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La nota ufficiale

Distretto Socio Sanitario 39, i sindaci scrivono alla Regione e all’Asp: “Situazione insostenibile al PTE di Bagheria, diritto alla salute a rischio”

mercoledì 24 Dicembre 2025

Il Comitato dei Sindaci del Distretto Socio Sanitario 39 (Bagheria, Santa Flavia, Altavilla Milicia, Ficarazzi e Casteldaccia), ha inviato oggi una nota formale ai vertici della Regione Siciliana e dell’Asp di Palermo per denunciare il grave stato di abbandono dei presidi sanitari del territorio.

Il PTE e la Guardia medica al collasso sono al centro della nota. Il Punto Territoriale di Emergenza (PTE) di Bagheria, presidio fondamentale per la gestione delle urgenze, a causa della cronica assenza di medici, si ritrova spesso con il solo personale infermieristico a gestire l’utenza. Una situazione che costringe i cittadini a riversarsi nei già congestionati Pronto Soccorso degli ospedali di Palermo.

I sindaci denunciano inoltre: la chiusura della Continuità Assistenziale (Guardia Medica) ad Aspra: una decisione che priva di assistenza medica una fascia di popolazione spesso impossibilitata a spostarsi autonomamente e ancora la chiusura del Consultorio familiare di Porticello: per il quale non si hanno certezze sui tempi di riapertura.
Ma le emergenze non finiscono qui: inefficienze nella Casa di Comunità di Bagheria, con personale sottodimensionato che non riesce a garantire né le visite domiciliari né la risposta telefonica alle emergenze. ed un dato allarmante è la carenza di medici.

La crisi del Distretto 39 riflette un’emergenza più ampia: i dati regionali indicano che, per il 2025, la Sicilia affronta una carenza di oltre 300 medici di emergenza-urgenza.

Le richieste dei Sindaci I primi cittadini del comprensorio definiscono “palesemente lesiva del diritto costituzionale alla salute” la prassi di chiedere a pediatri o medici della continuità assistenziale di coprire i turni vacanti del PTE.

Il Comitato chiede ufficialmente: Interventi gestionali immediati per garantire la presenza di personale adeguato al bacino di oltre centomila abitanti del distretto; l’attivazione di un Tavolo Tecnico Interistituzionale urgente per discutere il futuro della Casa della Comunità e dei presidi locali. “Abbiamo il dovere di tutelare i nostri concittadini”conclude la nota“consapevoli che sulla salute non si possa tergiversare né accontentarsi di soluzioni temporanee e inefficaci”.

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