrea Aiello: i motivi

Una mozione “presentata per analogia rispetto a quanto è in uso per la figura del sindaco e in linea con i recenti pareri dell’assessorato agli enti locali della Regione Siciliana“. Il riferimento è un parere già rilasciato dall’ente regionale su richiesta del presidente del Consiglio Comunale di Catania su quanto accaduto al IV Municipio del capoluogo etneo. Le accuse mosse dai firmatari riguardano una presunta inerzia dello stesso Aiello. Del quale, scrivono i firmatari, “non risultano più di 10 presenze nel quadriennio fin ora trascorso e che dette presenze si riferiscono alla sporadica presenza di membri della Giunta Comunale“.

Altadonna (PD): “V Circoscrizione inesistente per l’Amministrazione”

A spiegare le ragioni di questa azione politica è l’esponente del PD Salvo Altadonna. “Riteniamo che sia ora di iniziare una campagna di informazione reale su come è stata gestita la V Circoscrizione in questi anni. Dal decentramento, mai realizzato e su cui il presidente non ha mai preso posizione, all’assenza degli assessori in aula, andati ovunque tranne che qui. Abbiamo la sensazione che la V Circoscrizione sia inesistente per l’attuale Amministrazione“.

Figuccia (Lega): “Decisione sostenuta dal partito”

Parole seguite dal commento della capogruppo della Lega al Comune di Palermo Sabrina Figuccia. “Tale mozione, oltre a recare le firme delle componenti dell’opposizione, vede anche quella del consigliere circoscrizionale della Lega. Accolgo questa notizia con grande dispiacere. Si tratta infatti di una coalizione e di un Presidente che abbiamo sostenuto con convinzione, contribuendo attivamente alla sua elezione anche attraverso il nostro rappresentante, eletto con quasi mille preferenze. Un risultato che testimonia il radicamento e il ruolo determinante della Lega in questo territorio”.

Tuttavia – aggiunge Sabrina Figuccia -, non posso che sostenere questa decisione maturata a seguito di una crescente mancanza di partecipazione nei processi decisionali, di condivisione delle scelte e di un utilizzo del ruolo di Presidente percepito come esclusivo e autoreferenziale. Questa modalità di gestione non appartiene alla nostra visione politica e amministrativa. Per tale ragione, la sottoscrizione della mozione rappresenta per noi un atto volto a segnare con chiarezza una presa di distanza da un modo di interpretare un ruolo istituzionale così importante, che dovrebbe invece fondarsi sul dialogo, sulla collaborazione e sul rapporto costante con la comunità“.

Aiello chiede spiegazioni al sindaco Lagalla

A replicare a quanto avvenuto questa mattina è il diretto interessato, ovvero il presidente Andrea Aiello. L’esponente di Forza Italia sottolinea lo strano asse PD-M5S-Lega. Questione sulla quale ha chiesto un intervento diretto del primo cittadino. “Ho posto la questione al sindaco Roberto Lagalla rispetto all’atteggiamento e all’azione della Lega mossa nei miei confronti. Un partito che al Comune di Palermo è in maggioranza ma che nel mio territorio condivide decisioni con PD e M5S. Sulla mozione di sfiducia, ho chiesto un parere al segretario generale di cui attendo riscontro. Tuttavia, se i cinque firmatari sono disposti a dimettersi, lo farò anche io. Altrimenti, stiamo parlando di demagogia“.

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