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Adesione al 100%. Sit-in dei sindacati in Prefettura

E’ il giorno dello sciopero di Amat, autobus e tram si fermano per quattro ore CLICCA PER IL VIDEO

martedì 19 Novembre 2024

Martedì nero per il trasporto pubblico a Palermo. I lavoratori di Amat hanno convocato uno sciopero di quattro ore per protestare contro i ritardi che hanno contraddistinto la redazione del nuovo piano industriale e del futuro contratto di servizio. Secondo quanto stabilito, autobus e tram si fermeranno dalle 10 alle 14, mentre gli amministrativi cesseranno le attività nelle ultime quattro ore di turno. Una protesta convocata dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Orsa, Ugl e Cobas, i cui rappresentanti hanno deciso di realizzare un sit-in davanti alla Prefettura per chiedere un incontro chiarificatore alle istituzioni. La mobilitazione è partita intorno alle 10.30 ed è proseguita per l’intera mattinata.

Adesione vicina al 100%

Salvatore Girgenti - Cisl - Amat
Salvatore Girgenti

Quello di oggi è il quarto sciopero dei lavoratori di Amat da inizio 2024. Lo stop ai mezzi odierno segue alle precedenti proteste realizzate a gennaio, febbraio ed aprile. L’adesione, secondo quanto riferiscono fonti sindacali, si avvicina al 100%. Su 153 mezzi in servizio, ben 135 hanno fatto ritorno alle rimessa di via Rocazzo.

Si parla da tempo del piano industriale, ma ancora ad oggi non sappiamo da cosa è composto – sottolinea Salvatore Girgenti della Cisl -. L’azienda non ci ha dato modo di visionare questo documento. Siamo stanchi. Vogliamo risposte ben precise. E visto l’impegno preso dal Prefetto a settembre e per il quale abbiamo sospeso la giornata di sciopero allora prevista, oggi siamo venuti a chiedere risposte. Non sappiamo nulla nemmeno sui concorsi per assumere nuovo personale. Sicuramente l’azienda, prima di procedere, aspetta l’approvazione del nuovo piano industriale. Passaggio, da quello che filtra dal Comune, non avverrà prima di metà dicembre“.

Sciopero dei lavoratori Amat: le motivazioni

I lavoratori rimproverano infatti al management aziendale e all’Amministrazione Comunale gli eccessivi ritardi nella definizione del piano industriale e del contratto di servizio. Documenti ritenuti chiave non solo per la programmazione delle attività della società nel prossimo triennio, ma anche e soprattutto in vista del rinnovo dei cosiddetti accordi di secondo livello. Diritti dei lavoratori che fanno riferimento ad una serie di benefit quali godimento degli straordinari, premi produzione e soprattutto buoni pasto. Dal Comune era filtrato ottimismo nei mesi scorsi, ma ad oggi non c’è nulla messo nero su bianco.

Francesco Mineo Cgil Amat
Francesco Mineo

Rivendichiamo da anni il rinnovo degli accordi di secondo livello – rappresenta Francesco Mineo della Cgil -. Atto che l’Amministrazione Comunale continua a rigettare, trincerandosi dietro il fatto che se non c’è il contratto di servizio rinnovato, non si può procedere. Il fatto è che i documenti propedeutici, fra cui il piano industriale, sono fermi. Sullo stesso ci sono solo voci. Pare che sia stato presentato al Comune, ma da Palazzo dellle Aquile continuano a contraddirne alcuni pezzi, rimandando tutto all’Amat. Chissà quanto tempo servirà per concretizzare questi documenti, in modo da raggiungere un accordo con le organizzazioni sindacali“.

La carenza di personale e i mancati passaggi a full-time

Questioni che si ricollegano ad un altro problema critico, ovvero quello della carenza di personale. Amat, così come altre società Partecipate del Comune di Palermo, è a ranghi ridotti. Ne sanno qualcosa dalle parti dell’officina di via Roccazzo che, dopo la fine dei contratti dei 37 ex lavoratori interinali, è rimasta a corto di meccanici ed elettrauti. Dall’azienda sono state avviate le relative procedure di concorso per assumere nuovo personale, ma le stesse sono ancora in corso di svolgimento.

Fabio Daniesvalle - Cisal - Amat
Fabio Daniesvalle

C’è poi il tema del passaggio a full-time di alcune categorie di dipendenti storici, come ad esempio i 120 ausiliari del traffico. Nonostante le rassicurazioni infatti, ad oggi non sono giunte novità. Fatto per il quale, ancora una volta, i lavoratori hanno deciso di incrociare le braccia e scendere in piazza. “E’ una vicenda davvero dolente – evidenzia Fabio Daniesvalle della Cisal -. Obiettivamente, dopo diciassette anni di sacrifici, questi lavoratori non hanno avuto riconosciute quelle poche ore che gli sarebbero servite per avere una giusta remunerazione. Vogliamo dei risultati, delle risposte. Speriamo oggi di averle“.

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