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Slitta la riforma della dirigenza

Governo pronto a relazionare in aula sui danni del Ciclone Harry e della frana a Niscemi: incognita sulla data

martedì 24 Febbraio 2026
Ars seduta Sala d'Ercole

Seduta lampo a Sala d’Ercole. Il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno ha aperto la seduta solo per comunicare la programmazione dei lavori. Una scelta non condivisa da parte delle opposizioni, che hanno sollevato le polemiche.

Il Governo pronto a relazionare in aula

L’esponente di Fratelli d’Italia ha esordito esponendo la nota del Governo regionale pronto a relazionare sui danni provocati dal ciclone Harry e dalla frana a Niscemi già nella giornata di domani, mercoledì 25 febbraio. L’aula è stata sospesa qualche minuto dopo l’appello del deputato del Partito Democratico Giovanni Burtone: Vogliamo il presidente. Siamo disponibili anche la prossima settimana. Lui ha un’idea generale dei danni“.

La mancata disponibilità del presidente della Regione Renato Schifani ha fatto sì che il confronto venga rinviato a data da destinarsi. La notizia non è stata ben accolta dalle opposizioni. “Voglio esprimere il mio disappunto rispetto alla conduzione dei lavori. E’ anomalo – ha dichiarato il leader di Controcorrente Ismaele La Vardera che l’assessore Scarpinato non sia in aula. Il Parlamento si riunisce e non produce. Abbiamo presentato un disegno di legge specifico per Niscemi, chiedendo ristori immediati. Siamo quasi in una versione anacronistica. Un mondo fuori che chiede interventi ad un Parlamento che si trova nell’iperuranio, che si occupa di cose non concrete, ma che non produce comunque“. Disappunto avanzato anche dall’esponente di Sud chiama Nord Giuseppe Lombardo.

Il calendario dei prossimi giorni

Vista l’assenza dell’assessore ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, l’esame del ddl “Riconoscimento di Comiso Città della pace” è slittato a domani. A seguire le interrogazioni con l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino. La seduta è convocata alle ore 14:00.

Altre rubriche scandiranno la prossima settimana: per martedì 3 marzo sono previste le interrogazioni con l’assessore al Turismo, Sport e Spettacolo Elvira Amata, mentre per mercoledì 4 marzo quelle con l’assessore all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità Francesco Colianni.

E la riforma della dirigenza regionale?

Dovrebbe slittare a martedì 10 marzo la votazione del ddl sul riordino della dirigenza regionale. Tempi che in realtà potrebbero dilatarsi ulteriormente. 

Il clima non è dei migliori e anche il tempo potrebbe non bastare per calmare le acque. Tra i corridoi di Palazzo dei Normanni predomina la tensione e secondo indiscrezioni raccolte da ilSicilia.it anche questa volta l’ombra del voto segreto e la leva dei franchi tiratori potrebbe prevalere. Giorni utili e necessari per sondare il terreno, ma per scoprire realmente le sorti della riforma attesa da oltre 25 anni bisognerà attendere. Ad oggi i segnali non sono positivi e non promettono nulla di buono. 

L’ultima legge regionale risale al 2000. L’obiettivo è quello di allineare l’ordinamento della dirigenza a quello di tutti gli enti del comparto funzioni locali e, al contempo, a eliminare le criticità determinate dal mantenimento della cosiddetta terza fascia dirigenziale, sconosciuta nel panorama nazionale e la cui durata era stata concepita come transitoria. Fulcro del testo è la fascia unica, nodo che ha tenuto banco fino alla fine e che ha infuocato per mesi i banchi delle audizioni in I Commissione Affari Istituzionali, presieduta da Ignazio Abbate. A passare è stata la proposta avanzata dal governo regionale, in linea con le indicazioni di Roma, e in controtendenza con quella dei dirigenti uscenti e dei sindacati, che avevano spinto per la fascia doppia.

Al 31 dicembre 2024 risultavano in servizio in Sicilia solo 3 dirigenti di seconda fascia, 611 dirigenti di terza fascia e nessun dirigente di prima fascia. Dati leggermente mutati nelle scorse settimane: i dirigenti in seconda fascia sono adesso 2, con il “salto” di Alberto Pulizzi, al Dipartimento dello Sviluppo rurale, alla prima fascia. Nel triennio 2025-2027, inoltre, sono previste 193 cessazioni dal servizio, di cui un dirigente in seconda fascia. Numeri quindi al di sotto del fabbisogno reale, considerando che, secondo le stime servirebbero, circa 750 dirigenti. Il reclutamento di nuove risorse umane si rivela così elemento essenziale della proposta di legge (CLICCA QUI).

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