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Il procedimento

Laboratori d’analisi, il Tar Sicilia accoglie il ricorso Krealab: Regione obbligata a pronunciarsi

sabato 24 Gennaio 2026

Il TAR Sicilia ha accolto il ricorso presentato dalla rete-contratto “KREALAB”, ordinando all’Amministrazione di rompere il silenzio e pronunciarsi definitivamente sull’istanza di riconoscimento istituzionale del consorzio, che raggruppa decine di  laboratori d’analisi operanti nelle varie province tra cui Agrigento, Palermo, Catania e Siracusa.

La controversia nasce dal rigetto, da parte dell’Assessorato, della richiesta di riconoscimento della rete “Krealab” (priva di soggettività giuridica ma costituita ai sensi della normativa vigente). Nonostante una iniziale revoca del diniego e una pronuncia della Corte Costituzionale che era intervenuta sulla questione, la Regione era rimasta inerte, evitando di adottare un provvedimento formale di conclusione del procedimento.

Difesi dagli avvocati Girolamo Rubino, Alberto Pepe e Giuseppe Impiduglia, i laboratori facenti capo all’organo comune – rappresentato dalla dottoressa Elisa Interlandi – hanno impugnato il silenzio-inadempimento della Pubblica Amministrazione.

I giudici amministrativi hanno aderito alla tesi dei legali Rubino, Pepe e Impiduglia, ribadendo un principio cardine: l’Amministrazione ha l’obbligo di pronunciarsi con un provvedimento espresso ogni qualvolta le esigenze di giustizia sostanziale e i doveri di correttezza e buona amministrazione lo impongano. Ciò vale anche nel caso in cui vi sia stato un preavviso di rigetto, essendo quest’ultimo atto endo-procedimentale insuscettibile di superare l’inerzia serbata dall’Amministrazione

Di conseguenza, l’Amministrazione è stata condannata a concludere il procedimento entro 60 giorni.

La pronuncia riveste una particolare importanza per il settore della diagnostica siciliana. Il riconoscimento della rete-contratto permetterebbe infatti ai laboratori aderenti di: – mantenere la propria personalità giuridica (senza dover confluire in grandi consorzi); – di raggiungere (sommando le prestazioni delle strutture aderenti alla rete) la soglia delle 200.000 prestazioni annue, requisito indispensabile previsto dalle nuove normative di settore per mantenere l’accreditamento con il Servizio Sanitario Regionale.

Oltre all’obbligo di provvedere, l’Assessorato è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in 1.500 euro, oltre al rimborso del contributo unificato.

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