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Tasse non riscosse, Comune di Taormina mette in mora Riscossione Sicilia

lunedì 8 Gennaio 2018

Tasse non riscosse e convenzione non rispettata. Con questi presupposti il Comune di Taormina mette in mora Riscossione Sicilia (ex Serit Sicilia) per somme mai pervenute nelle casse di Palazzo dei Giurati. La casa municipale ha intrapreso una nuova azione legale finalizzata a tentare di recuperare importi che non sarebbero mai stati introitati dall’agente di riscossione. Della vicenda si sta occupando su incarico del Comune di Taormina l’avvocato Marcello Scurria, al quale è stato dato mandato per la proposizione di un’azione stragiudiziale volta al recupero di somme pari a circa 10 milioni sui tributi Ici e Tarsu.

“Stiamo tentanto in primo luogo di acquisire la documentazione completa che Riscossione Sicilia non ha trasmesso all’ente locale – spiega l’avv. Scurria – ed intanto abbiamo messo in mora Riscossione Sicilia. Se il Comune non riavrà le somme spettanti saremo pronti ad andare a dirimere la questione presso la Corte dei Conti“. Riscossione Sicilia replica e contesta che la società ha operato in modo del tutto legittimo e regolare sugli adempimenti in oggetto e che si tratta per la quasi totalità, cioè per circa 8 milioni di euro, di somme inesigibili. “Per quanto ci riguarda Riscossione Sicilia deve dimostrare di aver fatto tutto per riscuotere le somme in questione”, aggiunge l’avv. Scurria. “Il nostro legale sta predisponendo tutti gli atti propedeutici al recupero delle somme, la Giunta vuole recuperare quanto spetta al bilancio comunale”, evidenzia l’assessore al Bilancio e Contenzioso Salvo Cilona.

Nell’ottobre 2010 il Comune di Taormina aveva approvato una convenzione poi stipulata poco tempo dopo con Serit Sicilia Spa, denominata “Progetto integrato di recupero fiscale Riscossione attiva”, avente ad oggetto i servizi di liquidazione e accertamento di Tarsu e Ici, la scoperta degli evasori occulti ed il recupero dell’evasione per il triennio 2010-2012″, nonché per tutte le annualità precedenti non ancora prescritte. La svolta che si attendeva il Comune, però, non è mai arrivata. Per questo la casa municipale ha poi contestato all’agente di riscossione una “carenza di attività”. Nello specifico il Comune già a suo tempo aveva richiesto il pagamento delle “somme non riscosse per Ici, relative alle annualità dal 2006 al 2008″, e per Tarsu, dal 2006 al 2010″,  ammontanti a Un milione 348 mila 468,65 euro (detratto dall’importo delle riscossioni l’aggio del 30% pattuito in convenzione).

Riscossione Sicilia Spa è stata citata a comparire dinnanzi al Tribunale Civile di Palermo, con richiesta di pagamento di una somma pari a 9 milioni 348 mila 468.65 euro. Il Comune ha chiesto Un milione di euro per ciascun anno di durata della convenzione dal 2005 al 2012. Il Tribunale di Palermo nel 2014 dichiarò il proprio difetto di giurisdizione in favore della Corte dei Conti, ed è proprio in quella sede che potrebbe nuovamente spostarsi la contesa. Il Comune aveva già inteso procedere alla riassunzione del giudizio dinnanzi proprio alla Corte dei Conti nel 2015 con ricorso in quel caso però dichiarato inammissibile.

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