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Gli interventi dei carabinieri

Palermo, resistenza a pubblico ufficiale: arrestate due persone

martedì 3 Marzo 2026

Nell’ambito dell’intensificazione dei servizi di prevenzione e controllo del territorio volti al contrasto dell’illegalità diffusa e alla tutela della sicurezza urbana, i militari dell’Arma dei Carabinieri – Nucleo Radiomobile di Palermo – hanno eseguito, in due distinti interventi, due arresti in flagranza di reato per resistenza a Pubblico Ufficiale.

Il primo episodio è avvenuto in via Dante, dove i militari hanno notato un 42enne palermitano, pregiudicato, nei pressi di una rivendita di tabacchi che, alla vista della pattuglia, ha assunto un atteggiamento sospetto, tentato di coprirsi parzialmente il volto.

Sottoposto a un controllo è risultato destinatario della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. Quando ha compreso che i Carabinieri stavano procedendo alla contestazione inerente le violazioni delle prescrizioni, è andato in escandescenza aggredendo e spintonando i militari nel tentativo di fuggire. L’uomo è stato però immediatamente bloccato e arrestato.

Il secondo intervento si è verificato avvenuto di Viale Di Vittorio, dove un altro equipaggio ha controllato un 24enne già noto dalle forze dell’ordine. Fin da subito il giovane ha mostrato un atteggiamento aggressivo nei confronti degli operanti.

Il comportamento ha insospettito i militari che, durante la perquisizione, hanno rinvenuto nella sua disponibilità una dose di crack. Il sequestro della sostanza stupefacente, non è stato gradito dal giovane che, ha reagito aggredendo fisicamente i Carabinieri nel tentativo di darsi alla fuga. Anche in questo caso, la pronta azione dei militari ha consentito di immobilizzare l’indagato e procedere all’arresto.

La droga è stata inviata al Laboratorio Analisi delle Sostanze Stupefacenti del Comando Provinciale per gli accertamenti qualitativi e quantitativi. Entrambi gli arresti sono convalidati dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo.

È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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