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Il testo del disegno di legge

Il ciclone Harry stravolge i programmi dell’Ars, il ddl per gli interventi urgenti adesso è la priorità 

martedì 27 Gennaio 2026
In foto i danni del maltempo a Catania

Il disegno di legge è stato trasmesso all’Ars e oggi verrà depositato per avviare l’esame. La settimana tra le mura di Palazzo dei Normanni riprenderanno dai fondi per i Comuni falcidiati dal ciclone Harry.

La corsa per approvare il ddl all’Ars

Dopo i primi 50 milioni di euro per gli interventi urgenti annunciati dal presidente della Regione Renato Schifani, l’Assemblea regionale si appresta a sbloccare ulteriori fondi per fronteggiare l’emergenza. Tempistiche? Per avere un’idea più nitida bisognerà attendere la fine della conferenza dei capigruppo convocata dal presidente dell’Ars Gaetano Galvagno. L’intento è quello di trovare una convergenza tra i partiti e stravolgere il calendario delle attività parlamentari, ponendo come priorità il sostegno ai territori in ginocchio. Dalla riunione dipenderà anche il futuro del ddl Enti locali, la cui discussione, salvo colpi di scena, dovrebbe avvenire a Sala d’Ercole dalle ore 15:00, e quello dei ddl stralcio distribuiti nelle varie Commissioni.

La II Commissione Bilancio si riunirà dalle ore 10:00, ma cosa prevede il disegno di legge “Interventi urgenti per fronteggiare i danni causati da eventi meteo avversi dei giorni 19, 20 e 21 gennaio 2026”? 

Le risorse individuate sono 20 milioni, di cui 3 milioni per le spese correnti, per incrementare il Fondo regionale per gli interventi di parte corrente conseguenti alla dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale di competenza del Dipartimento Protezione civile, e 17 milioni di euro di spese in conto capitale, per incrementare il Fondo per le emergenza di conto capitale per la realizzazione di lavori per fronteggiate l’emergenza e mitigare la crisi di competenza del Dipartimento Protezione civile. Come si apprende dal testo altri 10 milioni di euro “euro sono destinati a reintegrare, anche parzialmente, gli stanziamenti di alcuni capitoli utilizzati con la citata DGR, ed in particolare, 8 mln per il Fondo spese impreviste e 2 mln per i capitoli di spesa del dipartimento Protezione civile“. Il via libera al ddl permetterà di attingere i 30 milioni totali dal bacino dei fondi globali.

Le altre risorse per fronteggiare i danni del ciclone Harry

In totale, ad oggi, le risorse previste per i Comuni siciliani sono 103 milioni di euro. 

Ieri pomeriggio, dal Consiglio dei ministri sono stati previsti circa 33 milioni di euro per l’Isola. La mano tesa da Roma, però, è stata ritenuta insufficiente, fin troppo esigua, scatenando le polemiche. Preoccupazioni a cui il ministro alla Protezione civile e alle Politiche del mare Nello Musumeci ha risposto promettendo ulteriori mosse da parte del Governo Meloni: “In questo momento sono 100 milioni per le tre regioni. Servono essenzialmente per fare fronte alle prime spese sostenute dai comuni, cioè la rimozione di detriti e il ripristino della funzionalità di alcuni servizi essenziali. Non appena dalle Regioni arriverà un quadro dettagliato dei danni potremo procedere all’ulteriore stanziamento che invece servirà alla ricostruzione. Verrà adottato un provvedimento interministeriale perché su questo tema della ricostruzione interverranno più ministeri. E si potrà procedere in deroga alla ricostruzione delle infrastrutture danneggiate. Ove le opere fossero alcune particolarmente complesse, si attiverebbe la legge 40 che è lo stato di ricostruzione, quindi cessa lo stato di emergenza e si apre lo stato di ricostruzione per il quale il competente non sarà più il commissario delegato, cioè il presidente della Regione, ma un commissario straordinario, esattamente come abbiamo fatto nel centro Italia e in Emilia Romagna“.

Quest’ultimi si aggiungono così ai 50 milioni di euro immediati messi sul piatto dal presidente Schifani (CLICCA QUI). Ma il quadro appare già molto preoccupante. Le primissime stime della Protezione civile regionale parlavano di oltre 740 milioni di euro di danni, cifra da cui sono esclusi i danni economici subiti dalle attività produttive, ricettive e turistico-balneari causati dalla sospensione delle stesse per il tempo necessario al ripristino delle strutture, e i danni al settore agricolo la cui valutazione sarà fornita dall’assessorato dell’Agricoltura. Ora dopo ora, però, i numeri continuano a lievitare e la conta dei danni sarebbe giunta a quota 1,5 miliardi di euro.  

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