Prosegue la presentazione del libro “Mafia & Pizzo – Pagare non paga”. Questa volta, degli autori Elio Sanfilippo e Maurizio Scaglione saranno a Catania domani, presso la libreria San Paolo, in via Vittorio Emanuele II 182, alle ore 17:30.
A introdurre l’incontro sarà Sebastiano Mignemi, presidente della Sezione della Corte d’Appello di Catania, a seguire Vincenzo Antonello dell’Università di Catania, Emiliano Abramo, presidente della Comunità di Sant’Egidio in Sicilia. A moderare Giuliana Russo per Giovani per la pace. Tra gli ospiti, oltre gli autori, anche l’editore Nicola Macaione.
Il libro, pubblicato da Spazio Cultura Edizioni, riaccende i riflettori su uno dei fenomeni criminali più odiosi e radicati nella società siciliana: il racket delle estorsioni.
Sanfilippo e Scaglione desiderano richiamare l’attenzione al fenomeno odioso del pizzo a Palermo e in Sicilia analizzando le cause del suo proliferarsi. Ancora oggi persiste la sub cultura di quanti hanno pensato – e di chi purtroppo continua ancora a pensare – che la mafia attraverso il pagamento di questa tassa in fondo li aiuti, assicuri protezione e sicurezza. Una terribile illusione che distrugge la libertà economica e danneggia le imprese rispettose delle regole e della legalità e attraverso cui Cosa Nostra impone il suo dominio sulle persone, sui beni, sulle imprese, soffocando ogni possibile crescita del sistema imprenditoriale.
articolazioni e sfaccettature con cui viene pagata questa tangente alla mafia. Saranno messi in evidenza i numerosi episodi di acquiescenza a questa odiosa pratica e al tempo stesso anche gli atti di eroismo di chi si è ribellato, non ha voluto sottostare a questa imposizione. Reazioni che alcune volte si sono risolte a buon fine, altre volte in un epilogo drammatico pagando un caro prezzo con la chiusura della propria attività e perfino anche sacrificando la propria vita.
Il libro si propone, infine, di risvegliare le coscienze di tutti, specialmente di coloro che occupano ruoli istituzionali sul fenomeno a fronte di una ripresa della offensiva mafiosa e al preoccupante calo di denunce che si è registrato. Uno stimolo a rilanciare il movimento antiracket alla luce della nuova realtà che si è determinata dopo la sconfitta della ala stragista della mafia e alla riorganizzazione che sta operando in particolare sul territorio nella convinzione che nel momento in cui il pizzo sarà cancellato e nessuno pagherà più questo sarà il tassello fondamentale per la definitiva sconfitta di Cosa Nostra.



