Buone notizie per i 400 ex lavoratori Almaviva siciliani. Ieri sera si è tenuto all’Ars un vertice fra i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, un gruppo di deputati regionali (Adriano Varrica, Marco Intravaia, Valentina Chinnici, Gaspare Vitrano e Mario Giambona) e l’assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo. Al centro del dibattito c’è stata l’annosa questione relativa al re-inserimento lavorativo degli operatori telefonici del servizio 1500, ufficialmente licenziati lo scorso 31 luglio. Fatto per il quale, nei giorni scorsi, una delegazione degli ex dipendenti Almaviva aveva avviato un presidio permanente in piazza del Parlamento.
Dalle delibere di Giunta all’istituzione del bacino regionale: le novità sulla vertenza Almaviva
Due le alternative presenti da mesi sul tavolo: l’attivazione del servizio 116/117 e la digitalizzazione degli archivi regionali. Questioni sulle quali dal Governo Regionale è arrivata un’apertura, accolta positivamente dai sindacati, sulla possibilità di finanziare i progetti nelle prossime riunioni di Giunta, attraverso apposite delibere. Un secondo passaggio è poi avvenuto a notte fonda in aula. Ciò attraverso l’approvazione dell’emendamento sull’articolo 8, proposto dal deputato regionale Adriano Varrica, per creare il bacino regionale relativo agli ex lavoratori Almaviva Contact.
“Qualche ora fa, in piena notte, è stata approvata la norma per l’istituzione del bacino dei lavoratori ex Almaviva Contact – ha dichiarato il parlamentare regionale del M5S -. Il fatto che vi siano di mezzo poco meno di 400 lavoratrici e lavoratori con le rispettive famiglie impone massima prudenza, cautela e senso di responsabilità nel non lasciarsi andare in facili entusiasmi ed esultanze, sia perché ancora la finanziaria è in fase di approvazione sia perché ogni norma regionale é sempre soggetta alle possibili impugnative da parte del Governo nazionale“.
“Nel merito – spiega Adriano Varrica -, la norma sul bacino è ancorata ad un servizio che dovrebbe essere aggiudicato con appalto pubblico a soggetti privati e che punterà a ridurre le liste d’attesa, nell’ambito del quale potrebbero anche essere impiegati alcuni lavoratori, nel caso in cui le professionalità presenti nel bacino dovessero risultare coerenti con quelle necessarie dal servizio. Anche su questo, lo voglio precisare, nessun facile entusiasmo, si tratterebbe dell’eventuale coinvolgimento di poche unità di personale. Ma, se dovesse andare in porto, sarebbe un altro piccolo tassello nel percorso“.



