Dopo il commissariamento, arriva anche la diffida. Il Consiglio Comunale di Palermo ha quindici giorni di tempo a disposizione per approvare il bilancio di previsione 2026-28. A notificare l’avviso è stato Giuseppe Petralia, nominato commissario ad acta lo scorso 27 aprile dall’assessorato regionale alla Funzione Pubblica. Il termine scatterà dalla prima seduta utile calendarizzata per domani, 13 maggio. Prima però bisognerà approvare i documenti propedeutici al documento di programmazione triennale. Sono tre gli atti all’ordine del giorno fissati per questa settimana a Sala Martorana: il Piano delle Alienazioni, il Documento Unico di Progrmmazione (DUP) e la sesta variazione di bilancio.
Termine scaduto il 31 marzo
Secondo l’attuale normativa nazionale, il Consiglio Comunale avrebbe dovuto approvare l’atto entro il 31 marzo. Data fissata dal Ministero dell’Interno come ulteriore deroga alla legislazione italiana concessa ai comuni di Sicilia, Calabria e Sardegna. Ciò per far fronte “agli eccezionali eventi meteorologici che hanno colpito numerosi enti concentrati in prevalenza nelle suddette regioni“. Una missione impossibile per i componenti di Sala Martorana visto che la Giunta Comunale ha approvato lo schema di bilancio di previsione soltanto lo scorso 20 marzo. Ovvero a poco più di dieci giorni dalla scadenza. L’atto è arrivato a Sala Martorana il 24 marzo, mentre il parere favorevole alla delibera da parte degli uffici è stato depositato solo il 13 aprile. Ed è per questo motivo che dalla Regione Siciliana è arrivato il commissariamento al Comune di Palermo.
Restano solo quindici giorni di tempo
Ad oggi però si è mosso poco o nulla. Tanto che il commissario ad acta Giuseppe Petralia è tornato a scrivere al Consiglio Comunale nella giornata odierna, diffidando l’organo amministrativo “ad approvare il bilancio di previsione 2026-28, gli atti connessi ed ogni altro documento finanziario allegato entro il termine massimo di 15 giorni dalla data della prossima seduta, fissata per il 13 maggio“. Vale a dire che il Consiglio Comunale ha tempo fino al 28 maggio per approvare l’atto. “Decorso infruttuosamente detto termine – scrive il commissario Petralia – si provvederà in via sostitutiva all’approvazione del bilancio di previsione e degli atti propedeutici e/o connessi”. Fatto che porterebbe, in virtù della sanzione prevista dal comma 3 dell’articolo 109 bis dell’OREL (Ordinamento Regionale Enti Locali), “allo scioglimento del Consiglio Comunale“. Insomma, il tempo stringe. E per l’organo consiliare non c’è altra strada che dare precedenza al bilancio. Tutto il resto può e dovrà aspettare.




