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Vertenza Ksm: esito negativo. L’azienda può licenziare i 524 dipendenti

lunedì 17 Luglio 2017

Si è chiusa negativamente la vertenza che riguarda il destino dei 524 lavoratori della Ksm, 516 vigilantes e 8 amministrativi. Durante il vertice decisivo di oggi tra azienda e sindacati, tenutosi presso i locali del Centro per l’impiego di Palermo, non è stato trovato nessun accordo. Da domani la società di proprietà della famiglia Basile potrebbe cominciare a licenziare.

La speranza, tuttavia, è l’ultima a morire visto che un nuovo incontro è stato fissato per giovedì 20 luglio su iniziativa del dott. Giovanni Salerno, che in nome e per conto dell’assessore regionale al Lavoro, Carmencita Mangano, ha manifestato la volontà della Regione e del Ministero di istituite un tavolo regionale per addivenire ad una soluzione.

I sindacati hanno rigettato la proposta formulata negli incontri precedenti dall’istituto di vigilanza. Filcams Cgil e Fisascat Cisl hanno ribadito la loro netta contrarietà. Ed anche la Uiltucs, che negli ultimi giorni aveva lasciato aperto qualche spiraglio di mediazione, ha detto no. Troppi i sacrifici chiesti. A cominciare dalla rinuncia alla quattordicesima mensilità alla riduzione dei permessi retribuiti da 140 a 25 ore annue, all’abbattimento delle sole maggiorazioni per lavoro straordinario, domenicale, spostamento riposo, rischio al 50% di quelle contrattuali.

Sacrifici che comunque non avrebbero garantito il mantenimento di tutti i livelli occupazionali, ma soltanto la riduzione degli esuberi. Centocinquanta dipendenti, infatti, avrebbero comunque perso il posto di lavoro. E’ stato questo uno dei motivi per i quali le organizzazioni sindacali avevano considerato tali condizioni sin da subito irricevibili, anche di fronte ad alcune garanzie fornite loro da Ksm, come: il diritto di precedenza all’assunzione nelle aziende del gruppo su tutto il territorio nazionale, il diritto di prelazione al rientro presso la sede di origine, un’integrazione economica a partire dal 13° mese di naspi e l’utilizzo ai fini della graduatoria del requisito della prossimità alla pensione.

“Sin dal primo incontro di esame congiunto abbiamo fatto presente che la proposta dell’azienda, con 150 licenziamenti oltre le importanti deroghe richieste al Ccnl, era irricevibile”, spiega Salvo Leonardi, segretario generale Filcams Cgil Sicilia. “Avevamo messo in conto un eventuale esito negativo della procedura – prosegue – ma non ci aspettavamo una chiusura come quella mostrata oggi dalla Ksm. Nonostante la nostra proposta di coinvolgere le strutture nazionali e la disponibilità dell’Assessorato regionale al lavoro di realizzare un tavolo tecnico per il pomeriggio di giovedì, l’azienda ha ritenuto ogni proposta avanzata per scongiurare i licenziamenti non utile a risolvere le problematiche legate alla crisi economica della Ksm”.
“Una procedura illegittima come questa – conclude il sindacalista della Cgil – non poteva che chiudersi con un esito negativo. Siamo pronti a tutelare i diritti dei lavoratori che dovessero ricevere la lettera di collocazione in mobilità, mettendo a disposizione i nostri legali. Purtroppo non rimangono che le vie legali”.

“Abbiamo accolto con rammarico e disappunto la posizione di totale chiusura dell’azienda rispetto alla disponibilità del ministro Poletti, a cui avevo personalmente chiesto un intervento, e a quella dell’assessore al lavoro della Regione Siciliana, per trovare soluzione alternative. Ksm non ha raccolto il nostro inviato a rinviare l’incontro di oggi e ha comunque chiesto di definire l’iter con verbale negativo”. Ha detto Mimma Calabrò, segretario regionale della Fisascat Cisl. “Confidiamo comunque su questo tavolo – aggiunge – perchè è impensabile che si facciano licenziamenti o deroghe pesantissime al contratto collettivo che darebbero il colpo di grazie ad un settore in grande crisi”.

Anche la Uiltucs, guidata da Marianna Flauto, esprime “rammarico per l’esito, abbiamo chiesto il ritiro dei licenziamenti e la disponibilità alla mobilità volontaria e ai prepensionamenti incentivati, ma l’azienda non ha espresso disponibilità in tal senso, dunque l’esito negativo è stato inevitabile. Siamo molto preoccupati, ci auguriamo che l’azienda prima di  partire con i licenziamenti aspetti la realizzazione del tavolo istituzionale. Siamo convinti che un serio impegno politico possa aiutare a ripristinare, in questo settore, condizioni di regolarità contrattuale e normativa e contribuisca a intervenire sui bandi affinché non si aggiudichino le gare al massimo ribasso a tariffe molto più basse rispetto al costo del lavoro previsto dalle tabelle ministeriali. La Regione dovrebbe intervenire e implementare il personale degli uffici ispettivi per fare partire i controlli in tutte quelle imprese che si aggiudicano gli appalti  a tariffe troppo basse”.

I Cobas, oltre a opporsi ai licenziamenti, denunciano il comportamento “discriminatorio e antisindacale della Ksm e delle altre OO.SS. – scrive in una nota Maurizio Galici che hanno negato ai lavoratori non sindacalizzati e ai lavoratori Cobas il diritto di rappresentare i propri interessi”, poichè non sono stati ammessi all’incontro.

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