Da nodo cruciale della Finanziaria, gli interventi a favore del personale degli Enti locali sono diventati uno dei pilasti fondamentali della Manovra. Dei famosi 134 articoli sono decine e decine le misure vittime della sforbiciata che ha caratterizzato le ultime ventiquattro ore della legge di Stabilità a Sala d’Ercole. Tra gli impegni mantenuti spicca certamente quello sui Comuni siciliani e i suoi dipendenti.
La vigilia della Finanziaria era stata segnata da scontri e rivendicazioni a distanza. Lunghi silenzi tra la Regione Siciliana e Anci Sicilia, che hanno predominato l’ultimo biennio, ma che alla fine, proprio in vista di quello che si sarebbe rivelato l’estenuante travaglio della Manovra, si sono conclusi con una calorosa stretta di mano e una promessa: rafforzare la capacità operativa dei Comuni, dare stabilità alle loro funzioni e riconoscerne il ruolo essenziale che svolgono nel quotidiano dei cittadini. Una lotta portata avanti anche da diversi deputati che, dalla maggioranza all’opposizione, hanno richiesto l’aumento del fondo per le autonomie locali. Proprio quest’ultimo potrebbe essere uno dei grandi protagonisti del 2026. In ballo, infatti, potrebbero esserci 2,4 miliardi provenienti dall’avanzo di bilancio. Prima, però, bisognerà attendere la parifica del rendiconto da parte della Corte dei Conti.
Si è parlato tanto di stabilizzazione per quanto riguarda i 270 trattoristi dell’Esa, delle 23 giornata in più per i lavoratori forestali stagionali, per i quali sono stati previsti 40 milioni di euro nel 2026, e dell’aumento delle ore degli ex Pip, livellati tutti a 25 ore a differenza dell’attuale valore di 18 ore per alcuni e 20 per altri. E per i lavoratori degli Enti locali? Andiamo un po’ più nel dettaglio.
Il via libera è stato dato anche per l’incremento di due ore per gli ex precari stabilizzati degli Enti locali siciliani, dando priorità al personale con meno ore. I dipendenti dei Comuni con contratti part-time che ricevono il contributo della Regione sono circa 12.600, numero che varia di anno in anno per via dei pensionamenti. La Regione ha erogato ai Comuni interessati 169 milioni nel 2025 per il pagamento del personale part-time ex precario. A questi si aggiungono nel complesso altri 40 milioni a regime nel 2028 così suddivisi: 10 milioni per il 2026, 10 milioni per il 2027 e 20 milioni per il 2028. Un altro provvedimento importante riguarda da vicino i pensionamenti. Le economie di ogni anno verranno ridistribuite nell’anno successivo a tutto il personale. Queste non saranno dunque decurtate dal fondo, ma saranno dovute dal pensionamento del personale part-time interessato dal contributo.
Focus anche sui Comuni in dissesto con due emendamenti approvati. Uno che riguarda i Comuni in dissesto fino a diecimila abitanti, per pagare il personale sovrannumerario rispetto alla dotazione organica approvata dal ministero degli Interni dipartimento Finanza locale. Il personale di fatto dipendente da un Comune in dissesto rischierebbe il licenziamento. L’altro provvedimento vede da vicino i Comuni in dissesto compresi tra i quindicimila e i venticinquemila abitanti che hanno personale part-time a 24 ore superiore al 50% della forza lavoro e ricevono il contributo per aumentare le ore fino ad un massimo di 35 ore settimanali.




