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L'arresto

Pistola alla gola per dieci euro e un cellulare, arrestati due rapinatori della movida a Palermo

giovedì 21 Maggio 2026

I Carabinieri della Stazione di Piazza Marina, hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo nei confronti di due pregiudicati palermitani di 41 e 43 anni, ritenuti responsabili in concorso tra loro e a vaio titolo, di rapina, furto e ricettazione.

​L’operazione odierna rappresenta l’epilogo di un’articolata attività investigativa, coordinata dalla Procura di Palermo che, ha consentito di far luce su due episodi avvenuti a marzo del 2025 quando, i due indagati, dietro minaccia di una pistola hanno posto in essere due violente rapine.

La prima condotta nei confronti di ragazzo di 23enne che, bloccato tra le vie della movida, è stato costretto a consegnare il proprio cellulare e la seconda, in danno di un dipendente straniero di un minimarket che, bloccato all’interno del proprio negozio, è stato obbligato a consegnare il denaro presente in cassa e merce di varia catalogazione.

Dalle risultanze investigative raccolte dai Carabinieri, è emersa la figura centrale del 41enne, ritenuto dagli inquirenti un elemento dalla spiccata spregiudicatezza criminaleL’uomo non esitava ad agire anche da solo e con brutale determinazione. A lui che viene contestata la violenta rapina notturna ai danni di un passante, minacciato con una pistola puntata alla gola e quasi colpito al volto con il calcio dell’arma prima di essere privato del cellulare e di soli 10 euro.

Sempre lo stesso indagato, si è reso anche protagonista di due spaccate consecutive ai danni di un medesimo esercizio commerciale, arrivando a sradicare a calci gli infissi, pur di appropriarsi della cassa automatica.

Differente, ma strategicamente speculare, è il ruolo che i militari avrebbero attribuito al complice di 43 anni che, in concorso con il primo indagato, avrebbe preso parte all’assalto armato in danno di minimarket del centroMentre il 41enne irrompeva e terrorizzava il cassiere con una pistola, il 43enne attendeva all’esterno dell’esercizio commerciale a bordo di un ciclomotore oggetto di furto, coprendo la fuga del complice e fungendo da vera e propria vedetta.

Il concorso tra i due indagati non si è fermato solo all’esecuzione materiale delle rapine ma anche, alla ricettazione del mezzo utilizzato che, è stato rivenduto al fine di trarre un ulteriore profitto.

Le indagini condotte dai militari, anche attraverso la minuziosa analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza, hanno permesso raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti dei due pregiudicati e definire, un quadro probatorio ampiamente condiviso dall’Autorità Giudiziaria, che ha permesso l’emissione delle odierne misure cautelari.

​Al termine delle formalità di rito, il 43enne è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari mentre il 41enne, è stato tradotto presso la Casa Circondariale “Pagliarelli” di Palermo.

​L’attività odierna conferma l’impegno costante dell’Arma dei Carabinieri e della Procura della Repubblica nel contrasto ai reati predatori che, alimentano, i circuiti dell’illegalità diffusa sul territorio.

È obbligo rilevare che gli odierni indagati sono, allo stato, solamente indiziati di delitto, seppur gravemente, e che la loro posizione verrà vagliata dall’Autorità Giudiziaria nel corso dell’intero iter processuale e definita solo a seguito dell’eventuale emissione di una sentenza di condanna passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.

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