Il progetto di rilancio della Costa Sud di Palermo rischia di vivere una nuova battuta d’arresto. A lanciare l’allarme sono gli esponenti di “Oso” Ugo Forello e Giulia Argiroffi. Motivo del contendere è il progetto di riqualificazione e bonifica dell’ex discarica di Acqua dei Corsari. Uno di quegli spazi divenuti simbolo degli errori del passato. Sul progetto, il Comune di Palermo può contare su un finanziamento concesso dalla Regione Siciliana di circa 11 milioni di euro. Tuttavia, a causa dei ritardi accumulati dall’iter procedurale, la data di fine lavori attualmente prevista per febbraio 2027 rischia di slittare ulteriormente. Fatto che non ha lasciato indifferenti i tecnici del Dipartimento Acqua e Rifiuti.
Costa Sud, la storia del progetto di bonifica di Acqua dei Corsari
L’allarme lanciato dai due esponenti di “Oso” si basa sulla missiva inviata lo scorso 16 marzo dall’assessorato regionale all’Energia. Destinatario della nota era proprio il Comune di Palermo. Nella lettera, i tecnici di viale Campania chiedono ai colleghi di Palazzo delle Aquile di fornire una serie di documenti necessari a verificare lo stato dell’arte dalle parti di Acqua dei Corsari. Fra questi figurano il cronoprogramma di avanzamento tecnico-procedurale, il cronoprogramma dell’operazione rispetto alla direzione dei lavori e ai collaudi, il cronoprogramma aggiornato sull’esecuzione dei lavori e il prospetto di spesa pluriennale relativo ad impegni e pagamenti. Il tutto dovrà essere fornito entro 15 giorni dall’invio della missiva, anche se nello stesso documento i tecnici dell’assessorato regionale hanno convocato una riunione d’urgenza per la giornata di mercoledì 25 marzo. Con ciò preannunciando, fra l’altro, una prossima visita della commissione europea.
L’intervento, infatti, risulta inserito fra quelli ritenuti come “prioritari”. Ciò nell’ottica di un complessivo rilancio della Costa Sud di Palermo. Una di quelle aree del capoluogo siciliano su cui si gioca il futuro, con un pacchetto di investimenti previsto di oltre 100 milioni di euro. Proprio l’intervento di bonifica dell’ex discarica di Acqua dei Corsari rappresenta un tassello chiave nel rilancio ambientale dell’area della II Circoscrizione. A tal proposito, nel 2019, il Comune di Palermo presentò domanda ed ottenne un finanziamento da 11 milioni di euro nell’ambito dei fondi PO-FESR 2021-27. I lavori dovevano concludersi entro il 2023. Ma il Comune di Palermo chiese ed ottenne una proroga dei termini, oggi fissata a febbraio 2027. Ma anche questa deadline appare difficile da rispettare. A dare un’indicazione in tal senso sono i numeri. Su 11 milioni di finanziamento infatti, il Comune di Palermo ne ha investiti soltanto 1,2 milioni.
Forello e Argiroffi (Oso): “Fondi a rischio, venga fatta chiarezza”
Fatto su cui si concentra proprio l’attenzione degli esponenti di “Oso” Ugo Forello e Giulia Argiroffi. “Oltre 11 milioni di euro risultano a rischio per l’incapacità dell’amministrazione Lagalla di tradurre in atti concreti i proclami politici ed elettorali. Parliamo di un progetto fondamentale per la tutela ambientale, la salute pubblica e la riqualificazione dell’intera costa sud, oggi seriamente compromesso. Accanto al danno ambientale e territoriale — aggiungono — si profila anche un danno economico concreto: una parte delle risorse già erogate, pari a oltre 1,8 milioni di euro, dovrà essere restituita, con ulteriori ripercussioni sui conti pubblici e possibili variazioni di bilancio che graveranno sulla collettività“.
“Questa gestione approssimativa e inefficace — concludono Argiroffi e Forello — non compromette soltanto singoli interventi, ma mina l’intera prospettiva di riqualificazione della costa sud, pregiudicando opportunità di sviluppo, sostenibilità ambientale e rilancio economico. Non è più tollerabile assistere a questo susseguirsi di fallimenti: la città merita serietà, competenza e capacità amministrativa. Il gruppo consiliare Oso chiede con forza che venga fatta piena chiarezza sulle responsabilità politiche e amministrative e che si adottino con urgenza tutte le misure necessarie per evitare ulteriori perdite di risorse e opportunità per la città”.
La replica del Comune di Palermo: “Allarme infondato”
Nel pomeriggio si è registrata la replica dell’assessore all’Ambiente Pietro Alongi. “Il Comune di Palermo ha comunicato alla Regione una previsione di spesa di 8,7 milioni di euro per l’anno 2026 e come termine ultimo dell’esecuzione dei lavori è stato fissato Febbraio 2027. Considerato il rallentamento dei lavori dovuto agli approfondimenti necessari su alcuni aspetti del progetto, quali gli aggiornamenti del dimensionamento e del posizionamento delle opere di difesa costiera a causa dell’arretramento del fronte a mare, verificatosi in ultimo con i recenti eventi meteorologici estremi, stiamo aggiornando un nuovo cronoprogramma con l’ipotesi di rinviare di tre mesi il termine fissato“.
Solo un rinvio, quindi. Senza rischi di perdere il finanziamento regionale. “Si precisa – aggiunge Alongi – che l’obbligo del rispetto delle fasi intermedie e di quella finale del cronoprogramma di attuazione, deve tenere conto della data ultima prevista per l’utilizzo delle risorse finanziarie che è il 31/12/2029. Pertanto l’allarme lanciato è privo di fondamento. Si puntualizza infine che a far data dalla prima decade di aprile ci sarà un’accelerazione delle opere affinché i rallentamenti subiti possano essere recuperati“.
A rischio i fondi su fiume Oreto e Vergine Maria, M5S annuncia battaglia
Fatto che segue alla riduzione dei fondi che sta interessando il progetto di riqualificazione della foce del fiume Oreto, nonchè quello per il rilancio dell’attracco del porticciolo di Vergine Maria. Un “tesoretto” su cui il consigliere comunale del M5S Antonino Randazzo annuncia battaglia. “Uno scippo di circa 30 milioni al Comune di Palermo. E’ quanto deciso dal Governo Meloni con la riduzione dei fondi PON-Metro Plus. Rischiamo di dover rinunciare ai lavori sulla foce del fiume Oreto e il ripristino dell’approdo di Tonnara Bordonaro. Noi non ci stiamo. Il M5S presenterà due interrogazioni, una alla Camera e una al Senaro. Ma al contempo chiediamo al sindaco Roberto Lagalla di mettere in campo azioni necessarie a salvare questi fondi“.




