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Il quadro politico

Vannacci tenta l’assalto in Sicilia: il muro palermitano e lo “scudo Scarpinato” 

giovedì 25 Giugno 2026

Si entra nel vivo della fantapolitica. Dopo aver a lungo parlato delle contrattazioni e dei problemi di leadership all’interno del campo largo e delle fitte interlocuzioni tra le varie forze del centrodestra, con Sud chiama Nord e Democrazia Cristiana che potrebbero incarnare due tasselli fondamentali all’interno di un quadro ad oggi più confuso che nitido, l’attenzione adesso si sposta anche fuori dai confini regionali. Se la Sicilia rispetto al resto d’Italia presenta caratteristiche e fisionomie differenti, con la presenza di forze poco presenti o nulle sullo scenario nazionale, come gli stessi ScN e DC, ma anche Mpa o Controcorrente, per portare qualche esempio, l’Isola non può restare comunque esclusa o indifferente a ciò che accade tra le mura del Parlamento romano.

Futuro Nazionale di Roberto Vannacci potrebbe infatti rappresentare una novità assoluta alle prossime regionali del 2027. Per aspirare al superamento della soglia di sbarramento del 5% o ad un risultato ancor più ambizioso, però, il capoluogo siciliano resta, tra le nove province, quella più ghiotta. L’ostacolo principale del generale sarebbe uno: Francesco Paolo Scarpinato. 

Lo “scudo Scarpinato”

Un sottile filo rosso unisce Roberto Vannacci e Francesco Paolo Scarpinato: il mondo militare. L’area professionale di provenienza è l’unico elemento di congiunzione tra i due e tale resterà. Possibili voci che si sono rincorse nelle ultime ore e che vedrebbero un avvicinamento tra le due parti non corrisponderebbero alla verità. L’assessore regionali ai Beni culturali, meloniano delle prima ora, rappresenta un bacino importante di voti a Palermo e provincia, catalizzando le preferenze provenienti da forze dell’ordine e forze armate. 

Scarpinato è uno dei volti di spicco tra le fila di Fratelli d’Italia, a cui vanno riconosciuti i risultati elettorali raggiunti in ogni tornata, sfiorando il seggio al Senato alle ultime nazionali, ma anche la costituzione del primo gruppo consiliare di FdI nel capoluogo siciliano. Maresciallo dell’Esercito e da inizio legislatura nella squadra di governo del presidente Schifani, da avvio 2023 alla guida dell’assessorato ai Beni culturali con diversi risultati conseguiti e di cui ha sempre rivendicato la paternità. Tra gli esempi l’apertura del Tempio di Segesta dopo 20 anni del Villino Favaloro con il primo museo della fotografia, il restauro del casolare di Peppino Impastato e aperto alla pubblica fruizione dopo 25 anni o il vincolo dell’albero di Borsellino o ancora il memoriale di Portella della Ginestra.

Interventi importanti in un assessorato con ampio raggio di azione, oltre che strategico per una terra ricca di storia e tradizioni come la Sicilia, ma spesso sottovalutato, come i governi del passato ci hanno insegnato. Un profilo certamente appetibile per Vannacci e per Futuro Nazionale, ma che potrebbe restare un sogno irrealizzabile. Ad oggi le porte sono chiuse e blindate.

Futuro Nazionale non sfonda a Palermo

Le crepe e le criticità del centrodestra siciliano non sono certo un segreto. La possibilità che la coalizione possa presentarsi spaccata alle regionali del 2027 e con più di un candidato non è poi un’idea così remota e impossibile. I tempi per affermarlo, però, ad oggi, sono fin troppo maturi. Una certezza però c’è: in un quadro ricco di incognite è pronta ad aggiungersene un’altra. Futuro Nazionale potrebbe essere quella scheggia impazzita pronta a spezzare per l’ennesima volta gli equilibri, anche se dovrà fare i conti, almeno a Palermo e provincia con Scarpinato, catalizzatore del consenso dettato degli uomini in uniforme.

I prossimi mesi saranno determinanti. La domanda sorge così spontanea: il generale Vannacci riuscirà ad affondare le proprie radici in Sicilia così come sta avvenendo proprio in queste settimane nel resto d’Italia? 

Fratelli d’Italia e Lega, in particolar modo, tremano. I sondaggi nazionali attesterebbero il nuovo astro nascente già intorno al 6%, pronto ad insediare il Carroccio. E nell’Isola? A fine maggio il generale è stato protagonista di un mini tour che in quattro giorni ha visto coinvolte le città di Catania, Caltanissetta, Palermo, Milazzo e Messina. I risultati non si sono fatti attendere e i tesserati sarebbero già 5mila, tra ex Alleanza Nazionale, Msi, leghisti e movimenti locali, con grande partecipazione registrata soprattutto nel Siracusano. Tra i nomi si parla e si registrano l’attuale referente Roberto Puleo, ex dirigente palermitano di Msi, An e della Destra di Storace, gli etnei Marco Tanasi e Salvatore Stefio, dal Trapanese Michele Rallo e l’ex presidente dell’Ars Nicola Cristaldi, mentre nel Palermitano l’avvocato Enrico Sanseverino. 

E non sono mancati anche deputati regionali. Attualmente ci sarebbero dei sondaggi, ma ancora nulla di ufficiale. Vannacci ha intenzione di estendersi a macchia d’olio in tutta la Sicilia. Ad oggi l’operazione, soprattutto a Palermo appare più complessa ed uno degli ostacoli è proprio Scarpinato, col quale si contenderebbe un bacino di voti non indifferente. Un legame difficile da spezzare quello tra l’assessore e i suoi elettori, ormai consolidato negli anni.

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