“Sono nelle condizioni di dimostrare che sulla vicenda Italo-Belga il presidente Schifani ha preso in giro i siciliani“. Lo ha dichiarato il deputato regionale di Controcorrente Ismaele La Vardera, commentando la sentenza del CgA che ha ripristinato il diritto all’occupazione della spiaggia da parte della compagnia. Un pronunciamento arrivato ieri pomeriggio, al termine di una maratona giudiziaria partita con la sospensiva concessa a fine aprile.
La terza via per il futuro di Mondello
Secondo l’esponente di Controcorrente, la partita non sarebbe chiusa. Anzi, ci sarebbe “una terza via: il Cga, a pagina 15 dell’ordinanza, dice che, se la Regione e il Comune saranno nelle condizioni di gestire la spiaggia in modo libero, farà un passo indietro. In sostanza, il Cga dice alla Regione che, se ha il coraggio di portare avanti questa situazione, ritirerà questa ordinanza e rimetterà tutto in gioco“. Altrimenti tutto slitterà in autunno, quando il Tar entrerà nel merito della questione.
La Vardera su Schifani: “Ha preso in giro i siciliani, ho le prove”
Ma se sul fronte giudiziario le carte sono tutte sul tavolo da gioco, La Vardera si è concentrato su quanto sta avvenendo, a suo giudizio, a livello politico. “Oggi sono nelle condizioni di dimostrare che il presidente della Regione Renato Schifani non voleva assolutamente togliere questa concessione all’Italo-Belga: davanti alle telecamere ha detto una cosa e poi sostanzialmente all’interno dei palazzi della Regione ne ha detto un’altra. Ovviamente invito il presidente Schifani a querelarmi per diffamazione“.
Il deputato regionale parla “prove documentali inoppugnabili” attraverso le quali l’esponente di Controcorrente sarebbe in grado di dimostrare che “il presidente Schifani ha preso in giro i siciliani“. A tal proposito, La Vardera ha concesso una settimana di tempo al governatore siciliano. Dopodichè, sarebbe pronto a svelare i retroscena a sostegno della sua tesi. “C’è un audio clamoroso davanti al quale io chiederò le dimissioni del presidente Schifani. Se dimostrerò che lui non voleva cambiare l’Italo-Belga e che, anzi, desiderava che le cose restassero come sono, cosa succederà? Tutelerò fino all’ultimo le persone che mi hanno dato questa informazione ma, se il presidente Schifani non batterà colpo, sarò costretto nel giro di una settimana a pubblicare queste prove e a dimostrare ai siciliani che ha preso in giro la Sicilia“.
Il tema del “periculum in mora” sulla gestione pubblica della spiaggia
Fra i punti evidenziati nella sentenza del CgA c’era quello del cosiddetto “periculum in mora“, ovvero un possibile inadempimento nella gestione dell’arenile in seguito al ritorno nell’alveo pubblico. Questione sulla quale La Vardera ha sottolineato che “Comune e Regione hanno fallito“, pur sottolineando una fitta interlocuzione con gli uffici di Palazzo delle Aquile e Palazzo d’Orleans. “Sono stato collaborativo con le istituzionu. Il sindaco Lagalla ci ha detto che aveva soldi, mezzi e strumenti per garantire la fruizione pubblica della spiaggia. Il problema è che si sono mossi in ritardo. E’ giusto che l’Italo-Belga si difenda. Utilizza gli strumenti dello strumenti dello stato di diritto per tutelarsi. Ma possiamo dire che questa vicenda, politicamente ed eticamente, grida vendetta“.



