Seppur tra mille difficoltà il ddl Enti locali, alla fine, ha visto la luce (CLICCA QUI). Il testo è stato praticamente dimezzato, ma una norma più di tutti ha catturato l’attenzione: la rappresentanza di genere al 40% all’interno delle giunte comunali. Una battaglia che le donne dell’Ars hanno condotto senza arretrare di un passo, anche nei momenti più complessi. Proprio la grande spinta mediatica, a dire il vero, ha contribuito nell’aiutare la Sicilia ad allinearsi con l’ordinamento nazionale senza dover passare dall’incognita del voto segreto. Non tutti gli articoli hanno avuto lo stesso destino e la ghigliottina dei franchi tiratori ha colpito tra i tanti anche il terzo mandato e il consigliere supplente. Un paradosso pensando che fino a qualche mese fa proprio Sala d’Ercole aveva dato il via libera al deputato supplente, disegno di legge proveniente da Roma e che andrà a modificare lo Statuto siciliano.
Ma cosa è rimasto dalle “macerie” del ddl Enti locali? Dai permessi al gettone di presenta, fino al tagliando antifrode: ecco cosa cambierà all’interno dei Comuni siciliani.
Abbate: “Pochi articoli, ma che entrano nella vita dei Comuni”
“Finalmente è stato approvato un disegno di legge che riguarda gli Enti locali, anche se in misura ridotta rispetto a quello che era il testo originario stato elaborato dalla Commissione e inviato in aula, ma almeno un provvedimento che riguarda più il settore della vita amministrativa degli Enti locali è stato approvato in questa legislatura, con tutte le difficoltà del voto segreto che ha fatto emergere tutte le spaccature interne“. Ha dichiarato il presidente della I Commissione Affari Istituzionali Ignazio Abbate pochi giorni dopo il voto in aula (CLICCA QUI).
“Abbiamo un provvedimento che rimette ordine e dà risposte agli amministratori – ha spiegato il deputato della DC – come sui permessi, sull’indennità, specialmente nei Comuni più piccoli, e la possibilità di poter partecipare per l’intera giornata ai lavori delle Commissioni, quindi assentarsi dal lavoro, per le Commissioni e per i capigruppo. Articoli che erano stati chiesti con forza anche dall’Anci, che in Commissione avevamo elaborato, anche nella direzione, quando ancora non si era votato per lo Provincia, della possibilità che nel momento in cui le Province sarebbero andate al voto, i consiglieri provinciali avrebbero potuto avere anche più tempo per partecipare ai lavori attinenti all’ente Provincia. Oltre a questo sicuramente tiene banco anche il provvedimento sulla parità di genere, anche se questa norma rispetto a quella che era stata approvata in Commissione e che dava la possibilità di entrare in vigore subito, entra in vigore man mano che si va al rinnovo delle amministrazioni e quindi al voto. Quindi entrerà totalmente in vigore fra quattro anni, quando si completerà il ciclo totale del voto su tutti i Comuni. Un provvedimento importante è anche quello del tagliando antifrode che equiparare l’utilizzo delle schede alla norma nazionale anche per quanto riguarda i Comuni. Anche la restituzione del fondo di rotazione, che abbiamo portato da 5 anni a 8 anni, dando la possibilità ai Comuni di far ritornare indietro le risorse in modo più dilazionate e quindi dando anche più disponibilità economica ai Comuni“.
“Anche se gli articoli approvati sono pochi rispetto ai 19 originali – ha spiegato Abbate – ci sono articoli che entrano nella vita quotidiana delle amministrazioni, ma principalmente degli amministratori per dare un sostegno. Speriamo che entro la legislatura si possa ritornare su altri provvedimenti che non si sono approvati, sempre per il voto segreto, uno su tutti il consigliere supplente, in linea con quello che era stato approvato a livello nazionale, per quanto riguarda la Regione ed era da estendere anche ai Comuni superiori ai 15mila abitanti“.
“L’auspicio – ha concluso – è che ci sia la possibilità di riportare in aula anche la riforma che riguardava tutto il mondo del revisore dei conti, che per fortuna, con la norma abrogativa che è stata inserita e approvata con questo ddl, si ritorna di nuovo nelle mani dei Consigli comunali, organo preposto per l’individuazione del collegio dei revisore dei conti. In Commissione abbiamo lavorato tantissimo per fare una riforma più ampia che attualizzi la norma alle esigenze dei Comuni, valorizzando anche la figura del revisore contabile anche per altre attività importanti anche per quanto riguarda il supporto e la vita amministrativa della Regione Siciliana“.
Ma andiamo nel dettaglio.
Permessi e gettone di presenza
Uno dei primi interventi contenuti all’interno del pezzo riguarda i permessi e le licenze degli amministratori comunali. Le modifiche prevedono l’estensione dei permessi retribuiti spettanti ai consiglieri per la partecipazione ai consigli comunali anche ai componenti delle giunte comunali e del diritto di assentarsi dal lavoro per l’intera giornata lavorativa ai componenti dei vari organi del Consiglio. Passa da 36 a 60 ore l’orario previsto per i permessi per i componenti degli organi esecutivi dei comuni, dei liberi Consorzi comunali, delle Città metropolitane, delle unioni di comuni, dei consorzi fra enti locali e i presidenti dei consigli comunali, dei consigli dei liberi Consorzi comunali, dei Consigli metropolitani, dei consigli circoscrizionali e dei presidenti dei gruppi consiliari dei comuni, dei liberi Consorzi comunali e delle Città metropolitane, mentre passa da 48 a 72 per i sindaci, i presidenti dei liberi Consorzi comunali, i sindaci metropolitani e i presidenti dei consigli dei comuni con popolazione superiore a trentamila abitanti.
Ha trovato il via libera anche la misura finalizzata ad adeguare il gettone di presenza dei consiglieri comunali dei comuni capoluogo di provincia con popolazione fino a 50mila abitanti a quelle dei comuni aventi una popolazione compresa tra 200mila e 500mila abitanti e l’indennità del presidente del consiglio del comunale del medesimo comune capoluogo al 60% dell’indennità prevista per il sindaco. I comuni con popolazione fino a 5mila abitanti possono incrementare del 50 per cento, con oneri a loro carico, le indennità spettanti agli assessori e ai presidenti e vicepresidenti dei consigli comunali.
Novità per i Comuni in dissesto
Novità per i Comuni in dissesto finanziario o con i piani di riequilibrio finanziario, prevedendo l’erogazione in un’unica soluzione del contributo regionale, previsto per legge, entro il 30 giugno di ciascun anno, previo invio al competente dipartimento regionale degli elenchi nominativi dei soggetti stabilizzati e dell’importo della spesa effettivamente sostenuta nell’anno precedente da parte degli enti che hanno proceduto alle assunzioni.
Abrogato anche l’articolo 61 della legge regionale 15 gennaio 2025, n. 3 in materia di proroga delle funzioni da parte della giunta comunale del collegio dei revisori dei conti nei Comuni in dissesto.
Tagliando antifrode ed altro
All’interno del testo approvato da Sala d’Ercole ritroviamo così la rappresentanza di genere al 40% nelle giunte nei Comuni con popolazione superiore ai 3mila abitanti. Un allineamento con la legge nazionale, ma che avverrà al 100% solo fra circa quattro anni, considerando che l’obbligo non potrà essere applicato nelle legislazioni in corso.
Tra le novità accolto con grande consenso c’è anche il tagliando antifrode. Il provvedimento mira ad evitare i voti contraffatti sulla scheda elettorale, introdotto in occasione delle politiche del 2018 e che adesso sarà applicato anche per le competizioni regionali e comunali, già a partire dalle amministrative calendarizzate in primavera. Sulle schede verrà quindi applicato un tagliando, un bollino con codice alfanumerico, per renderle uniche e identificabili come autentiche, senza però risalire all’elettore. Si tratta anche dell’unica misura per cui è prevista una copertura finanziaria: 28.800 euro per l’esercizio finanziario 2026; 70.200 euro per l’esercizio finanziario 2027; 72.000 euro per l’esercizio finanziario 2028.
Nuove disposizioni riguardano anche l’introduzione di quorum necessari per l’elezione del sindaco al secondo turno di votazione nelle ipotesi in cui per rinunzia o qualsiasi altra causa permanga una sola valida candidatura. Modifiche anche in termini per rimborso somme del fondo di rotazione per la progettazione, che permette agli Enti locali di posticipare il rimborso delle somme del fondo di rotazione da 5 a 8 anni.



