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Violenza di gruppo, minorenne torna in carcere: trasferiti gli altri indagati

giovedì 24 Agosto 2023
foto di repertorio

Torna in carcere il minorenne accusato, insieme ad altri sei ragazzi, della violenza di gruppo ai danni di una 19enne avvenuta il 7 luglio scorso a Palermo.

Alla base della decisione del Gip del tribunale di Palermo di rimandare in carcere R.P. pare che il ragazzo, che il 7 luglio era ancora minorenne, mentre era in comunità
abbia violato le prescrizioni. Queste circostanze avrebbero indotto il magistrato a ritenere che il giovane sia lontano dall’aver compiuto una “rivisitazione critica” del suo
comportamento, cosa che aveva permesso inizialmente l’affidamento a una comunità.

L’arrestato, dopo l’interrogatorio di garanzia, era stato collocato in un centro d’accoglienza per i minori. Adesso sarà rinchiuso nel carcere Malaspina di Palermo.

E’ bastato leggere alcuni messaggi scambiati con un amico per convincere il giudice ad aggravare la misura cautelare al minorenne coinvolto nella violenza di gruppo lo scorso 7 luglio a Palermo, insieme ad altri sei ragazzi, su una diciannovenne. E’ la stessa notte dello stupro quando il minorenne racconta a un amico quello che è successo quella notte. Senza tante allusioni, ma con descrizioni agghiaccianti, spiega per filo e per segno quello che hanno fatto. “Lei si è sentita male ed è svenuta più di una volta, troppi cianchi (troppe risate) cumpà. Troppo forte”. E ancora: “Manco a canuscievo (non la conoscevo), siamo stati con lei in sette”. Successivamente al 19 agosto, quando è stata disposto il collocamento in comunità, il giorno dopo il minore ha pubblicato dei video su Tik Tok.

Tali nuovi e sopraggiunti elementi investigativi – si legge nel provvedimento del gip Antonina Pardotratteggiano la personalità di un giovane che lungi dall’aver avviato un percorso di consapevolezza del gravissimo reato commesso (avvalendosi della forza del gruppo ai danni di una giovane donna resa inerme a causa dell’intossicazione da alcol procurata dagli stessi partecipanti alla violenza) avendo ottenuto condizioni di maggiore libertà con l’inserimento in comunità ha continuato a utilizzare il telefono cellulare o altro dispositivo informatico per vantarsi delle sue gesta e per manifestare adesione ai modelli comportamentali criminali“. “La chat del 7 luglio (poco dopo lo stupro) rivela inequivocabilmente l’estremo compiacimento del minore rispetto a quanto accaduto, la sua totale insensibilità rispetto alla atrocità commessa considerata fonte di divertimento e il suo disprezzo per la vittima. Ciò induce fondatamente a ritenere che le parziali ammissioni del minore in sede di interrogatorio di garanzia nel corso del quale lo stesso ha ammesso di aver partecipato alla violenza di gruppo alla luce del sopraggiunto quadro investigativo hanno avuto una valenza assolutamente strumentale volta unicamente ad ottenere l’attenuazione della misura“.

E’ quanto si legge nell’ordinanza con la quale il gip Antonina Pardo del tribunale per i minorenni ha disposto l’aggravamento della pena per il minore che ha preso parte alla violenza sessuale di gruppo al Foro Italico. “Peraltro in quella sede l’indagato ha fornito una versione dei fatti non combaciante con quanto riferito dalla parte offesa (l’indagato ha sostenuto di avere a un certo punto aiutato la vittima) – aggiunge il gip – e con quanto emerso dalle videoriprese relative alle fasi di violenza sessuale rintracciate sul telefono del coindagato Angelo Flores che danno contezza della partecipazione del minore e del suo ruolo attivo sia rispetto alla violenza sessuale sia rispetto alle azioni violente che furono messe in atto e che accompagnarono la violenza sessuale (la vittima venne anche picchiata)“.

Dal pomeriggio di oggi è previsto, invece, il trasferimento, da Palermo in altre carceri siciliane, degli altri sei giovani arrestati a Castelvetrano e Termini Imerese.

Prendiamo atto della necessità di trasferire gli autori dello stupro avvenuto a Palermo, ed esprimiamo sostegno al personale di Polizia penitenziaria che li dovrà custodire – dice Gioacchino Veneziano, segretario generale della Uilpa polizia penitenziaria della SiciliaE’ ovvio che in condizioni di pesante carenza di organico i livelli di sicurezza si abbassano, quindi per salvaguardare l’incolumità dei soggetti bene ha fatto il comando di Pagliarelli a richiederne il trasferimento“.

 

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