Rinnovare la carta d’identità a Palermo non è una missione facile. Soprattutto di questi tempi. In particolare, per le persone con disabilità. Il caso si è aperto nelle scorse settimane. Dopo il boom di richieste per poter effettuare il passaggio alla CIE, dalle Circoscrizioni del capoluogo siciliano erano giunti diversi appelli. Due, in particolare, i temi sollevati dai consiglieri di quartiere: il potenziamento degli uffici nel periodo pomeridiano (poi concesso) e la necessità di rinforzare le postazioni al fine di poter effettuare l’emissione di documenti a domicilio per i soggetti con problemi di movimento. Una criticità che, ancora oggi, purtroppo persiste.
La mancata applicazione del decentramento
A rilanciare la battaglia è stato, in particolare, l’esponente di Forza Italia Ferdinando Cusimano. Motivo del contendere è, ancora una volta, la mancata approvazione della riforma del decentramento. Una di quelle questioni rimaste bloccate fra i cassetti di Palazzo delle Aquile ma che, di fatto, limita i poteri di organi rimasti ancora degli ibridi.
“I disabili che si recavano in Circoscrizione non avevano, fino a qualche settimana fa, una corsia agevolata. Fatta eccezione per i turni pomeridiani – spiega Cusimano ai microfoni de ilSicilia.it -. Altra questione è quella che riguarda la mancata possibilità, per le postazioni decentrate, di poter fare le carte d’identità a domicilio. In una città con oltre 680.000 abitanti, c’è solo un ufficio che fa i documenti a distanza con un sistema di videochiamata. Ma tutti i cittadini di periferia, sono costretti a recarsi in viale Lazio almeno una volta per consegnare i documenti. Ciò a causa di una mancata approvazione della riforma del decentramento“.
La lettera al presidente della Repubblica
Il consigliere della VII Circoscrizione aveva scritto nelle scorse settimane ad una pluralità di soggetti istituzionali. Ciò per denunciare la situazione di disagio vissuta da alcuni utenti. Una lunga lista in cui figura persino la Presidenza della Repubblica. E da Roma è arrivata una risposta ai problemi sollevati dal consigliere dell VII Circoscrizione.
“Credo fortemente nelle istituzioni. Il presidente della Repubblica è il garante della Costituzione. Per questo ho coinvolto i suoi uffici. Spero che da questa lettera venga fuori che è sbagliato dire ‘non c’è personale’ da dedicare ai disabili, all’attivazione di questo servizio. Bensì ci sia la disponibilità di trovare il personale per queste persone, per poi dedicarlo a tutti gli altri“.



