Giorgia Meloni torna in Parlamento dopo il referendum. Questa mattina la premier ha riferito alla Camera dei Deputati, affiancata dai vicepresidenti Antonio Tajani e Matteo Salvini. Dal crisi internazionale alle tensioni politiche nazionali: ecco i punti salienti dell’informativa sull’attività di governo.
Riforma della giustizia: “Non venga abbandonata”
La leader di Fratelli d’Italia ha esordito partendo proprio dall’esito del referendum sulla giustizia, dove ha trionfato ampiamente il ‘no’: “L’auspicio che formulo è che il cantiere di questa riforma non venga abbandonato come probabilmente qualcuno si augura, perché i problemi sul tappeto rimangono e abbiamo il dovere di trovare soluzioni concrete, coraggiose ed efficaci, possibilmente in un clima di collaborazione non certo contro la magistratura, ma a favore di una magistratura libera da condizionamenti politici e ideologici“.
Meloni tira dritto: nessun rimpasto all’orizzonte
“Niente dimissioni, né rimpasto“: ha dichiarato Meloni, entrando a gamba tesa sulla presunta crisi di governo, le dimissioni di Delmastro, Bartolozzi e Santanché.
“Non servono nuove linee programmatiche, perché le nostre sono da sempre scritte nel programma di governo” e “governeremo per cinque anni come ci siamo impegnati a fare. Sappiano che il governo c’è, nel pieno delle sue funzioni determinato a fare del suo meglio, ancora meglio, fino all’ultimo giorno del suo mandato, non scapperemo, non indietreggeremo, non ci metteremo al riparo facendo pagare ai cittadini i soliti giochi di palazzo: governeremo come fanno le persone serie in pace con la propria coscienza“.
“La maggioranza è solida e coesa” e sono “orgogliosa dei vicepremier Tajani e Salvini“. Di recente “ho chiesto un passo indietro” ad alcuni esponenti del governo che pure “avevano lavorato bene. Non sono state scelte semplici, né indolori” ma “abbiamo anteposto di nuovo l’interesse della nazione a quella del partito. Non abbiamo tempo da perdere in polemiche infinite e pretestuose, che spostano il dibattito” che deve restare centrato sulle “soluzioni necessarie per i cittadini. sgomberato il campo vi sfido sulla vera politica. Lo scenario internazionale non consente più a nessuno di cavarsela dicendo è tutta colpa della Meloni, finanche l’aumento del corto mondiale del petrolio“.
Crisi internazionale, Sigonella e caro energia
Serve il “pieno ripristino della libertà di circolazione nello stretto di Hormuz – ha dichiarato nell’informativa alla Camera la premier Meloni – che non deve essere soggetta a nessuna forma di restrizione come invece sembra accaduto nelle ultime ore: rimane uno dei punti più critici in fase di attuazione dell’accordo perché se l’Iran dovesse ottenere la facoltà di applicare extradazi ai transiti nello stretto questo potrebbe ancora portare a conseguenze economiche imponderabili“.
La collocazione internazionale dell’Italia “non l’ha inventata questo governo, ma è la stessa da circa 80 anni a questa parte. Lo dico per rispondere già prima che vada in scena l’ormai scontato ritornello sulla subalternità della sottoscritta al presidente americano Trump o quello ancora più scontato dal titolo ‘la Meloni scelga tra Trump e l’Europa’“.
“Agli alleati – ha aggiunto – si dice con chiarezza quando non si è d’accordo, come sui dazi, come nella difesa dei nostri soldati in Afghanistan definiti inutili, come sulla Groenlandia e sull’Ucraina. Da ultimo, come nella guerra in Iran, operazione che l’Italia non ha condiviso e a cui non ha partecipato. Un dato che è emerso nella sua concretezza con la vicenda di Sigonella nella quale l’Italia si è attenuta scrupolosamente alla lettera dei trattati e degli accordi che regolano i nostri rapporti con gli Usa. Una circostanza che fa giustizia della solita propaganda a buon mercato“.
“Se ci sarà una nuova recrudescenza” del conflitto in Iran “dovremo porci seriamente il tema di una risposta europea non dissimile per approccio e strumenti da quella messa in campo per la pandemia. In quel caso non dovrebbe e essere un tabù ragionare sulla possibile sospensione temporanea del Patto di stabilità e crescita: non una deroga per singolo Stato membro ma un provvedimento generalizzato“.
Sul caro energia e carburanti l’Italia è pronta ad “attivare ogni possibile misura per prevenire possibili comportamenti speculativi compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche. Continuerà a 360 l’impegno sul versante internazionale e con serietà come fatto finora sul versante nazionale“.
Criminalità e infiltrazioni mafiose
“Intendiamo andare avanti sulla proposta di legge della presidente della commissione Antimafia Colosimo per togliere la potestà genitoriale ai boss mafiosi. Tanto per rispondere ancora una volta con il sorriso e i fatti all’ultima palata di fango infilata nel ventilatore da un’opposizione disperata che costruisce surreali teoremi su una mia presunta vicinanza con la criminalità organizzata, tirando in ballo un padre, morto per altro, che non vedo da quando avevo 11 anni”.
Ha detto la presidente del Consiglio nella sua informativa sull’azione del governo. “Vi sfido anche su questo, non solo solita ingerire nel lavoro della commissioni” ma “mi permetto di chiedere alla commissione parlamentare antimafia di occuparsi dei tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata nei partiti, compreso FdI. Mentre alcuni usano il tema per propaganda, a me interessa costruire gli anticorpi su un tema che ci riguarda tutti. E non accetto che i miei sacrifici possano essere usati per interessi di quelli che combatto dal 19 luglio del 1992 senza se e senza ma e non accetto lezioni su questo tema“.



