La strada verso l’approvazione del bilancio di previsione ha un ostacolo in meno. A sette giorni dal termine ultimo imposto dal commissario Giuseppe Petralia, decaduto il quale il Consiglio Comunale si dovrebbe sciogliere, Sala Martorana ha approvato il piano delle alienazioni. Una di quelle delibere che, insieme al Dup, costituiscono atti propedeutici al documento economico-finanziario triennale. Ventidue i favorevoli, nessun contrario e nessun astenuto. Il documento, proposto dall’assessore Brigida Alaimo, è stato oggetto di una profonda riscrittura attraverso un emendamento concordato dalla conferenza dei capigruppo ed appoggiato traversalmente dall’aula. E’ il secondo caso in pochi mesi, dopo quanto avvenuto sulla delibera relativa al regolamento Cup.
Gli emendamenti bocciati al M5S
Non tutto però è filato liscio in aula aula. Il primo ostacolo si è presentato durante l’analisi degli emendamenti. Bocciati in blocco quelli presentati dal consigliere comunale del M5S Antonino Randazzo riguardo lo stato di alcuni beni confiscati alla mafia, al momento occupati abusivamente. “Sapevo che il parere sarebbe stato contrario. Ma voglio che di tutto questo resti traccia in aula“, ha commentato l’esponente pentastellato.
Polemiche sugli ordini del giorno
Il secondo problema è nato in sede di ordini del giorno. I più discussi sono stati quelli presentati dall’esponente di Oso-Controcorrente Giulia Argiroffi. Tre, in particolare, gli atti di indirizzo presentati dal consigliere comunale. Il primo riguarda la destinazione di 100 unità immobiliari al fenomeno dell’emergenza abitativa.
“Chiediamo che vengano immediatamente trasformati in oggetto di valorizzazioni. Abbiamo trovato anche le fonti di finanziamento. La città ha bisogno di risposte a questa esigenza, diversificando la funzione del centro storico“. Il secondo riguardava la possibilità di destinare un terreno di via Ernesto Basile, al momento occupato da una ditta edile, a lunapark con connessioni con l’ex parco Cassarà. L’ultimo invece punta al recupero di una particella della porzione finale di via Perez, ovvero quella più vicina alla valle del fiume Oreto. Area su cui oggi sono iniziati i lavori per la realizzazione del parco urbano. Tutti e tre gli ordini del giorno sono stati respinti.
La delibera di Giunta che fa scoppiare la crisi in aula
Ma l’ultimo ostacolo, quello imprevedibile, è arrivato da un fattore esterno. Mentre in aula si discuteva il piano delle alienazioni, la Giunta Comunale ha votato un bando per assegnare quattro immobili del patrimonio comunale alla realizzazione di studentati. Le strutture si trovano in via Lincoln 121, via Porta di Castro 63, via Pesacannone 27 e via Rua Formaggi 12. Ma non è di certo la loro collocazione ad aver costituito un problema, bensì la mossa d’anticipo giocata dall’esecutivo rispetto al Consiglio Comunale. A prendere la parola è stato l’esponente del Gruppo Misto Carmelo Miceli, il quale ha presentato “una richiesta formale di acquisizione di atti“. Appello appoggiato dall’esponente del PD Mariangela Di Gangi.
La richiesta di sospensione della Lega
Un fiume di polemiche percorso anche dall’esponente della Lega Sabrina Figuccia. La capogruppo del Carroccio a Sala Martorana aveva dovuto già incassare la nota del sindaco e dell’assessore Maurizio Carta sulla realizzazione della pista ciclabile dalle parti di via Generale Di Maria. Un’infrastruttura su cui la rappresentante leghista si era mossa in prima persona a sostegno dei comitati civici che volevano uno stop al progetto. Nel pomeriggio però è arrivato anche il mancato chiarimento su alcune particelle inserite nel piano delle alienazioni. “Non si capisce dove siano collocate. Chiedo una sospesione“, ha dichiarato Figuccia in aula. Ma dal tavolo della presidenza non ci sono state sponde.
L’atto viene approvato
Dopo l’intervento del rappresentante di AVS Fabio Giambrone, le opposizioni hanno iniziato ad uscire alla spicciolata dall’aula per far venire meno il numero. Fatto che ha mandato su tutte le furie il capogruppo di FdI Giuseppe Milazzo. “Hai visto – hai gridato Milazzo a Tantillo – Dai la parola a loro e la seduta è morta“. Il clima da infuocato è diventato incandescente. La seduta viene sospesa ma, al ritorno in aula, si scopre che il numero c’è. Ventidue i presenti. Gli stessi che voteranno favorevolmente la delibera. Adesso si dovrà procedere con il Documento Unico di Programmazione, il quale verrà votato probabilmente nella giornata di domani.




