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Tusa e Lo Nardo: "Potenziare gli uffici"

Boom di richieste per la CIE a Palermo, il M5S: “Code e disservizi nelle sedi decentrate”

giovedì 26 Febbraio 2026
Code nella postazione decentrata di via San Ciro, CIE Palermo

E’ boom di richiste per sottoscrivere la CIE a Palermo. Ne abbiamo già parlato nei giorni scorsi. In città, circa 100.000 palermitani dovranno adeguarsi alla normativa europea, passando dalla versione cartacea del documento all’identità digitale. Ma non sarà facile. A causa della ben nota carenza di personale degli uffici comunali infatti, le postazioni decentrate sono già sature. E anche per chi dispone di corsie differenziate, come le persone con disabilità, i tempi si sono nettamente allungati. Sono due le possibilità per chi deve rinnovare il proprio documento. Effettuare una prenotazione sul sito dedicato del Ministero dell’Interno o provare a fare il turno fisico presso uno degli uffici comunali, il martedì o mercoledì pomeriggio. Ma in entrambi i casi, si sono già registrati numerosi disagi.

CIE a Palermo, M5S chiede potenziamento delle postazioni

La prima prenotazione utile sul sito del Ministero dell’Interno va oltre Ferragosto, mentre le postazioni decentrate risultano sature. A denunciarlo sono i consiglieri della II Circoscrizione del M5S Pasquale Tusa ed Emanuela Lo Nardo. “Si segnala che già da diversi giorni si registrano code e disservizi presso le sedi decentrate della città. Nonostante l’Amministrazione si sia attivata per pianificare al meglio le attività, al fine di ridurre i tempi di attesa e prevenire possibili disagi, allo stato attuale le prenotazioni presso le diverse sedi non garantiscono disponibilità né tempistiche certe“.

Alla luce di ciò – dichiarano Tusa e Lo Nardo – chiediamo di valutare un incremento dell’organico e un ampliamento delle ore di apertura al pubblico, così da smaltire le richieste di rilascio della CIE e assicurare un’adeguata rotazione del personale attualmente gravato da un significativo carico di lavoro“. Postilla, infine, sulla sicurezza degli operatori. “Si ritiene opportuno, al fine di prevenire possibili tensioni o incomprensioni e di tutelare cittadini e dipendenti, prevedere un presidio delle sedi da parte della Polizia Municipale o, in alternativa, di un servizio di vigilanza privata“.

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