“I soggetti fragili, distinti in 5 categorie individuate dall’Asp, avranno l’acqua. Chiameranno o faranno richiesta fisicamente e a loro sarà possibile inviare le autobotti del Comune, di Aica o dei volontari di Protezione civile”. Lo ha reso noto Salvo Cocina, dirigente della Protezione civile regionale a conclusione del vertice in Prefettura sulla situazione del rione di Maddalusa ad Agrigento dove i circa 2 mila residenti non hanno più da 2 mesi le forniture idriche, garantite con autobotte, perché vivono da 60 anni in case abusive e non sanabili visto che furono costruite in zona “A” del Parco archeologico Valle dei Templi, quella ad inedificabilità assoluta.
“Il sindaco istituirà il centro operativo comunale, che avrà l’assistenza della Protezione civile del Comune, l’assistenza sociale sempre del Comune e dell’Asp per la parte sanitaria, che è quella che individua i soggetti fragili – spiega Cocina -. Il mio dirigente esaminerà le richieste che arriveranno di volta in volta. I cittadini dovranno però auto-dichiarare di far parte di una delle 5 categorie individuate dall’Asp e dal tavolo tecnico. Si tratta di ultrasettantacinquenni, bambini da 0 a 5 anni, allettati, invalidi al 100% e invalidi con accompagnamento. A queste categorie, dopo aver fatto richiesta al Coc, arriverà l’acqua”.
Il provvedimento sarà valido per circa tre mesi, fino alla fine della stagione estiva. “E’ una misura transitoria, fino a quando non verranno trovate le soluzioni definitive, nel rispetto della legge”, aggiunge Cocina. E chi non rientra in queste 5 categorie “deve rispettare la legge, rimane senza acqua – spiega il dirigente- . Le case sono abusive e quindi resteranno senza acqua”.
Durante il vertice in Prefettura, alla presenza anche dell’assessore regionale Francesco Colianni, è stata decisa la tutela di queste 5 categorie.
Per tutti gli altri, che vivono in case senza titoli e che non possono essere sanate, dovrà essere trovata una soluzione dalla politica.




